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><channel><title>Seo Point - Posizionamento e SEO &#187; Davide Rigon</title> <atom:link href="http://www.seopoint.org/author/davide/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.seopoint.org</link> <description>Risorse, News, Guide ed Articoli sulla promozione dei siti Web.</description> <lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 18:47:51 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator> <item><title>I segreti di Google News</title><link>http://www.seopoint.org/segreti-google-news.html</link> <comments>http://www.seopoint.org/segreti-google-news.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 07 Aug 2011 22:02:30 +0000</pubDate> <dc:creator>Davide Rigon</dc:creator> <category><![CDATA[Recensioni]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=3577</guid> <description><![CDATA[Da 4 anni gestisco un portale dedicato al turismo invernale e circa 2 anni fa ho deciso di affiancare al portale un blog news che mi permettesse di pubblicare le notizie del settore. In poco tempo il blog è diventato il punto di riferimento del sito web ed ha in qualche modo colmato il gap [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Da 4 anni gestisco un portale dedicato al turismo invernale e circa 2 anni fa ho deciso di affiancare al portale un blog news che mi permettesse di pubblicare le notizie del settore.</p><p>In poco tempo il blog è diventato il punto di riferimento del sito web ed ha in qualche modo colmato il gap informativo che c&#8217;era all&#8217;inizio.</p><p>Tuttavia posizionare un blog che parla di questo settore è molto difficile se non ha a disposizione una gran quantità di notizie fresche da pubblicare ogni giorno. Così dopo un po&#8217; di rodaggio ho iniziato a notare che mancava qualcosa.<br
/> Ogni giorno effettuavo delle ricerche su google per scoprire le novità del settore e per informarmi su altri argomenti che mi interessano. Ad ogni ricerca mi compariva sempre il riquadro con le notizie di google news, così un giorno decisi che il mio obiettivo sarebbe stato quello di riuscire a far comparire anche le notizie del mio blog su quel riquadro.</p><p>La mia odissea è durata ben 2 anni. Le informazioni che ci sono in rete sono frammentarie e vaghe, si parla di google news solo sotto il profilo utente e non ci sono molte info lato admin. Così dopo una ricerca mirata sono riuscito a trovare le risorse giuste per poter segnalare il mio blog a Google.</p><p>Dopo la prima segnalazione passarono diversi mesi senza ricevere risposta così, come suggerito anche da alcuni utenti dei forum di settore, ho risegnalato il mio sito web.<br
/> Tuttavia dopo altri 4-5 mesi la mia segnalazione sembrava essere svanita nel nulla.</p><p>Ho così deciso di rivedere le regole di google ed ho notato che il mio blog mancava di 2 aspetti importati:<br
/> &gt; pubblicazione costante<br
/> &gt; una pagina che parlava dello staff</p><p>Essendo un settore stagionale la pubblicazione degli articoli risultava molto frammentaria, così c&#8217;erano giorni in cui si pubblicavano 5 articoli ed altri in cui non si pubblicava nulla.<br
/> Così con il mio staff mi sono organizzato ed abbiamo iniziato ad intensificare la pubblicazione ed abbiamo steso un piano in modo tale da distribuire &#8220;le notizie di approfondimento&#8221; nei giorni in cui non si pubblicavano flash news.</p><p>Il secondo punto mi è stato segnalato anche dallo stesso staff di Google. Giustamente prima di inserire il sito in Google News vogliono sapere chi lo gestisce e così abbiamo creato una pagina con nomi e cognomi degli appartenenti allo staff, con recapiti di posta ed ahimè anche di telefono.</p><p>Risolti questi 2 punti il mio sito è finalmente entrato a far parte di Google News.</p><h3>Sbaglia ed impara</h3><p>Le prime settimane le cose sono andate molto bene, tuttavia non riuscivo a capire perchè le mie notizie non apparivano con le immagini contenute nel post.<br
/> Così dopo una ricerca ho trovato che google news preleva le immagini solo se queste non sono thumbs e superano una certa soglia di pixel.<br
/> Così ho provveduto ad inserire, oltre alla thumb, anche una immagine per ogni articolo e finalmente i ns. articoli finiscono in serp con title ed image.<br
/> Per ogni articolo ora inserisco una immagine non inferiore ai 500px di larghezza, <a
href="http://news.mondoneve.it/alta-quota-2011_3498.html">come potete vedere in questo articolo</a>.</p><h3>Il Bilancio</h3><p>Possiamo dire che G. News è stato operativo a partire da gennaio 2011 e quindi i mesi più interessanti della stagione me li sono persi per strada, ma la cosa più interessante è che con G. News attivo, gennaio ha sfiorato le visite di novembre (il mese che porta più visite) ed ha superato dicembre.</p><p>Questo significa che Google News ha contribuito in modo sostanziale all&#8217;aumento di visibilità del mio blog con conseguente incremento dei link in entrata (da siti che citano i ns. articoli) e condivisioni dei contenuti sui social network.</p><h3>Suggerimento finale</h3><p>Non sottovalutate G. News ma non sottovalutate nemmeno lo staff di Google. Non provate ad aggirare le regole, il loro servizio porta molte visite ma non sono disposti a cederlo a siti web che pubblicano articoli spazzatura. <strong>La qualità in primis SEMPRE!</strong></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1665</guid> <description><![CDATA[NOTA BENE: Il seguente articolo esprime opinioni personali dell&#8217;autore e non di tutto lo staff di SEO Point. Noi ne stiamo discutendo nei commenti; dì anche tu la tua e instauriamo una bella discussione! E&#8217; una vera e propria crisi. Tutti parlano di link building, a tutti servono link ma ormai questa risorsa è estinta. [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><span
style="color: #008000;"><strong>NOTA BENE: </strong>Il seguente articolo esprime opinioni personali dell&#8217;autore e non di tutto lo staff di SEO Point. Noi ne stiamo discutendo nei commenti; dì anche tu la tua e instauriamo una bella discussione!</span></p><p>E&#8217; una vera e propria crisi.<br
/> Tutti parlano di link building, a tutti servono link ma ormai questa risorsa è estinta. Non esiste più.</p><p>Mentre i seo web markettari riempiono il web con guide che insegnano a fare marketing su facebook, si dimentica che un sito nuovo si nutre di link da altri siti web e non dai social network.</p><p>Posizionare un sito web con il semplice ausilio dei social network è impossibile. Ai motori di ricerca non frega nulla delle condivisioni di post e link su facebook, ai motori di ricerca interessa solamente i link da altri siti web.</p><p>Esempio</p><blockquote><p>Immaginate di essere un link facebook che è stato condiviso 100 volte, ed immaginate che il vostro amico sia google.<br
/> Mentre stai parlando con il tuo amico, ecco che passa un link(da un sito web) e di colpo il tuo amico (google) interrompe la conversazione e si mette ad insegire il link.</p></blockquote><p>Ecco questo è quello che succede ogni giorno. Un link, anche se proveniente da un sito non importante, ha più valore di un &#8220;mi piace&#8221; oppure di un &#8220;condividi&#8221;.</p><p>Qui casca il palco. La teoria del &#8220;per fare partire un sito web basta aprire una pagina su facebook&#8221;.<br
/> <strong><span
style="color: #ff0000;">NON E&#8217; COSi&#8217;!</span></strong></p><h3>Quale tecniche?</h3><p>Le tecniche che spesso si suggerisce di usare sono in parte morte, ed in parte non praticabili.</p><p><strong>Directory</strong><br
/> Se decidiamo di percorrere la strada delle directory troviamo subito la strada sbarrata.<br
/> Le directory sono morte e le poche ancora in vita hanno perso tutto il loro valore.</p><p><strong>Article marketing</strong><br
/> Se decidiamo di affidarci a comunicati stampa dobbiamo sapere che google ormai li riconosce bene, e se il nostro comunicato stampa (o article marketing) viene duplicato su più siti, google includerà il comunicato stampa di un solo portale escludendo tutti gli altri. Ecco che se noi pubblichiamo 50 testi uguali avremmo fatto fatica per 50 ottenendo il risultato per 1.</p><p><strong>Network minisiti</strong><br
/> Oltre ad essere una tecnica logorante dal punto di vista lavorativo (richiede molto lavoro) è una tecnica che spesso risulta inefficacie in quanto se il nostro network non crea un vero valore allora i link che ci fornirà saranno assolutamente inutili se non dannosi.</p><p>Ci sono altre tecniche che comportano vari problemi, di natura economica, di natura tecnica ecc.</p><h3>Morale della favola</h3><p>Si stava meglio quando si stava peggio, un tempo ottenere link era molto più facile ed ora gli esperti stanno complicando ancora di più le storie. Non si occupano più di seo ma di web marketing, i loro fondamenti sono crollati sotto i continui bombardamenti(aggiornamenti) di google.</p><h3>Non tutti i siti parlano di seo e webmarketing</h3><p>Quello che gli esperti continuano a dimenticarsi è che non tutti i siti web si occupano di seo e webmarketing.<br
/> Se il tuo cliente non ha un sito è difficile che ti regali un link. Ecco che le tecniche tradizionali non vanno bene.</p><p>Non è detto che un contenuto buono riesca ad ottenere link.<br
/> Se chi legge l&#8217;articolo super mega fantastico, non ha un sito molto difficilmente otterrai link.<br
/> Se il tuo articolo è fantastico puo restare li fermo, senza link.</p><p>Ma si sa, chi è esperto di webmarketing spesso non ha mai gestito un sito non tratta l&#8217;argomento web marketing quindi non sa come agire.</p><p
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style="color: #ff0000;">Idee?</span></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1639</guid> <description><![CDATA[Content is the King Ormai questa frase ci esce dalle orecchie tuttavia è sempre più una verità. Ma il content può essere inteso come qualità oppure quantità. Con l&#8217;avvento dei social, della real time search e più in generale con il &#8220;velocizzarsi&#8221; del mondo internet stiamo assistendo ad una vera rivoluzione. La quantità di contenuto [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Content is the King<br
/> Ormai questa frase ci esce dalle orecchie tuttavia è sempre più una verità.</p><p>Ma il content può essere inteso come qualità oppure quantità.<br
/> Con l&#8217;avvento dei social, della real time search e più in generale con il &#8220;velocizzarsi&#8221; del mondo internet stiamo assistendo ad una vera rivoluzione. La quantità di contenuto sta prendendo il sopravvento sulla qualità.<br
/> I contenuti duplicati sembrano non fare più paura perchè basta un po&#8217; di link building fatta con i dovuti accorgimenti che il ns. sito web schizza in testa alle serp e google, un po&#8217; come nell&#8217;off line, strappa il contenuto dalle mani dell&#8217;autore lo consegna al ricco sito internet di turno e manda a quel paese il povero ragazzo che aveva passato una notte a scriverlo con testi di 400 pagine al fianco.</p><p>Ecco quindi che <strong>in modo sempre più massiccio si è fatto ricorso agli articolist</strong>i.<br
/> Per chi non sapesse cosa sono gli articolisti lo spiego in 2 parole:<br
/> Sono persone, in genere studenti, che pur di guadagnare (2€ ad articolo) si fanno sfruttare scrivendo testi per i grandi siti internet di turno.</p><p>Tuttavia non viviamo in un mondo di scemi ecco quindi che gli articolisti si sono ingegnati sempre di più ed hanno capito come poter sfruttare la situazione, in poche parole come consegnare nelle mani degli sfruttatori una merce con lo stesso valore con la quale viene pagata.<br
/> Articoli copiati.</p><p>Iniziamo quindi la nostra lista cercando di elencare gli <span
style="color: #ff0000;"><strong>svantaggi:</strong></span></p><h3>1. contenuti duplicati</h3><p>2€ ad articolo sono nulla. Mediamente per scrivere un articolo di qualità si necessità di 45-60 minuti che in termini economici sono circa 10€ di un operaio sottopagato. Se teniamo conto che scrivere un contenuto informativo richiede spesso una certa competenza allora il costo sale a 30€.<br
/> Ecco quindi che i giovani studenti i loro articoli li ricopiano articoli da altri blog o siti di informazione (spesso non molto conosciuti) e li consegnano nelle nostre mani.<br
/> Per evitare un ritorno al mittente aggirano la possibilità di verificare se un contenuto è duplicato o no(basta cercare un pezzo di testo su google) fanno ricorso alla copiatura di testi recenti, in modo tale che la ricerca finisca in un nulla di fatto in quanto google non ha ancora indicizzato il contenuto.</p><p>Ma quando il contenuto del sito originale viene indicizzato allora google andrà a penalizzare la nostra pagina e l&#8217;articolo &#8220;farà la fine del topo&#8221;. Se si trattasse di un articolo soltanto non sarebbe un problema ma quando gli articoli superano i 20-30 allora google chiama i suoi angeli della morte per verificare se quel sito sia o meno una fotocopiatrice del web. In caso il verdetto positivo scatta la penalizzazione con scomparsa dalle serp e crollo delle visite.</p><h3>2. Scarsa qualità</h3><p>Il fattore economico porta alla scarsa qualità.<br
/> Per scarsa qualità non si intende solamente contenuto duplicato ma anche altri aspetti che di primo acchito potrebbero sembrare irrilevanti;</p><h4>&gt;Contenuti tradotti con traduttori automatici</h4><p>Uno dei metodi più semplici, dopo la copiatura pura, è quella di tradurre un articolo scritto su blog stranieri.<br
/> Gli articolisti visitano un blog straniero, copiano l&#8217;articolo lo incollano su google translate e poi lo passano al blog di destinazione.<br
/> Sebbene l&#8217;articolo possa sembrare interessante, sarà ricco di errori grammaticali, frasi in lingua originale (non tradotte) ed in alcuni casi completamente insensato.<br
/> Questo è dovuto al fatto che i traduttori online non offrono una qualità di traduzione ottimale ma si limitano ad effettuare una traduzione pari pari con le parole del testo originale &#8220;this is my dog&#8221; -&gt; &#8220;questo è mio cane&#8221;.</p><p>Il testo incomprensibile non verrà penalizzato dai motori di ricerca tuttavia sarà una risorsa inutile per i visitatori, che leggendo un testo sconnesso ed insensato abbandoneranno il sito e lo etichetteranno come &#8220;sito scadente&#8221;.</p><h4>&gt;Multi copiatura</h4><p>Altro stratagemma escogitato dagli articolisti è quello di copiare parti di più articoli ed unirli in uno unico.<br
/> Questo riduce la possibilità di incorrere in penalizzazioni da contenuto duplicato (ma non sono del tutto escluse) ma al tempo stesso creano lo stesso problema dei contenuti tradotti &#8220;automaticamente&#8221;.<br
/> Il contenuto redato con questo metodo risulta spesso sconnesso ed il visitatore si vede rimbalzato da un argomento ad un altro che a lettura superficiale potrebbe sembrare &#8220;testo unico&#8221; ma in caso di lettura attenta ci si accorge che la pagina è un in verità un semplice puzzle.</p><h4>&gt;Professionalità e competenza assente</h4><p>Questo è un problema che per alcuni siti web potrebbe non esistere.<br
/> Se parliamo del Grande Fratello possiamo far redare il contenuto anche al nostro criceto, ma se il nostro blog tratta l&#8217;argomento salute o qualsiasi altro tema che richieda un po&#8217; di conoscenze in ambito tecnico allora il ricorso agli articolisti diventa un suicidio.</p><p>Senza descrivere nel dettaglio questo punto vi riporto un <a
href="http://www.dietaland.com/funghi-proprieta-valori-calorici/608/">articolo, scritto da un articolista dove si parla di un tema delicato &#8220;I Funghi&#8221;</a> nei commenti trovate il mio parere.<br
/> Nell&#8217;articolo è scritto: i funghi sono importantissimi nella dieta.<br
/> Mai frase fu più sbagliata di questa.</p><p><span
style="color: #ff0000;">I funghi non sono assolutamente importantissimi nella ns. dienta, anzi.</span><br
/> Se questo articolista avesse studiato scienze dell&#8217;alimentazione o come nel mio caso, avesse studiato micologia, saprebbe che i tutti i funghi contengono tossine che in alcune specie, anche se commestibili, possono causare disturbi gastrici. Ecco come al tempo ho commentato l&#8217;articolo:</p><blockquote><p>Questo post non è tanto da dietaland.</p><p>I funghi hanno delle caratteristiche che fanno bene al nostro corpo ma non avete citato la tossicità.</p><p>Anche un porcino(boletus edulis, aereus ecc) contiene tossine, stessa cosa per i finferli (cantarellus cibarius).<br
/> I chiodini hanno ancora più tossine e poi la lista è lunga.<br
/> I funghi si dovrebbero mangiare al massimo una volta a settimana ed in quantità modeste, inoltre sono da evitare i funghi raccolti in città (anche se nei parchi) e lungo le strade di montagna perchè assorbono le sostanze tossiche.</p><p>Funghi come le vescie sono considerate come commestibili ma hanno una quantità di piombo elevatissima quindi da evitare.</p><p>Molti dei funghi venduti nel cosiddetto “misto bosco” sono funghi con tossine termolabili ovvero tossine che vengono espulse dal fungo solo ad alte temperature e se non cotti bene possono arrecare danni.</p><p>Non bisognerebbe incentivare in questo modo il consumo di funghi ma anzi sarebbe da indicarne gli aspetti non salutari.</p><p>Faccio parte di un gruppo di studio di micologia e non vi scrivo queste cose a caso.<br
/> Spero che l’articolo venga editato in quanto molte persone vanno in ospedale per aver consumato troppi funghi o per averli considerati come un piatto di pasta.</p></blockquote><p>L&#8217;articolo non è stato editato in quanto, molto probabilmente, significherebbe ammettere di aver commesso un errore.</p><p>Da quel momento non ho più visitato quel sito internet, e l&#8217;ho sconsigliato a tutti.</p><p><strong>Questo è un esempio di come una persona non qualificata possa scrivere contenuti dannosi per il ns. sito web</strong> (ed nel caso sopracitato anche alla salute).</p><h3>3. Affidabilità</h3><p>Gli articolisti non sono sempre affidabili in quanto il loro non è un vero lavoro ma una attività tappabuchi.<br
/> Capita spesso che un articolista inizi col scrivere 5-6 articoli per poi sparire appena intascati i soldi &#8220;lasciando vuoto il posto di lavoro&#8221;, ecco quindi che il proprietario è costretto a scrivere un annuncio per trovare un altro articolista lasciando il blog senza contenuti freschi.<br
/> Gli articolisti non hanno un contratto di lavoro e quindi gli accordi sono tutti campati in aria. In verità se un articolista non ha tempo di scrivere un nuovo articolo non ci avvisa per tempo ma di punto in bianco non pubblica più. Essendo per la maggior parte studenti sono legati ad eventi imprevedibili &#8220;esami&#8221; testa a sorprese e verifiche.</p><p>Questo è un problema molto importante soprattutto per quei siti che affidano la propria attività a questa forma di lavoro. Se un blog pubblica 5 articoli al giorno ed improvvisamente viene a mancare l&#8217;attività di uno o due articolisti i contenuti pubblicati diventano 1-2 al giorno, lasciando di fatto a bocca asciutta i lettori, ed i motori di ricerca.</p><h3>4. Economicità</h3><p>Sebbene il costo per ciascun articolo sia molto più basso rispetto a quello che ci potrebbe richiedere un esperto del settore, spesso questi articoli sono assolutamente senza ROI.<br
/> Contenuti duplicati, e più in generale contenuti di scarsa qualità significa tempo di permanenza basso e quindi scarsi ritorni pubblicitari.<br
/> Ecco quindi che per rendere efficace questa attività è necessario investire anche in forme di pubblicità che vadano a colmare il gap.<br
/> Se si fa qualche conto si nota che si risparmia solo se alle spalle si ha una grande struttura che riesce a portare visite senza tener conto del contenuto. Come citato nell&#8217;introduzione solo un sito web che riesce ad ottenere backlink sempre freschi e pubblicità sempre attiva riesce a tenere in piedi il sistema.<br
/> Gli articolisti non sono il modo per far diventare famoso il proprio sito internet ma piuttosto un escamotage che permette di risparmiare sui lavoratori.</p><p>Una persona competente vale più di 100 articolisti, un articolo alla settimana vale di più di un articolo al giorno, se a scriverlo è qualcuno che di quel tema ne capisce qualcosa.</p><h3>5. Lavoro Nero</h3><p>Questo aspetto sarà oggetto di critica per molti di voi. Ma è un dato di fatto che l&#8217;attività degli articolisti è lavoro nero.<br
/> Spesso basati su importi di piccolo taglio, i pagamenti passano per postepay e non viene rilasciato alcun documento dall&#8217;articolista, ne da chi gestisce il sito.<br
/> La regolarizzazione di questa attività è molto difficile e solo nei casi di rapporti di lavoro più prolungati e corposi è possibile regolarizzare la situazione con i dovuti documenti. Salvo poi, da parte dell&#8217;articolista poter dimostrare che la sua è una attività non continuativa.</p><p>Ecco quindi che gli importi sono esentasse, ergo evasione.</p><hr
/>Ora mi aspetto una valanga di critiche.<br
/> &#8220;io sono qui&#8221; come direbbe il mitico Matteo Caccia di radio24.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1327</guid> <description><![CDATA[La SEO non è statica ma è dinamica. Il suo continuo cambiamento ci fa ben capire a con quale sistema fragile sono sostenute le visite dei nostri siti web. Recentemente un aggiornamento delle Serp &#8220;Google May Day&#8221; ha portato ad un crollo sostanziale di visite per molti siti di grandi dimensioni, scatenando un terrore diffuso [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>La SEO non è statica ma è dinamica. Il suo continuo cambiamento ci fa ben capire a con quale sistema fragile sono sostenute le visite dei nostri siti web.</p><p>Recentemente un aggiornamento delle Serp &#8220;Google May Day&#8221; ha portato ad un crollo sostanziale di visite per molti siti di grandi dimensioni, scatenando un terrore diffuso fra i SEO. Un segno tangibile di quanto sia fragile la nostra SEO.</p><p>In questo articolo però non voglio criticare la dipendenza dei nostri siti da google, la nostra incapacità nel trovare fonti alternative ma voglio fare una critica ai nuovi SEO o meglio alle nuove luminari teorie SEO.</p><h2>Velocità e Facebook stanno ammattendo i SEO?</h2><p>Negli ultimi mesi non si è fatto altro che parlare di velocità dei siti e dell&#8217;importanza di facebook. <em>In my opinion</em> questo porta la nostra testa lontana dai veri fattori che influenzano in modo significativo il posizionamento di un sito internet, i contenuti ed i link.</p><p><strong>Piccolo esempio:</strong></p><p>2 mesi fa ho consegnato il sito ad un mio cliente,  e logicamente non l&#8217;ho lasciato allo sbaraglio ma ho cercato di far arrivare visite al suo nuovo sito.</p><p>Solitamente la prima cosa che faccio è chiedere se frequenta o conosce siti sui quali ottenere link (Blog, forum di settore ecc) purtroppo essendo un cliente molto offline la risposta è stata negativa.</p><p>Ho aspettato un mese per se vedere qualche cliente/fornitore gli piazzava qualche link per segnalare il nuovo sito. Purtroppo dopo 30 giorni la situazione era praticamente identica, sito indicizzato ma zero forza in serp.</p><p>A sostenerlo c&#8217;erano solo alcuni link da facebook&#8230; L&#8217;impossibilità, e la mancanza di voglia da parte del cliente, non ha permesso la pubblicazione di comunicati stampa e quindi un vero lancio del portale, ho dovuto così rivolgermi alle directory (quei contenitori pieni di polvere).</p><p><strong>C&#8217;è nessuno? mi servono link se non disturbo&#8230;</strong></p><p>Ho preso una <a
href="http://www.seopoint.org/liste/lista-directory">lista affidabile </a>ed ho iniziato ad inserire il sito del cliente.</p><p>Scrivo tutto per bene, controllo che ci sia l&#8217;email e soprattutto il link, clicco su invia ma un &#8220;amichevole&#8221; popup mi segnala che &#8220;le iscrizioni sono chiuse&#8221;&#8230;</p><p>Altri siti invece mi confermano che il sito sarà visionato e pubblicato a breve.</p><p>Sono passate 2 settimane e di tutte le directory dove ho segnalato il sito solo una me l&#8217;ha pubblicato:<br
/> <a
href="http://www.xdirectory.it"> X Directory</a></p><h2>Ma queste directory sono proprio inutili?</h2><p>Per esperienza devo dirvi che le directory non sono affatto inutili per diversi motivi:</p><p><strong>Link stabile nel tempo:</strong></p><p>A meno che la directory non sia una di quelle di passaggio, oggi trovare un link stabile e duraturo è più difficile che vincere a win for life!</p><p><strong>Sono tematiche:</strong></p><p>Il fatto che ogni sito è inserito in una categoria fa si che nelle pagine dove viene linkato ci siano anche altri siti simili.</p><p><strong>Possono portare visite:</strong></p><p>Le directory non sono invisibili sui motori di ricerca, se si inserisce il sito con i giusti accorgimenti si possono ottenere diverse visite ogni mese.</p><p><strong>Sono link di valore:</strong></p><p>Se la directory è conosciuta i link hanno un alto valore! per diversi motivi fra i quali quelli elencati sopra.</p><h2>Davvero le directory hanno ancora valore? E quale sarà il loro futuro?</h2><p>Si le directory hanno ancora valore, ma non tutte.</p><p>Sono tante le directory morte e tante sono quelle a rischio.</p><p>Io ritengo che trovare 10 directory di valore sia veramente difficile nella situazione attuale, però i loro link sono importanti per i nostri siti. Bisognerebbe ripartire.</p><p>Tuttavia non penso che la soluzione migliore sia installare free globes e via.</p><p>La crisi delle directory è figlia dell&#8217;abuso da parte dei webmaster di questo strumento, ogni giorno nascevano 10 directory nuove e la domanda aumentava senza ritegno. Fino al crollo totale (come la finanza).</p><p>Pensate se ogni giorno nascessero 10 siti che parlano del vostro stesso argomento&#8230; la loro fine sarebbe innevitabile (e forse anche la vostra).</p><h2>Code is written, future is not</h2><p>Penso che il futuro delle directory non sia fantasia ed è giunta l&#8217;ora di creare <strong>le vere directory di qualità, quelle che sanno dire NO</strong> e scelgono solo i siti meritevoli.</p><p>Bisogna cambiare piattaforme, bisogna cambiare struttura e ripensare alle directory dal punto di vista dell&#8217;utente e non del webmaster. Bisogna creare valore altrimenti il mercato ci eliminerà automaticamente.</p><h2>Seo, chiudete un secondo facebook e tornate a riflettere&#8230;</h2><p>Il mio è sicuramente un post in controtendenza ed alcuni di voi diranno che sono un pazzo ed un vecchio.</p><p>Ritengo però che facebook, il real time search ecc sia una soluzione adatta a pochi siti. E visto che i nostri clienti ci chiedono di rendere visibili siti che parlano di svariati argomenti (e non solo di webmarketing) allora si dovrebbe inziare a cercare delle soluzioni anche per loro e non solo per noi, soluzioni che probabilmente abbiamo già in tasca ma riteniamo obsolete o forse che riteniamo fuori moda.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1231</guid> <description><![CDATA[Ho sempre utilizzato wordpress per realizzare i miei siti e non ho mai provato altri cms per il semplice motivo che mi venivano sconsigliati in quanto &#8220;non SEO&#8221;. La scorsa estate mi sono trovato davanti ad un&#8217;ostacolo&#8230; Dovevo cambiare la grafica del mio sito web e dovevo risistemare le mie pagine diventate, troppe, e difficili [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="size-full wp-image-1233 alignleft" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/copertinajoomlaseo.jpg" alt="Joomla seo" width="227" height="321" />Ho sempre utilizzato wordpress per realizzare i miei siti e non ho mai provato altri cms per il semplice motivo che mi venivano sconsigliati in quanto &#8220;non SEO&#8221;.</p><p>La scorsa estate mi sono trovato davanti ad un&#8217;ostacolo&#8230; Dovevo cambiare la grafica del mio sito web e dovevo risistemare le mie pagine diventate, troppe, e difficili da gestire con un cms come wordpress. Il problema principale non era tanto sviluppare un template per un nuovo cms (fino ad ora mai utilizzato) ma bensì la sua ottimizzazione nei motori di ricerca.</p><p>Ero sempre stato abituato a sistemare permalink ed installare all in one seo pack, ma non avevo mai affrontato il tema della <strong>Search Engine Optimization</strong> su una piattaforma diversa e perlopiù meno userfriendly.</p><p>Ma la necessità di fare un po&#8217; di ordine ha prevalso e così ho dovuto cercare una nuova soluzione per le mie pagine. Così ho scelto di passare al tanto osannato quanto odiato &#8220;Joomla&#8221;.</p><p>Con questo cms non avevo mai avuto un buon rapporto e dopo averlo &#8220;assaggiato&#8221; le prime volte mi era sembrato una piattaforma disordinata.</p><h3>Un rapporto con Joomla&#8230;</h3><p>Armato di tanta pazienza e buona volontà ho iniziato a giocare con il cms e dopo una settimana IO e JOOMLA abbiamo fatto amicizia. Il nostro rapporto era fantastico, una buona intesa e tanti progetti per il futuro, a tal punto che decisi di iniziare lo sviluppo di un template.</p><p>Dopo 1 mese e più, di lavoro ed esperimenti, sfornavo il mio primo template. Ma da li in poi il mio rapporto con Joomla iniziò a peggiorare. Se l&#8217;organizzazione dei contenuti e la grafica non erano più un problema si affacciava lo spettro Google e la minaccia dell&#8217;esclusione dalle migliori serp.</p><p>Così ancora una volta mi sono rimboccato le maniche ed ho iniziato a testare i vari componenti, i vari plugin e le varie mod per migliorare sempre più, sotto il punto di vista SEO, il mio sito in Joomla.</p><p><strong>Dopo diversi test sono finalmente riuscito ad ottenere un giusto equilibrio</strong> e da li è iniziato il passaggio alla nuova piattaforma ed il vero test sui motori di ricerca. Insomma, rapporto ristabilito.</p><hr
/>Battute a parte dalla sua pubblicazione (6 mesi fa) <strong>il mio sito Joomla ha ottenuto buonissimi risultati sulle serp</strong> di google entrando in alcune dove wordpress non era riuscito nemmeno ad affacciarsi.</p><p>Il sito è riuscito ad entrare anche nelle serp più competitive, serp che al momento dello sviluppo del mio sito web non avrei mai immaginato poter raggiungere così facilmente.</p><p>Ho così deciso di mettere nero su bianco le conoscenze che ho accumulato con questa esperienza e poter offrire a tutti quello che manca da tempo, ovvero, una sana guida dedicata al <strong>posizionamento nei motori di ricerca dei siti sviluppati in Joomla</strong>. La guida è stata scritta anche con il supporto del <strong>Forum GT</strong> dove sono moderatore della sezione <a
href="http://www.giorgiotave.it/forum/joomla/" target="_blank">Joomla</a>.</p><p>Qui sotto trovate il link per scaricare la mia guida. Guida GRATUITA.</p><p
style="text-align: center"><span
style="color: #ff0000"><a
href="http://blog.rigondavide.com/joomla-seo.html">&gt;&gt;  SCARICA &lt;&lt;</a></span></p><p>Vi ricordo che la guida è gratuita e puo&#8217; essere redistribuita gratuitamente ma è necessario citare la fonte e l&#8217;autore ovvero: <strong>Davide Rigon di www.rigondavide.com</strong></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1137</guid> <description><![CDATA[Il mondo dei banner è allo sbando! Prima abbiamo fatto spazio nei nostri header per inserire banner 468&#215;60, poi abbiamo chiamato il nostro grafico chiedendogli di rimpicciolire il più possibile il nostro logo perchè dovevamo farci stare un banner 728&#215;90. Poi abbiamo chiamato il nostro web designer e gli abbiamo chiesto di portare la nostra [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo dei banner è allo sbando!</strong></p><p>Prima abbiamo fatto spazio nei nostri header per inserire banner 468&#215;60, poi abbiamo chiamato il nostro grafico chiedendogli di rimpicciolire il più possibile il nostro logo perchè dovevamo farci stare un banner 728&#215;90.</p><p>Poi abbiamo chiamato il nostro web designer e gli abbiamo chiesto di portare la nostra sidebar ad una larghezza di 300px per i banner quadrati (300&#215;250 oppure 300&#215;300).</p><p>Adesso i quotidiani hanno pensato bene di dedicare &#8220;tutta&#8221; la sidebar ai banner introducendo i fantastici spazi pubblicitari che ci occupano 300&#215;600 pixel!!! (la risoluzione di uno smartphone&#8230;)</p><p
style="text-align: center"><div
id="attachment_1138" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/300x600banner.jpg"><img
class="size-medium wp-image-1138" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/300x600banner-300x203.jpg" alt="Se questo è un banner..." width="450" height="304" /></a><p
class="wp-caption-text">Se questo è un banner...</p></div><p>Io sono rimasto scioccato quando ho visto le dimensioni di questi banner!</p><p>Ormai i nostri siti sono dei vestiti pieni di toppe e queste toppe non sono altro che i banner pubblicitari&#8230; e per guadagnarci cosa? 0,10 cent a click?</p><p>Basta, <strong>bisogna cambiare sistema!</strong></p><h2>La rivoluzione:</h2><p>La rivoluzione deve arrivare dalle aziende pubblicitarie, chi acquista gli spazi pubblicitari, chi cerca i siti dove fare pubblicità.</p><p>Per troppi anni le concessionarie pubblicitarie se ne sono fregate altamente del costo di un banner, della sua destinazione, della sua durata, del target, del messaggio. Bastava acquistare tanto l&#8217;economia era forte e se non era 10 era 3 ma si vendeva lo stesso. Se anche il banner non aveva avuto successo non importava!</p><p>Ma ora le cose stanno cambiando&#8230;</p><p>Ci sono sempre meno soldi ed il margine di errore <span
style="text-decoration: underline">deve</span> essere basso, non ci si puo&#8217; permettere di mandare all&#8217;aria migliaia di euro.</p><p>Se io vendo panettoni e pubblicizzo il mio prodotto su un sito di idraulici non avrò successo ed avrò speso gli stessi soldi che un banner in un sito di dolci, anche se il mio banner è misura 1000x1000px! Il target di riferimento è importantissimo! la piazza dove andrò a proporre i miei prodotti è importante! Il messaggio che comunicherò con il mio banner è importante!</p><p>Vuoi avere un ctr alto? beh allora crea un banner nero con una scritta bianca che riporta la frase &#8220;<em>non cliccare, ti prego</em>&#8220;. Sicuramente il ctr sarà molto alto ma allo stesso tempo avrà portato visite inutili al nostro sito.</p><p>Iniziamo ad acquistare con intelligenza! i soldi finiscono!</p><p>E per i publisher, a volte una colonna vuota vale più del banner venduto!</p><p><em><strong>E&#8217; bene guardare bene le etichette prima di acquistare.</strong></em> <em><strong>Ed è bene vendere solo il superfluo&#8230;</strong></em></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1079</guid> <description><![CDATA[L’annuncio di Caffeine ha scatenato una vera e propria tempesta tropicale nel mondo SEO. Gli “ottimizzatori” sono sobbalzati dalle poltrone dell’ufficio e sono andati a vedere cosa stava accadendo fuori dalla finestra. Google sembra aver lanciato un messaggio “SEO, è ora di tornare a lavorare”. A parte le battute, Caffeine ha destato l’interesse di tutta [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>L’annuncio di Caffeine ha scatenato una vera e propria tempesta tropicale nel mondo SEO. Gli “ottimizzatori” sono sobbalzati dalle poltrone dell’ufficio e sono andati a vedere cosa stava accadendo fuori dalla finestra. Google sembra aver lanciato un messaggio “SEO, è ora di tornare a lavorare”.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1102" title="Favola Lepre Tartaruga" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/favola-lepre-tartaruga-seo.jpg" alt="Favola Lepre Tartaruga e SEO" width="514" height="150" /></p><p>A parte le battute, <a
href="http://www.seopoint.org/google-caffeine-e-pronto-il-lancio-fra-pochi-giorni.html" target="_blank">Caffeine</a> ha destato l’interesse di tutta la rete, e la nuova parola d’ordine è “Dieta”.<br
/> Dobbiamo alleggerire i nostri siti, servono siti più veloci e leggeri perché gli utenti vogliono leggere subito le notizie e hanno fretta.</p><p>Via gli album fotografici, al bando flash e soprattutto i video, niente ajax, gettiamo tutto fuori dalla finestra, pulizie di primavera!</p><h2>Prima di Caffeine, come si muovevano i SEO?</h2><p>Il pensiero comune era quello che ai nostri amati visitatori servissero maggiori informazioni e non solo testuali ma anche grafiche! Foto e video erano elementi fondamentali per completare le nostre pagine. Pensiamo ad un articolo dedicato ad un attentato. Se oltre al testo che descrive l’accaduto alleghiamo assieme foto e video l’utente avrà a disposizione una notizia a 360° gradi. L’utente resterà soddisfatto e la prossima volta ritornerà a cercare le informazioni sul nostro sito.</p><p>La stessa cosa vale per un sito di turismo, ed anche per un sito di web marketing. Ora sembra che le foto siano dei nemici da combattere e i video degli infiltrati satanisti nelle nostre candide pagine.</p><p>Per il momento non voglio andare oltre, preferisco lasciar spazio ai commenti.</p><h3>Se non alleggerite i vostri siti vi sparo</h3><p>Resta comunque importante alleggerire i siti web. I vantaggi sono molteplici, risparmio banda, siti più veloci, più facili da consultare ecc… Ma non bisogna diventare maniaci del peso della pagina. Basta alleggerire la struttura, e secondo il mio modesto parere, video e foto di approfondimento fanno solo bene.</p><p>PS: Nel mio “laboratorio” è in corso d’opera un test anche su questo, le differenze fra pagine standard (solo testo) e pagine multimediali (testo+foto+video), vi anticipo che i risultati sono molto interessanti!</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1048</guid> <description><![CDATA[Si potrebbe pensare che il primo aspetto da analizzare, nello studio della concorrenza, siano gli stessi concorrenti. In verità bisogna prima fare un’autoanalisi e delineare il nostro profilo. Dobbiamo capire come vogliamo entrare nel mercato, quali sono i nostri obbiettivi e quali sono gli strumenti a nostra disposizione. Procediamo quindi con l’analisi per punti: Quale [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si potrebbe pensare che il primo aspetto da analizzare, nello studio della concorrenza, siano gli stessi concorrenti. In verità bisogna prima fare un’autoanalisi e delineare il nostro profilo. Dobbiamo capire come vogliamo entrare nel mercato, quali sono i nostri obbiettivi e quali sono gli strumenti a nostra disposizione.</p><p>Procediamo quindi con l’analisi per punti:</p><h2>Quale sarà il nostro mercato di riferimento?</h2><p>La prima domanda che dobbiamo porci riguarda il mercato che vogliamo andare ad occupare con il nostro sito internet.</p><p>L’analisi del mercato è uno studio che dovrebbe esser già stato effettuato prima di iniziare ad analizzare la concorrenza. Tuttavia per non creare confusione ci soffermeremo solo su un punto e non verranno analizzati tutti gli aspetti del mercato.</p><h3>Area Geografica di influenza?</h3><p>A quale area geografica punta il mio sito? Voglio un sito a livello internazionale? O mi basta un sito a livello nazionale? Oppure voglio concentrarmi su una specifica zona?</p><p>In base alla risposta si potranno carpire informazioni importanti.</p><p><strong>Internazionale:</strong></p><p>Il nostro mercato di riferimento conterà numerosi concorrenti, alcuni ben affermati e difficili da contrastare. Tuttavia la possibilità di agire a livello globale ci permette di poter assorbire grandi volumi di traffico anche con fette di mercato minori rispetto ad una area più ridotta. Un così largo raggio di azione ci permette di focalizzarci su una nicchia precisa mantenendo un adeguato livello di traffico.</p><p>Se i vantaggi sono diversi bisogna considerare che altrettanti sono gli svantaggi. Non sempre un settore con alta domanda a livello nazionale ha una alta domanda a livello internazionale. Un esempio lampante è lo sport del calcio, in Italia l’interesse per questo sport è altissimo ma negli USA è molto limitato e sormontato da altri sport. Uno strumento che viene in nostro soccorso è google insight che ci permette di analizzare qual è il volume di ricerca per ciascuna keyword in diverse nazioni o aree geografiche.</p><p>Operare nel mercato internazionale richiede competenze di alto livello e ingenti risorse. Gli utenti che andremo a servire non solo ci chiederanno contenuti nella loro lingua (sito multi lingua) ma anche contenuti di qualità elevatissima. I nostri concorrenti potranno vantare algoritmi complessi e funzionali difficili da replicare. Se il nostro sito non sarà in grado di rispondere a queste esigenze gli utenti dovranno solamente scegliere quale dei nostri siti concorrenti visitare abbandonandoci completamente. Il rischio di fallimento è molto alto ma se le abbiamo a disposizione le giuste risorse (creative, finanziarie, strumentali) nulla ci vieterà di intraprendere questa sfida.</p><p><strong>Nazionale:</strong></p><p>Anche nei mercati nazionali ci dovremo confrontare con diversi concorrenti, e logicamente si dovrà cercare di offrire qualcosa in più. Inoltre bisognera  adattare i contenuti e più in generale il nostro sito alla cultura e alle abitudini della nazione obbiettivo. Se da un lato no si dovrà più fornire le informazioni in più lingue differenti si dovrà realizzare il nostro sito che risponde ad esigenze specifiche.</p><p>Solitamente il operare in un mercato nazionale richiede minori risorse di un sito internazionale ma questo non significa che la concorrenza sia minore. A volte la concorrenza è maggiore soprattutto se il nostro sito tratta un argomento di grande interesse nella nazione interessata (calcio in Italia, rugby in Australia, informatica negli USA).</p><p><strong>Locale:</strong></p><p>Negli ultimi anni hanno avuto un grande sviluppo ed hanno la caratteristica di trattare,  un’area ristretta. Un esempio puo’ essere (hotel-bergamo.it oppure milanosocial.net [siti inventati]). Nel primo caso i primi concorrenti da tenere in considerazione non sarebbero booking.com o expedia.com ma siti più specifici come un ipotetico hotellombardia.it</p><p>I siti concorrenti che si avvicinano di più al nostro sito condividono con noi lo stesso target e quindi la stessa utenza, ecco perché bisogna concentrarsi maggiormente su di essi e non su siti più grandi.</p><p>Vale lo stesso discorso fatto per i siti “Nazionali”, contenuti specifici e non generici. Per i siti locali sarebbe bene avere una buona conoscenza del territorio, delle persone, delle risorse ecc…</p><p>Per semplificare la comprensione possiamo immaginare 3 siti con lo stesso argomento, la stessa struttura ma con aree di mercato diverse:</p><p><strong>computer.com</strong></p><p>Un sito destinato al mercato internazionale che offrirà informazioni di carattere mondiale. Info sui nuovi programmi, sullo sviluppo informatico nei diversi stati più importanti (USA, India, Cina), guide e tools per applicazioni conosciute a livello internazionale.</p><p><strong>Computerfacile-italia.it</strong></p><p>Sito a livello nazionale con news ed approfondimenti legati all’informatica in Italia, leggi italiane riguardanti internet e l’informatica, applicazioni sviluppate da programmatori italiani, guide in lingua italiana su programmi ed argomenti molto seguiti in Italia.</p><p><strong>piemonte informatica.it</strong></p><p>Sito locale (regionale) dove si parla della situazione informatica in Piemonte, lo sviluppo della banda larga, convegni e corsi dedicati a chi abita in Piemonte, applicazioni sviluppate per il territorio ecc…</p><p>Questi sono 3 esempi… Come potete vedere le esigenze sono diverse ed anche le risorse da impiegare saranno diverse.</p><h2>Le risorse a nostra disposizione.</h2><p>Come in ogni azienda le risorse disposizione fanno sempre la differenza, sia le risorse intellettuali che materiali.</p><h3>Gli amministratori ed il personale:</h3><p>Chi si occuperà del sito? Persone esperte del settore? Semplici articolisti? E quanti?</p><p>Sono tutte domande a cui bisogna trovare una risposta il più completa possibile. Il numero delle persone che scrivono su un sito di news è molto importante, incide sulla frequenza di aggiornamento, il parametro più importante.</p><p>Al contrario per un blog di settore bastano pochi articolisti ma ben preparati e professionali.</p><p>Per lo sviluppo di un social network servono programmatori con ottime conoscenze e tanta creatività…</p><p>In ogni caso, non dobbiamo iniziare a sbattere la testa se il gruppo di lavoro è ristretto o troppo ampio. Bisogna invece cercare di ottimizzare le risorse quindi il tempo e le conoscenze. Sulla base di queste caratteristiche dovremmo strutturare il sito web, il sito dovrà assomigliare a noi e non viceversa.</p><p>In questa caratteristica rientrano anche le capacità commerciali, marketing e public relations, aspetto fondamentale per il futuro sviluppo della nostra attività.</p><h3>Beni strumentali, server, algoritmi, piattaforme…</h3><p>Se vogliamo sviluppare un sito innovativo avremo bisogno di algoritmi nuovi ed originali nonché di server prestanti o risorse finanziarie sufficienti per l’acquisto degli stessi.</p><p>In base alle risorse a nostra disposizione possiamo già prevedere quale sarà all’incirca la posizione che si potrà occupare nel caso più ottimistico.</p><p>Se ad esempio stiamo sviluppando un portale con una struttura innovativa e con un algoritmo originale allora il nostro sito avrà buone possibilità di sviluppo e potrà iniziare a dare i suoi frutti fin nel giro di poco tempo. Se invece il nostro sito sarà basato su un cms open source (wordpress, joomla ecc) sappiamo già in partenza che la nostra risorsa sarà comune a molti altri siti e le possibilità di successo saranno inferiori.</p><p>E’ importante sottolineare ancora una volta come la gestione delle risorse sia fondamentale anche sotto questo aspetto. Un algoritmo originale puo’ essere meno prestante di quanto non sia un cms ben ottimizzato e personalizzato con componenti aggiunti. Ancora una volta la differenza la facciamo noi.</p><p>Che piattaforma web andremo ad utilizzare? Possiamo permetterci un server dedicato oppure solo un hosting condiviso? Tutte domande a cui bisogna rispondere con franchezza.</p><h2>Obbiettivi.</h2><p>Non sempre guadagnare 1 milione di euro è meglio di guadagnare 1000 euro.</p><p>Dobbiamo fissare in partenza quali sono i nostri obbiettivi indifferentemente da quelli dei nostri concorrenti. L’errore comune sul web è quello di arrivare ad una meta e voler assolutamente raggiungere quella successiva. Sebbene lo spirito di iniziativa sia un ottimo elemento bisogna considerare se il nostro sistema è in grado di arrivarci.</p><p>Immaginiamo di essere uno scalatore che insegue un altro alpinista. Fissiamo l’obbiettivo di arrivare fino a quota 3000 metri ed una volta raggiunti vediamo che l’altro alpinista è a quota 4000 metri. Desiderosi di agguantare il nostro rivale iniziamo la scalata ma una volta arrivati a 3200 metri le forze vengono a mancare e precipitiamo dalla parete cadendo in un dirupo.</p><p>Questa metafora potrebbe sembrare senza senso ma nella storia di internet molti siti hanno fatto questa fine. Siti web che avevano raggiunto buoni obbiettivi hanno provato a salire ancora più in alto senza rivalutare senza una attenta riflessione sulle loro capacità ed il percorso da intraprendere.</p><p>Possiamo puntare alla leadership di un settore preciso oppure essere l’alternativa ad un grande sito web o più semplicemente essere un punto di incontro per pochi e semplici appassionati.</p><p>Questa prima parte finisce qui, a breve la seconda:<strong> l’analisi dei siti concorrenti.</strong></p><p>﻿</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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