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><channel><title>Seo Point - Posizionamento e SEO &#187; WebMarketing</title> <atom:link href="http://www.seopoint.org/category/articoli/webmarketing/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.seopoint.org</link> <description>Risorse, News, Guide ed Articoli sulla promozione dei siti Web.</description> <lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 18:47:51 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator> <item><title>Quelli li Chiami Commenti? 7 Linee Guida per Commentare nei Blogs</title><link>http://www.seopoint.org/linee-guida-commentare-blog.html</link> <comments>http://www.seopoint.org/linee-guida-commentare-blog.html#comments</comments> <pubDate>Sun, 11 Sep 2011 07:58:51 +0000</pubDate> <dc:creator>Paolo Dello Vicario</dc:creator> <category><![CDATA[WebMarketing]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=3601</guid> <description><![CDATA[Da quando ho iniziato ad utilizzare il plugin per WordPress di IntenseDebate, i commenti di spam automatizzaot nel senso stretto del termine sono calati vertiginosamente, smettendo ormai di essere una preoccupazione; il problema rimasto è però un altro: quello relativo ai commenti lasciati manualmente, in modo veloce e approssimativo. Proprio pochi giorni fa sono dovuto [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-3603" title="Discussione Blog" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/discussione-blog.jpg" alt="Commenti Blog" width="670" height="240" /></p><p>Da quando ho iniziato ad utilizzare il plugin per WordPress di IntenseDebate, i commenti di spam automatizzaot nel senso stretto del termine sono calati vertiginosamente, smettendo ormai di essere una preoccupazione; il problema rimasto è però un altro: quello relativo ai commenti lasciati manualmente, in modo veloce e approssimativo.</p><p>Proprio pochi giorni fa sono dovuto arrivare a richiamare un utente via email, per i <strong>troppi commenti lasciati a casaccio</strong>, nella disperata ricerca di links (tra l&#8217;altro nofollow); anche senza arrivare a questi livelli, penso sia capitato a chiunque gestisca un portale con la possibilità di commentare, di leggere commenti sterili, formati da una sola parola, non correlati all&#8217;articolo.. Insomma, palesemente lasciati per avere un link, sia in ottica link building (nel caso in cui abbiate il nofollow disattivato), sia in ottica visite.</p><p>Nick Stamoulis ha pubblicato di recente un articolo, su <a
href="http://www.searchenginepeople.com/">Search Engine People</a>, che voglio riprendere, il cui titolo è, molto semplicemente: <a
href="http://www.searchenginepeople.com/blog/blog-commenting-guideline.html">7 Blog Commenting Guidelines</a>. Ecco quindi alcune linee guida minime, <strong>per cui un commento possa chiamarsi commento</strong>, condensate dall&#8217;articolo di Nick Stamoulis.</p><h2>Usate il Vostro Nome o Nickname</h2><p>È vero che in ottica link building è meglio avere anchor text exact match o comunque correlati, ma bisogna anche ricordarsi che nella maggior parte dei casi si parla di links <strong>non propriamente utili per il posizionamento</strong> in modo diretto. Usate quindi il vostro vero nome o nickname, magari impostando anche il gravatar: tutto ciò, abbinato a un buon commento, spingerà i lettori a cliccare interessati sul link del vostro sito.</p><h2>Non Lasciate Links nel Commento</h2><p>A meno che non siano links utili alla discussione, inseriti all&#8217;interno di un commento più ampio, il cui scopo primario non è lasciare il link, evitate di farlo: è molto facile che venga <strong>identificato come spam</strong> o che veniate visti come persone non gradite dall&#8217;amministratore del portale/blog.</p><h2>Se Dovete Perderci Tempo, Fatelo sul Serio!!</h2><p>&#8220;Interessante!&#8221;, &#8220;Bello!&#8221;, &#8220;Complimenti&#8221;.. Parole? No, commenti-tipo che vengono lasciati ogni giorno sui vari blogs. Evitate cose di questo tipo, cercate di scrivere invece <strong>commenti costruttivi</strong>, che aggiungano qualcosa alla discussione, che stimolino il ragionamento e che interlaccino con i commenti precedenti. Il commento è un dialogo con l&#8217;autore dell&#8217;articolo e con gli altri commentatori, sfruttate questa caratteristica.</p><h2>Scegliete Siti Affini al Vostro</h2><p>Che senso ha andare a commentare su blogs di cucina, se il sito per cui apparirà il link tratterà di hardware? Nel caso in cui stiate commentando perché, come dovrebbe essere, siete interessati a quell&#8217;articolo e volete comunque che il vostro nickname sia collegato al vostro sito fuori tema, ben venga! Ma non andate a caccia di siti fuori tema per poter lasciare commenti, è poco utile! Anche se sono senza nofollow, eh!</p><h2>Leggete l&#8217;Articolo!</h2><p>Questo è il vero punto fondamentale della lista, che da solo risolverebbe tutto il resto: d&#8217;altra parte senza leggere l&#8217;articolo è veramente difficile lasciare un commento buono e costruttivo. Cercate di cogliere le sfumature dell&#8217;articolo che state commentando, apprendete, <strong>traete il massimo vantaggio da quello che state facendo</strong>; in questo modo, oltre ad aver lasciato un commento di qualità superiore, vi sarete probabilmente arricchiti allo stesso tempo.</p><h2>Condividete il Vostro Commento sui Social Network</h2><p>Se il vostro commento è particolarmente ben fatto <strong>forse vale la pena condividerlo</strong>, per massimizzare il suo risalto. Nel farlo potete magari &#8220;farvi notare&#8221; dall&#8217;autore dell&#8217;articolo taggandolo o menzionandolo nella condivisione, tramite la chiocchiola @.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1639</guid> <description><![CDATA[Content is the King Ormai questa frase ci esce dalle orecchie tuttavia è sempre più una verità. Ma il content può essere inteso come qualità oppure quantità. Con l&#8217;avvento dei social, della real time search e più in generale con il &#8220;velocizzarsi&#8221; del mondo internet stiamo assistendo ad una vera rivoluzione. La quantità di contenuto [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Content is the King<br
/> Ormai questa frase ci esce dalle orecchie tuttavia è sempre più una verità.</p><p>Ma il content può essere inteso come qualità oppure quantità.<br
/> Con l&#8217;avvento dei social, della real time search e più in generale con il &#8220;velocizzarsi&#8221; del mondo internet stiamo assistendo ad una vera rivoluzione. La quantità di contenuto sta prendendo il sopravvento sulla qualità.<br
/> I contenuti duplicati sembrano non fare più paura perchè basta un po&#8217; di link building fatta con i dovuti accorgimenti che il ns. sito web schizza in testa alle serp e google, un po&#8217; come nell&#8217;off line, strappa il contenuto dalle mani dell&#8217;autore lo consegna al ricco sito internet di turno e manda a quel paese il povero ragazzo che aveva passato una notte a scriverlo con testi di 400 pagine al fianco.</p><p>Ecco quindi che <strong>in modo sempre più massiccio si è fatto ricorso agli articolist</strong>i.<br
/> Per chi non sapesse cosa sono gli articolisti lo spiego in 2 parole:<br
/> Sono persone, in genere studenti, che pur di guadagnare (2€ ad articolo) si fanno sfruttare scrivendo testi per i grandi siti internet di turno.</p><p>Tuttavia non viviamo in un mondo di scemi ecco quindi che gli articolisti si sono ingegnati sempre di più ed hanno capito come poter sfruttare la situazione, in poche parole come consegnare nelle mani degli sfruttatori una merce con lo stesso valore con la quale viene pagata.<br
/> Articoli copiati.</p><p>Iniziamo quindi la nostra lista cercando di elencare gli <span
style="color: #ff0000;"><strong>svantaggi:</strong></span></p><h3>1. contenuti duplicati</h3><p>2€ ad articolo sono nulla. Mediamente per scrivere un articolo di qualità si necessità di 45-60 minuti che in termini economici sono circa 10€ di un operaio sottopagato. Se teniamo conto che scrivere un contenuto informativo richiede spesso una certa competenza allora il costo sale a 30€.<br
/> Ecco quindi che i giovani studenti i loro articoli li ricopiano articoli da altri blog o siti di informazione (spesso non molto conosciuti) e li consegnano nelle nostre mani.<br
/> Per evitare un ritorno al mittente aggirano la possibilità di verificare se un contenuto è duplicato o no(basta cercare un pezzo di testo su google) fanno ricorso alla copiatura di testi recenti, in modo tale che la ricerca finisca in un nulla di fatto in quanto google non ha ancora indicizzato il contenuto.</p><p>Ma quando il contenuto del sito originale viene indicizzato allora google andrà a penalizzare la nostra pagina e l&#8217;articolo &#8220;farà la fine del topo&#8221;. Se si trattasse di un articolo soltanto non sarebbe un problema ma quando gli articoli superano i 20-30 allora google chiama i suoi angeli della morte per verificare se quel sito sia o meno una fotocopiatrice del web. In caso il verdetto positivo scatta la penalizzazione con scomparsa dalle serp e crollo delle visite.</p><h3>2. Scarsa qualità</h3><p>Il fattore economico porta alla scarsa qualità.<br
/> Per scarsa qualità non si intende solamente contenuto duplicato ma anche altri aspetti che di primo acchito potrebbero sembrare irrilevanti;</p><h4>&gt;Contenuti tradotti con traduttori automatici</h4><p>Uno dei metodi più semplici, dopo la copiatura pura, è quella di tradurre un articolo scritto su blog stranieri.<br
/> Gli articolisti visitano un blog straniero, copiano l&#8217;articolo lo incollano su google translate e poi lo passano al blog di destinazione.<br
/> Sebbene l&#8217;articolo possa sembrare interessante, sarà ricco di errori grammaticali, frasi in lingua originale (non tradotte) ed in alcuni casi completamente insensato.<br
/> Questo è dovuto al fatto che i traduttori online non offrono una qualità di traduzione ottimale ma si limitano ad effettuare una traduzione pari pari con le parole del testo originale &#8220;this is my dog&#8221; -&gt; &#8220;questo è mio cane&#8221;.</p><p>Il testo incomprensibile non verrà penalizzato dai motori di ricerca tuttavia sarà una risorsa inutile per i visitatori, che leggendo un testo sconnesso ed insensato abbandoneranno il sito e lo etichetteranno come &#8220;sito scadente&#8221;.</p><h4>&gt;Multi copiatura</h4><p>Altro stratagemma escogitato dagli articolisti è quello di copiare parti di più articoli ed unirli in uno unico.<br
/> Questo riduce la possibilità di incorrere in penalizzazioni da contenuto duplicato (ma non sono del tutto escluse) ma al tempo stesso creano lo stesso problema dei contenuti tradotti &#8220;automaticamente&#8221;.<br
/> Il contenuto redato con questo metodo risulta spesso sconnesso ed il visitatore si vede rimbalzato da un argomento ad un altro che a lettura superficiale potrebbe sembrare &#8220;testo unico&#8221; ma in caso di lettura attenta ci si accorge che la pagina è un in verità un semplice puzzle.</p><h4>&gt;Professionalità e competenza assente</h4><p>Questo è un problema che per alcuni siti web potrebbe non esistere.<br
/> Se parliamo del Grande Fratello possiamo far redare il contenuto anche al nostro criceto, ma se il nostro blog tratta l&#8217;argomento salute o qualsiasi altro tema che richieda un po&#8217; di conoscenze in ambito tecnico allora il ricorso agli articolisti diventa un suicidio.</p><p>Senza descrivere nel dettaglio questo punto vi riporto un <a
href="http://www.dietaland.com/funghi-proprieta-valori-calorici/608/">articolo, scritto da un articolista dove si parla di un tema delicato &#8220;I Funghi&#8221;</a> nei commenti trovate il mio parere.<br
/> Nell&#8217;articolo è scritto: i funghi sono importantissimi nella dieta.<br
/> Mai frase fu più sbagliata di questa.</p><p><span
style="color: #ff0000;">I funghi non sono assolutamente importantissimi nella ns. dienta, anzi.</span><br
/> Se questo articolista avesse studiato scienze dell&#8217;alimentazione o come nel mio caso, avesse studiato micologia, saprebbe che i tutti i funghi contengono tossine che in alcune specie, anche se commestibili, possono causare disturbi gastrici. Ecco come al tempo ho commentato l&#8217;articolo:</p><blockquote><p>Questo post non è tanto da dietaland.</p><p>I funghi hanno delle caratteristiche che fanno bene al nostro corpo ma non avete citato la tossicità.</p><p>Anche un porcino(boletus edulis, aereus ecc) contiene tossine, stessa cosa per i finferli (cantarellus cibarius).<br
/> I chiodini hanno ancora più tossine e poi la lista è lunga.<br
/> I funghi si dovrebbero mangiare al massimo una volta a settimana ed in quantità modeste, inoltre sono da evitare i funghi raccolti in città (anche se nei parchi) e lungo le strade di montagna perchè assorbono le sostanze tossiche.</p><p>Funghi come le vescie sono considerate come commestibili ma hanno una quantità di piombo elevatissima quindi da evitare.</p><p>Molti dei funghi venduti nel cosiddetto “misto bosco” sono funghi con tossine termolabili ovvero tossine che vengono espulse dal fungo solo ad alte temperature e se non cotti bene possono arrecare danni.</p><p>Non bisognerebbe incentivare in questo modo il consumo di funghi ma anzi sarebbe da indicarne gli aspetti non salutari.</p><p>Faccio parte di un gruppo di studio di micologia e non vi scrivo queste cose a caso.<br
/> Spero che l’articolo venga editato in quanto molte persone vanno in ospedale per aver consumato troppi funghi o per averli considerati come un piatto di pasta.</p></blockquote><p>L&#8217;articolo non è stato editato in quanto, molto probabilmente, significherebbe ammettere di aver commesso un errore.</p><p>Da quel momento non ho più visitato quel sito internet, e l&#8217;ho sconsigliato a tutti.</p><p><strong>Questo è un esempio di come una persona non qualificata possa scrivere contenuti dannosi per il ns. sito web</strong> (ed nel caso sopracitato anche alla salute).</p><h3>3. Affidabilità</h3><p>Gli articolisti non sono sempre affidabili in quanto il loro non è un vero lavoro ma una attività tappabuchi.<br
/> Capita spesso che un articolista inizi col scrivere 5-6 articoli per poi sparire appena intascati i soldi &#8220;lasciando vuoto il posto di lavoro&#8221;, ecco quindi che il proprietario è costretto a scrivere un annuncio per trovare un altro articolista lasciando il blog senza contenuti freschi.<br
/> Gli articolisti non hanno un contratto di lavoro e quindi gli accordi sono tutti campati in aria. In verità se un articolista non ha tempo di scrivere un nuovo articolo non ci avvisa per tempo ma di punto in bianco non pubblica più. Essendo per la maggior parte studenti sono legati ad eventi imprevedibili &#8220;esami&#8221; testa a sorprese e verifiche.</p><p>Questo è un problema molto importante soprattutto per quei siti che affidano la propria attività a questa forma di lavoro. Se un blog pubblica 5 articoli al giorno ed improvvisamente viene a mancare l&#8217;attività di uno o due articolisti i contenuti pubblicati diventano 1-2 al giorno, lasciando di fatto a bocca asciutta i lettori, ed i motori di ricerca.</p><h3>4. Economicità</h3><p>Sebbene il costo per ciascun articolo sia molto più basso rispetto a quello che ci potrebbe richiedere un esperto del settore, spesso questi articoli sono assolutamente senza ROI.<br
/> Contenuti duplicati, e più in generale contenuti di scarsa qualità significa tempo di permanenza basso e quindi scarsi ritorni pubblicitari.<br
/> Ecco quindi che per rendere efficace questa attività è necessario investire anche in forme di pubblicità che vadano a colmare il gap.<br
/> Se si fa qualche conto si nota che si risparmia solo se alle spalle si ha una grande struttura che riesce a portare visite senza tener conto del contenuto. Come citato nell&#8217;introduzione solo un sito web che riesce ad ottenere backlink sempre freschi e pubblicità sempre attiva riesce a tenere in piedi il sistema.<br
/> Gli articolisti non sono il modo per far diventare famoso il proprio sito internet ma piuttosto un escamotage che permette di risparmiare sui lavoratori.</p><p>Una persona competente vale più di 100 articolisti, un articolo alla settimana vale di più di un articolo al giorno, se a scriverlo è qualcuno che di quel tema ne capisce qualcosa.</p><h3>5. Lavoro Nero</h3><p>Questo aspetto sarà oggetto di critica per molti di voi. Ma è un dato di fatto che l&#8217;attività degli articolisti è lavoro nero.<br
/> Spesso basati su importi di piccolo taglio, i pagamenti passano per postepay e non viene rilasciato alcun documento dall&#8217;articolista, ne da chi gestisce il sito.<br
/> La regolarizzazione di questa attività è molto difficile e solo nei casi di rapporti di lavoro più prolungati e corposi è possibile regolarizzare la situazione con i dovuti documenti. Salvo poi, da parte dell&#8217;articolista poter dimostrare che la sua è una attività non continuativa.</p><p>Ecco quindi che gli importi sono esentasse, ergo evasione.</p><hr
/>Ora mi aspetto una valanga di critiche.<br
/> &#8220;io sono qui&#8221; come direbbe il mitico Matteo Caccia di radio24.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1306</guid> <description><![CDATA[Di solito quando vado a scrivere un articolo lo programmo, ci studio sopra, oppure riporto qualcosa preso oltreoceano, tradotto e rielaborato: questa volta no. Questo &#8220;articolo&#8221;, se così vogliamo chiamarlo, è più un post da blog, una protesta scritta di getto, contro tante di quelle cose che mi danno fastidio dell&#8217;ambiente SEO: non quello vero, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-1307" title="Spam, spam, spam" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/spam-spam-spam.jpg" alt="Spam, spam, spam" width="515" height="150" /></p><p>Di solito quando vado a scrivere un articolo lo programmo, ci studio sopra, oppure riporto qualcosa preso oltreoceano, tradotto e rielaborato: questa volta no. Questo &#8220;articolo&#8221;, se così vogliamo chiamarlo, è più un post da blog, una protesta scritta di getto, contro tante di quelle cose che mi danno <strong>fastidio dell&#8217;ambiente SEO</strong>: non quello vero, composto da professionisti e gente che sa fare il suo lavoro, ma quello più &#8220;allargato&#8221;, che viene sempre più spesso scambiato con il suo alter-ego.</p><p>Mi ritrovo più volte a parlare con altri SEO(veri) di argomenti di questo tipo e ancora più spesso resto allibito quando scopro che aziende, anche abbastanza conosciute, offrono servizi che in realtà hanno un <strong>valore prossimo allo zero</strong> o, ancora peggio, impartiscono lezioni spiegando cose semplicemente lette su qualche guida trovata nel web: capisco che la SEO è una &#8220;materia&#8221; che non richiede lauree né specializzazioni particolari ma si parla pure sempre di un lavoro che, a mio parere, resta molto importante nel web, probabilmente anche più dignitosa di alcuni impieghi fatti da pluri-titolati. Se voglio andare in giro vendendo servizi di un determinato tipo dovrò prima avere l&#8217;<strong>esperienza generale</strong> per farlo? O forse chiunque, visto che non c&#8217;è un pezzo di carta che lo attesta, può sbandierare le sue presunte competenze da SEO senza aver fatto assolutamente null&#8217;altro che leggere una guida ed aver posizionato siti web per 2-3 chiavi che da altri siti vengono considerate &#8220;long-tail&#8221;(diciamocelo, non si può andare in giro a vantarsi di aver portato su un sito per una chiave con 20.000 risultati, magari con un dominio exact-match).</p><h2>L&#8217;Estremizzazione</h2><p><img
class="alignnone size-full wp-image-1308" title="Spam Estremo" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/spam-estremo.jpg" alt="Spam Estremo" width="515" height="150" /></p><p>Generalmente comunque ci si passa sopra: se il cliente è felice.. beh.. nessun problema. Poi quando vedi che questa gente inizia a dare fastidio, a <strong>fare spam nei tuoi forum preferiti</strong>, insultando magari l&#8217;admin e qualche persona che sa veramente fare il suo lavoro(in questo caso Daniele Pelleri, così per fare un esempio).. beh.. le cose cambiano. E così ci si va a scrivere un articolo sopra, per vedere se parte una discussione costruttiva e capire se si hanno idee condivise o completamente folli.</p><p>Il thread è stato aperto circa tre giorni fa in una sezione totalmente sbagliata di <a
href="http://www.webmarketingforum.it" target="_blank">WebMarketing Forum</a>, per promuovere uno dei tanti servizi di inserimento nelle directory e nei motori(tra l&#8217;altro un servizio un po&#8217; approssimativo, chi ha detto che è il &#8220;solo portale che porta un sito da PR0 a PR4 in 5 mesi?&#8221;). Tra l&#8217;altro lo spam era stato fatto anche su altri forum di spicco(GiorgioTave.it ad esempio, solo che lì lo spam si perde fra milioni di post di qualità; WMF è un po&#8217; meno frequentato..) e via mail(me ne è arrivata una tramite il Contact Form). Anche fino qui.. tutto ok.. cose che succedono e a cui si è abituati.</p><p>Lo si è un po&#8217; di meno ad uscite come quella che è stata fatta dall&#8217;utente dopo che Alessandro(admin di WMF) gli ha fatto notare che l&#8217;<strong>autopromozione è vietata</strong>. Sono partiti insulti all&#8217;interno di una risposta scritta male(peggio di questo articolo) e di fretta; l&#8217;utente ha <strong>paragonato lo spam fatto da lui alla mailing list di WMF</strong>(a cui, per essere chiari, ci si iscrive in modo consapevole), secondo lui &#8220;inutile, per non essere volgari&#8221;.</p><p>Chi ha acquistato il servizio da questa persona a chi si è rivolto? A qualcuno che si presenta come professionista con un&#8217;esperienza di molti anni e poi:</p><ul><li>Fa <strong>spam</strong></li><li>Si autopromuove in modo <strong>sbagliato</strong>(avrebbe potuto benissimo perderci poco poco più tempo e fare quello che ha fatto in modo più sottile e meno fastidioso no?)</li><li>Non sa usare nulla di grafica(un sito con uno dei template più comuni per Joomla e delle immagini per la promozione che sembrano fatte con Paint)</li><li>Che crede che preso un certo tipo di traffico(sempre con la stessa utenza) e reindirizzandolo su diversi siti, con tematiche diverse, questo resti traffico <span
style="text-decoration: line-through;">targhettizzato</span> targettizzato</li></ul><p>Io non credo sia l&#8217;unico caso di questo tipo: però da abbastanza fastidio lo stesso, no? C&#8217;è un modo per evitare che questo succeda? Forse sarebbe ora di mettersi d&#8217;accordo per creare un bel test, una specie di esame, o ancora meglio un congresso, tramite il quale certificare chi sa fare questo lavoro, tagliando fuori un bel po&#8217; di gente ed evitando che poi escano articoli in cui si dice che i <strong>SEO non sono altro che spammers</strong>. Se non avessi visto anche altro forse potrebbe venirmi il dubbio.</p><p>Per fortuna che ci sono anche <strong>professionisti veri</strong>.. <a
href="http://www.giorgiotaverniti.it/">Giorgio Taverniti</a>, <a
href="http://www.francescotinti.com/">Francesco Tinti</a>, <a
href="http://www.fortunecat.it/">Michele Caivano</a>, <a
href="http://www.alessandrosportelli.it/">Alessandro Sportelli</a> e tanti, tanti altri che ora non sto a citare: sono veramente molti e soprattutto sono abbastanza per cercare di evitare cose come queste..</p><p>Ah il titolo sta a marcare la caratteristica di questo tipo di spam: <strong>ripetitivo.</strong></p><p
style="text-align: right;">Photo Credits: <a
href="http://www.flickr.com/photos/enfad/">enfad</a> e <a
href="http://www.flickr.com/photos/giando/">Giandomenico Ricci</a></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1300</guid> <description><![CDATA[Si parlava da tempo del fatto che Twitter avrebbe iniziato ad accettare la pubblicità sul sito, probabilmente con qualche tipo speciale di tweet: da ieri ne abbiamo la conferma con i tweets promossi di &#8220;Toy Story 3&#8243;. Nella barra laterale di Twitter, sotto le parole più twittate, è presente la parola &#8220;Toy Story 3&#8243;, con [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si parlava da tempo del fatto che Twitter avrebbe iniziato ad accettare la <strong>pubblicità sul sito</strong>, probabilmente con qualche tipo speciale di tweet: da ieri ne abbiamo la conferma con i tweets promossi di &#8220;Toy Story 3&#8243;. Nella barra laterale di Twitter, sotto le parole più twittate, è presente la parola &#8220;Toy Story 3&#8243;, con accanto <strong>un bottone che sigla &#8220;Promoted&#8221;</strong>.<br
/> <img
class="size-full wp-image-1301" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 5px;" title="Tweets Promossi" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/promoted-tweets.jpg" alt="Tweets Promossi" width="154" height="335" /><br
/> Passando con il mouse sopra tale pulsante si può leggere &#8220;<strong>Promoted by Disney Pixar</strong>&#8220;: Twitter ha insomma iniziato ad accettare davvero in qualche modo la pubblicità.<br
/> Sulle FAQs ufficiali di twitter a proposito di promoted tweets si può leggere:</p><blockquote><p>Like Trending Topics, Promoted Trends are already trending on Twitter but haven’t yet made their way into the Trending Topics list. Promoted Trends are clearly marked as “Promoted.” If a topic isn’t already being talked about on Twitter, it cannot be a Promoted Trend.</p></blockquote><p>Andando invece a cliccare sul pulsante si arriva a questa pagina:</p><p><img
class="alignnone size-full wp-image-1302" title="Twitter Toy Story" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/tweets-toy-story.png" alt="Twitter Toy Story" width="552" height="352" /></p><p>I tweets ufficiali della Disney Pixar appaiono anche qui come promossi e particolare risalto viene dato ai &#8220;Top Tweets&#8221;, etichettati a dovere e che sembrano guadagnare quella posizione grazie al numero di <strong>retweets ricevuti</strong>. Certo iniziando con un big come la Disney Pixar per i promoted tweets non ci si immagina quali saranno i costi.. oppure verrà inserita in fututo la possibilità di fare <strong>pagamenti per tweets(PPT)</strong>? Chissà..</p><p>Per maggiori informazioni sui Promoted Tweets intanto vi invito a leggere <a
href="http://searchengineland.com/the-twitter-search-revolution-popular-promoted-tweets-mature-the-service-41095" target="_blank">questo interessante articolo di Danny Sullivan</a>.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1185</guid> <description><![CDATA[Questo anno di Olimpiadi Invernali è stato fortemente influenzato dai social media e la colonna di questa settimana ha preso l&#8217;aspetto di alcuni dei più memorabili eventi che sono avvenuti, grazie all’aiuto dei fan (e qualche volta degli atleti stessi). Facebook fun Quando qualcosa è impressionantemente buono (o impressionantemente cattivo), Internet e i social user [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Questo anno di Olimpiadi Invernali è stato fortemente influenzato dai social media e la colonna di questa settimana ha preso l&#8217;aspetto di alcuni dei più memorabili eventi che sono avvenuti, grazie all’aiuto dei fan (e qualche volta degli atleti stessi).</p><p><strong>Facebook fun</strong></p><p>Quando qualcosa è impressionantemente buono (o impressionantemente cattivo), Internet e i social user si riuniscono intorno ad esso.</p><p>Durante le Olimpiadi di quest’anno, uno degli oggetti che rientrano in questa categoria sono <a
href="http://www.facebook.com/pages/Vancouver-BC/The-Norwegian-Olympic-Curling-Teams-Pants/311163439555?ref=mf">i pantaloni della squadra norvegese di Curling</a></p><p>La gente instantaneamente si è interessata a questi “magici pantaloni” ed è nata una pagina di fan, su Facebook, chiamata “<a
href="http://www.facebook.com/pages/Vancouver-BC/The-Norwegian-Olympic-Curling-Teams-Pants/311163439555?ref=mf">The Norwegian Olympic Curling Team’s Pants</a>” (i pantaloni della squadra norvegese di Curling).</p><p>In una settimana e mezzo questa pagina ha raggiunto oltre il mezzo milione di fan e di discussioni giornaliere.</p><p>Questo è un esempio divertente che mostra che un gruppo di fan Olimpici può riunirsi perfino attorno al più eclettico sport e avere una buona frequenza di adesioni.</p><p><strong>Una inappropriata celebrazione</strong></p><p>Nel caso in cui tu ti sia nascosto sotto una montagna di neve durante queste Olimpiadi, una delle grandi storie sulle medaglie vinte dall’America è stata quella fatta <a
href="http://sports.yahoo.com/olympics/vancouver/snowboard/news?slug=ap-sbd-lago-picture&amp;prov=ap&amp;type=lgns">dal rider Scotty Lago</a> con il suo Bronzo. Le immagini che sono state scattate riguardo la celebrazione con una amica sono state caricate su Internet e attreverso la Blogsfera, l’hanno reso un grande evento olimpico. Poiché le immagini si sono diffuse così “viralmente” sul web, Scotty è stato rimproverato dagli U.S. Sky e dalla Snowboard Association e ha lasciato il presto villaggio olimpico.</p><p>E’ accuduta una cosa analoga qualche Olimpiade fa? Probabilmente no. Con i social media, ogni situazione, specialmente se mostra atti volgari, finirà sulla bocca di ogni fan.</p><p><strong>Controversie in tempo reale, commenti degli atleti</strong></p><p>Certamente non si possono mischiare sport e social media senza qualche piccola controversia, giusto? Infatti, perfino venendo ai giochi olimpici si eraincerti su ciò che <a
href="http://twitter.com/JuliaMancuso/status/9588476944">poteva o non poteva dire</a>. Si è visto che pochi Atleti Olimpici non hanno detto niente sui social media. Le sciatrici Lindsay Vonn e Julia Mancuso hanno avuto una sorta di colluttazione che è nata da un <a
href="http://twitter.com/JuliaMancuso/status/9588476944">Tweet (ora soppresso)</a> che Mancuso ha inviato dopo che la sua compagna di squadra è caduta davanti a lei:</p><p><img
class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4068/4392296309_293176d8a1_o.jpg" alt="" width="454" height="209" /></p><p>Questo post è stato successivamente eliminato ma <a
href="http://www.gather.com/viewArticle.action?articleId=281474978066620&amp;grpId=3659174697259360">ha acceso una piccola controversia</a> e la Mancuso ha chiarito il tutto sulla sua <a
href="http://www.facebook.com/posted.php?id=131459577692&amp;share_id=324829158455&amp;comments=1#s324829158455">pagina di Facebock</a>. Questo è solo un altro esempio di come il trasmettere un messaggio, quando si è sotto pressione, sui social media, non è mai una buona idea.</p><p><strong>La NBC abbraccia i social media</strong></p><p>Mentre molte <a
href="http://news.cnet.com/8301-31322_3-10459382-256.html">persone obiettano</a> sul modo in cui la NBC sta divulgando le Olimpiadi con i media tradizionali, i loro sforzi per i social media sono abbastanza solidi. La NBC ha costruito una sessione interna intitolata “<a
href="http://www.nbcolympics.com/olympicpulse/index.html">Tweets &amp; Blogs</a>” che è un potente fulcro per i social media. Su questo perno, si possono trovare link dei loro ufficiali account <a
href="http://www.facebook.com/nbcolympics">Facebook Page</a> e <a
href="http://twitter.com/nbcolympics">Twitter</a> , così come link verso le popolari storie olimpiche su <a
href="http://www.nbcolympics.com/olympicpulse/digg/index.html">Digg</a>.</p><p><img
class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4027/4392309291_933d257f7c_o.jpg" alt="" width="386" height="233" /></p><p
style="text-align: left">In più per essere socialmente attiva su questi siti la NBC ha creato un po’ di differenti formati per seguire le storie olimpiche su twitter. Uno degli elementi veramente interessanti che la NBC ha creato è il “<a
href="http://www.nbcolympics.com/olympicpulse/tweets/index.html">Athlete Twitter Sheet</a>” che permette anche agli utenti meno esperti di poter vedere cosa gli alteti stanno dicendo su Twitter. Gli utenti possono selezionare per “Atleti” o per “Sport” le informazioni semplicemente su NBCOlympics.com. Un’altra interessante caratteristica è il  “<a
href="http://www.nbcolympics.com/olympicpulse/tweet-tracker/index.html">Tweet Tracker</a>” che permetti agli utenti di vedere rappresentazioni visive di discussioni calde e perfino di cliccare su una storia corrente per vedere le keyword che sono presenti in essa.</p><p><strong><img
class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2751/4392285461_f09b15d616_o.jpg" alt="" width="451" height="396" /></strong></p><p><strong>Foursquare &amp; New York Times collaborano</strong></p><p>Molte imprese hanno sentito parlare della location basata silla piattaforma social Foursquare, e durante questi giochi olimpici, il New York Times <a
href="http://foursquare.com/user/nytimes">ha collaborato</a> con Foursquare per fornire servizi basati sugli <a
href="http://foursquare.com/user/nytimes">aggiornamenti di Vancouver</a>.</p><p>Anche se questo non ha ottenuto una grande pubblicità, questa geo-grafica basata su eventi fa di Foursquare un partner perfetto con cui collaborare. Questo è uno sguardo a come servizi basati sulle interazioni sociali saranno presenti in futuro. Dall’essere presenti a eventi, alla vita notturna&#8230; ci sono una moltitudine di possibilità nelle quali queste interazioni possono essere estremamente vantaggiose per gli utenti!<br
/> <strong>Uno scorcio sul futuro</strong></p><p><img
class="alignnone" src="http://farm5.static.flickr.com/4007/4393095014_f5deb3f4cd_o.jpg" alt="" width="427" height="354" /></p><p
style="text-align: left">Mentre è facile farsi prendere nel hype dei nomi dei social network come Twitter e Facebook, uno degli elementi sociali più interessanti che ho visto, proveniva dalla NBC stessa. Nuovo per queste Olimpiadi invernali, la NBC ha creato “<a
href="http://www.nbcolympics.com/figure-skating/applications/index.html">You Be The Judge</a>”  che ha permesso agli utenti di seguire il pattinaggio di figura e spettacoli dal vivo insieme ai loro colleghi. Anche se questo non interagisce con le altre piattaforme, ha dato agli utenti la possibilità di partecipare con gli sport online e in tempo reale, e quindi confrontare i loro punteggi con gli altri:</p><p
style="text-align: right"><p><img
class="alignnone" src="http://farm3.static.flickr.com/2686/4393057156_f16b45a6da_o.jpg" alt="" width="327" height="630" /></p><p>Piattaforme come questa potrebbero essere il futuro dei Social Media nelle Olimpiadi in questo modo gli utenti potranno partecipare a fianco degli Olimpionici e vedere in tempo reale le emozioni e seguire gli altri utenti.</p><p>Mentre la versione attuale mancava di alcune caratteristiche sul commento, o la capacità di vedere i punteggi degli altri utenti, questa sarà la norma in futuro. Non solo sarai in grado di condividere i tuoi punteggi con gli amici, ma anche di vedere le emozioni di ciascun paese, vedere i punteggi degli atleti ritirati, e molto altro ancora.<br
/> Nel complesso, le Olimpiadi invernali 2010 potrebbero essere ricordate come i primi giochi in cui la gente ha collaborato utilizzando i social media, siamo certi che vi sarà sempre più integrazione e lo si vedrà con il prossimo evento.</p><p
style="text-align: right">Fonte: <em><a
href="http://searchengineland.com/scoring-social-media-use-in-the-2010-winter-olympics-37032">SearchEngineLand</a></em></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1162</guid> <description><![CDATA[Non sto a introdurvi Google Buzz, immagino che se leggete questo portale siate stati quantomeno sommersi di news , commenti e polemiche relative all&#8217;ennesimo tentativo di Big G di fare successo con i social media. Personalmente trovo Google Buzz particolarmente scomodo e invadente, tuttavia il servizio è ancora troppo in fase beta per poter essere [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Non sto a introdurvi <strong>Google Buzz</strong>, immagino che se leggete questo portale siate stati quantomeno sommersi di news , commenti e polemiche relative all&#8217;ennesimo tentativo di Big G di fare successo con i <strong>social media</strong>.</p><p
style="text-align: center"><img
class="aligncenter" src="http://farm5.static.flickr.com/4001/4362101724_ae0960b80c_o.jpg" alt="" width="180" height="188" /></p><p>Personalmente trovo <strong>Google Buzz</strong> particolarmente scomodo e invadente, tuttavia il servizio è ancora troppo in fase beta per poter essere giudicato in maniera veramente razionale. Bisogna dire che, così a prima vista, <strong>Buzz</strong> potrebbe essere considerato un mix di <strong>Twitter</strong> (per il meccanismo dei <em>followers</em>, anzi dei cosiddetti seguaci) e di <strong>Friendfeed</strong> per la possibilità di dar vita a discussioni facilmente tracciabili, senza averne però il medesimo fascino sia a livello grafico che di <em>user experience</em>. Inoltre il sistema di notifiche è quanto mai fastidioso (se volete scoprire come fare per evitare di essere subissati di mail, <a
href="http://www.downloadblog.it/post/11814/google-buzz-come-disattivarlo-eo-rimuovere-gli-aggiornamenti" target="_blank">leggete qua</a>).</p><p>Nonostante ciò lo strumenti rimane interessante, soprattutto perchè è possibile integrarlo e automatizzarlo con gli altri social network. Ad esempio:</p><p>- Puoi <strong>importare su Google Buzz</strong> i vostri contenuti online inserendo l&#8217;URL del vostro (dei vostri) blog nel campo dei siti collegati;</p><p>- Puoi importare i vostri aggiornamenti di Twitter su Buzz e viceversa (utilizzando Friendfeed per importare il feed rss di Buzz il quale viene poi pubblicato su Twitter in automatico). E&#8217; anche possibile <strong>importare i propri contatti Twitter in Google Buzz</strong> grazie al servizio <strong><a
href="http://tw2buzz.com/" target="_blank">Tw2Buzz</a></strong> (per maggiori info, ti consiglio <a
href="http://www.claudiogagliardini.name/2010/02/twitter-followers-to-google-buzz.html" target="_blank">questo post</a> di Claudio);</p><p>- Puoi <strong>aggiornare Google Buzz direttamente da mail</strong> (scrivendo a <em>buzz@gmail.com</em>): ricordati che non sei su Twitter, quindi puoi anche utilizzare più di 140 caratteri  e puoi persino formattare il testo con grassetti, sottolineature e quant&#8217;altro.</p><p>Notizia dell&#8217;ultim&#8217;ora: pare che Google stia pensando di <strong>scorporare Buzz da Gmail</strong> a causa di problemi legati alla privacy e alla già citata invadenza del mezzo. Insomma, un nuovo flop in stile Google Wave oppure una versione avanzata e migliorata di Twitter e Facebook?</p><p>ps: <strong>condividete</strong> su Google Buzz (e Twitter e Facebook) questo post cliccando sulle iconcine qui sotto!</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1131</guid> <description><![CDATA[400 milioni di iscritti a Facebook (di cui 200 attivi), 75 milioni di account su Twitter, oltre 100 milioni di profili su YouTube, a cui si vanno ad aggiungere coloro che frequentano Flickr, Friendfeed, Delicious e chi più ne ha più ne metta. E&#8217; una buona base sulla quale puntare una campagna di marketing e [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>400 milioni</strong> di iscritti a <em><strong>Facebook</strong></em> (di cui 200 attivi), <strong>75 milioni</strong> di account su <strong><em>Twitter</em></strong>, oltre <strong>100 milioni</strong> di profili su <strong><em>YouTube</em></strong>, a cui si vanno ad aggiungere coloro che frequentano <strong><em>Flickr, Friendfeed, Delicious</em></strong> e chi più ne ha più ne metta.</p><p>E&#8217; una buona base sulla quale puntare una campagna di marketing e comunicazione, non credete? Ecco come nasce il <strong>Social Media Marketing,</strong> ovvero l&#8217;idea di sfruttare gli strumenti sociali messi a disposizione dal <strong>web 2.0</strong> per far passare un messaggio promozionale piuttosto che una comunicazione aziendale piuttosto che &#8220;umanizzare&#8221; la propria azienda agli occhi dei consumatori.</p><p>Gli strumenti utilizzabili sono potenzialmente infiniti (nascono quotidianamente tools capaci di incrementare le potenzialità dei Social Media) ma in continua evoluzione e soggetti a rapida obsolescenza: sta al <strong>Social Media Specialist</strong> la capacità intepretare e anticipare (e perchè no, creare) le tendenze future che permetteranno alla propria azienda di costituire un caso di successo all&#8217;interno dello sfavillante mondo social.</p><p>All&#8217;interno del mio spazio su SeoPoint (a proposito, piacere di conoscerti caro lettore! Se vuoi scoprire qualcosa in più di me, ecco la <a
href="http://www.seopoint.org/staff">mia scheda</a>) proverò a fornirti spunti utili e riflessioni costruttive sulle potenzialità di questi strumenti, proponendoti casi di successo di brand presenti sui Social Media, tools (gratuiti!) irrinunciabili e miniguide all&#8217;uso e all&#8217;ottimizzazione di tutto ciò che è riconducibile al mondo social: come ottimizzare una Facebook fan page, come utilizzare in modo &#8220;avanzato&#8221; Twitter, come sfruttare al meglio Friendfeed&#8230;insomma, seguimi e vedrai.</p><p>Anzi, <a
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1137</guid> <description><![CDATA[Il mondo dei banner è allo sbando! Prima abbiamo fatto spazio nei nostri header per inserire banner 468&#215;60, poi abbiamo chiamato il nostro grafico chiedendogli di rimpicciolire il più possibile il nostro logo perchè dovevamo farci stare un banner 728&#215;90. Poi abbiamo chiamato il nostro web designer e gli abbiamo chiesto di portare la nostra [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il mondo dei banner è allo sbando!</strong></p><p>Prima abbiamo fatto spazio nei nostri header per inserire banner 468&#215;60, poi abbiamo chiamato il nostro grafico chiedendogli di rimpicciolire il più possibile il nostro logo perchè dovevamo farci stare un banner 728&#215;90.</p><p>Poi abbiamo chiamato il nostro web designer e gli abbiamo chiesto di portare la nostra sidebar ad una larghezza di 300px per i banner quadrati (300&#215;250 oppure 300&#215;300).</p><p>Adesso i quotidiani hanno pensato bene di dedicare &#8220;tutta&#8221; la sidebar ai banner introducendo i fantastici spazi pubblicitari che ci occupano 300&#215;600 pixel!!! (la risoluzione di uno smartphone&#8230;)</p><p
style="text-align: center"><div
id="attachment_1138" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/300x600banner.jpg"><img
class="size-medium wp-image-1138" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/300x600banner-300x203.jpg" alt="Se questo è un banner..." width="450" height="304" /></a><p
class="wp-caption-text">Se questo è un banner...</p></div><p>Io sono rimasto scioccato quando ho visto le dimensioni di questi banner!</p><p>Ormai i nostri siti sono dei vestiti pieni di toppe e queste toppe non sono altro che i banner pubblicitari&#8230; e per guadagnarci cosa? 0,10 cent a click?</p><p>Basta, <strong>bisogna cambiare sistema!</strong></p><h2>La rivoluzione:</h2><p>La rivoluzione deve arrivare dalle aziende pubblicitarie, chi acquista gli spazi pubblicitari, chi cerca i siti dove fare pubblicità.</p><p>Per troppi anni le concessionarie pubblicitarie se ne sono fregate altamente del costo di un banner, della sua destinazione, della sua durata, del target, del messaggio. Bastava acquistare tanto l&#8217;economia era forte e se non era 10 era 3 ma si vendeva lo stesso. Se anche il banner non aveva avuto successo non importava!</p><p>Ma ora le cose stanno cambiando&#8230;</p><p>Ci sono sempre meno soldi ed il margine di errore <span
style="text-decoration: underline">deve</span> essere basso, non ci si puo&#8217; permettere di mandare all&#8217;aria migliaia di euro.</p><p>Se io vendo panettoni e pubblicizzo il mio prodotto su un sito di idraulici non avrò successo ed avrò speso gli stessi soldi che un banner in un sito di dolci, anche se il mio banner è misura 1000x1000px! Il target di riferimento è importantissimo! la piazza dove andrò a proporre i miei prodotti è importante! Il messaggio che comunicherò con il mio banner è importante!</p><p>Vuoi avere un ctr alto? beh allora crea un banner nero con una scritta bianca che riporta la frase &#8220;<em>non cliccare, ti prego</em>&#8220;. Sicuramente il ctr sarà molto alto ma allo stesso tempo avrà portato visite inutili al nostro sito.</p><p>Iniziamo ad acquistare con intelligenza! i soldi finiscono!</p><p>E per i publisher, a volte una colonna vuota vale più del banner venduto!</p><p><em><strong>E&#8217; bene guardare bene le etichette prima di acquistare.</strong></em> <em><strong>Ed è bene vendere solo il superfluo&#8230;</strong></em></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1048</guid> <description><![CDATA[Si potrebbe pensare che il primo aspetto da analizzare, nello studio della concorrenza, siano gli stessi concorrenti. In verità bisogna prima fare un’autoanalisi e delineare il nostro profilo. Dobbiamo capire come vogliamo entrare nel mercato, quali sono i nostri obbiettivi e quali sono gli strumenti a nostra disposizione. Procediamo quindi con l’analisi per punti: Quale [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Si potrebbe pensare che il primo aspetto da analizzare, nello studio della concorrenza, siano gli stessi concorrenti. In verità bisogna prima fare un’autoanalisi e delineare il nostro profilo. Dobbiamo capire come vogliamo entrare nel mercato, quali sono i nostri obbiettivi e quali sono gli strumenti a nostra disposizione.</p><p>Procediamo quindi con l’analisi per punti:</p><h2>Quale sarà il nostro mercato di riferimento?</h2><p>La prima domanda che dobbiamo porci riguarda il mercato che vogliamo andare ad occupare con il nostro sito internet.</p><p>L’analisi del mercato è uno studio che dovrebbe esser già stato effettuato prima di iniziare ad analizzare la concorrenza. Tuttavia per non creare confusione ci soffermeremo solo su un punto e non verranno analizzati tutti gli aspetti del mercato.</p><h3>Area Geografica di influenza?</h3><p>A quale area geografica punta il mio sito? Voglio un sito a livello internazionale? O mi basta un sito a livello nazionale? Oppure voglio concentrarmi su una specifica zona?</p><p>In base alla risposta si potranno carpire informazioni importanti.</p><p><strong>Internazionale:</strong></p><p>Il nostro mercato di riferimento conterà numerosi concorrenti, alcuni ben affermati e difficili da contrastare. Tuttavia la possibilità di agire a livello globale ci permette di poter assorbire grandi volumi di traffico anche con fette di mercato minori rispetto ad una area più ridotta. Un così largo raggio di azione ci permette di focalizzarci su una nicchia precisa mantenendo un adeguato livello di traffico.</p><p>Se i vantaggi sono diversi bisogna considerare che altrettanti sono gli svantaggi. Non sempre un settore con alta domanda a livello nazionale ha una alta domanda a livello internazionale. Un esempio lampante è lo sport del calcio, in Italia l’interesse per questo sport è altissimo ma negli USA è molto limitato e sormontato da altri sport. Uno strumento che viene in nostro soccorso è google insight che ci permette di analizzare qual è il volume di ricerca per ciascuna keyword in diverse nazioni o aree geografiche.</p><p>Operare nel mercato internazionale richiede competenze di alto livello e ingenti risorse. Gli utenti che andremo a servire non solo ci chiederanno contenuti nella loro lingua (sito multi lingua) ma anche contenuti di qualità elevatissima. I nostri concorrenti potranno vantare algoritmi complessi e funzionali difficili da replicare. Se il nostro sito non sarà in grado di rispondere a queste esigenze gli utenti dovranno solamente scegliere quale dei nostri siti concorrenti visitare abbandonandoci completamente. Il rischio di fallimento è molto alto ma se le abbiamo a disposizione le giuste risorse (creative, finanziarie, strumentali) nulla ci vieterà di intraprendere questa sfida.</p><p><strong>Nazionale:</strong></p><p>Anche nei mercati nazionali ci dovremo confrontare con diversi concorrenti, e logicamente si dovrà cercare di offrire qualcosa in più. Inoltre bisognera  adattare i contenuti e più in generale il nostro sito alla cultura e alle abitudini della nazione obbiettivo. Se da un lato no si dovrà più fornire le informazioni in più lingue differenti si dovrà realizzare il nostro sito che risponde ad esigenze specifiche.</p><p>Solitamente il operare in un mercato nazionale richiede minori risorse di un sito internazionale ma questo non significa che la concorrenza sia minore. A volte la concorrenza è maggiore soprattutto se il nostro sito tratta un argomento di grande interesse nella nazione interessata (calcio in Italia, rugby in Australia, informatica negli USA).</p><p><strong>Locale:</strong></p><p>Negli ultimi anni hanno avuto un grande sviluppo ed hanno la caratteristica di trattare,  un’area ristretta. Un esempio puo’ essere (hotel-bergamo.it oppure milanosocial.net [siti inventati]). Nel primo caso i primi concorrenti da tenere in considerazione non sarebbero booking.com o expedia.com ma siti più specifici come un ipotetico hotellombardia.it</p><p>I siti concorrenti che si avvicinano di più al nostro sito condividono con noi lo stesso target e quindi la stessa utenza, ecco perché bisogna concentrarsi maggiormente su di essi e non su siti più grandi.</p><p>Vale lo stesso discorso fatto per i siti “Nazionali”, contenuti specifici e non generici. Per i siti locali sarebbe bene avere una buona conoscenza del territorio, delle persone, delle risorse ecc…</p><p>Per semplificare la comprensione possiamo immaginare 3 siti con lo stesso argomento, la stessa struttura ma con aree di mercato diverse:</p><p><strong>computer.com</strong></p><p>Un sito destinato al mercato internazionale che offrirà informazioni di carattere mondiale. Info sui nuovi programmi, sullo sviluppo informatico nei diversi stati più importanti (USA, India, Cina), guide e tools per applicazioni conosciute a livello internazionale.</p><p><strong>Computerfacile-italia.it</strong></p><p>Sito a livello nazionale con news ed approfondimenti legati all’informatica in Italia, leggi italiane riguardanti internet e l’informatica, applicazioni sviluppate da programmatori italiani, guide in lingua italiana su programmi ed argomenti molto seguiti in Italia.</p><p><strong>piemonte informatica.it</strong></p><p>Sito locale (regionale) dove si parla della situazione informatica in Piemonte, lo sviluppo della banda larga, convegni e corsi dedicati a chi abita in Piemonte, applicazioni sviluppate per il territorio ecc…</p><p>Questi sono 3 esempi… Come potete vedere le esigenze sono diverse ed anche le risorse da impiegare saranno diverse.</p><h2>Le risorse a nostra disposizione.</h2><p>Come in ogni azienda le risorse disposizione fanno sempre la differenza, sia le risorse intellettuali che materiali.</p><h3>Gli amministratori ed il personale:</h3><p>Chi si occuperà del sito? Persone esperte del settore? Semplici articolisti? E quanti?</p><p>Sono tutte domande a cui bisogna trovare una risposta il più completa possibile. Il numero delle persone che scrivono su un sito di news è molto importante, incide sulla frequenza di aggiornamento, il parametro più importante.</p><p>Al contrario per un blog di settore bastano pochi articolisti ma ben preparati e professionali.</p><p>Per lo sviluppo di un social network servono programmatori con ottime conoscenze e tanta creatività…</p><p>In ogni caso, non dobbiamo iniziare a sbattere la testa se il gruppo di lavoro è ristretto o troppo ampio. Bisogna invece cercare di ottimizzare le risorse quindi il tempo e le conoscenze. Sulla base di queste caratteristiche dovremmo strutturare il sito web, il sito dovrà assomigliare a noi e non viceversa.</p><p>In questa caratteristica rientrano anche le capacità commerciali, marketing e public relations, aspetto fondamentale per il futuro sviluppo della nostra attività.</p><h3>Beni strumentali, server, algoritmi, piattaforme…</h3><p>Se vogliamo sviluppare un sito innovativo avremo bisogno di algoritmi nuovi ed originali nonché di server prestanti o risorse finanziarie sufficienti per l’acquisto degli stessi.</p><p>In base alle risorse a nostra disposizione possiamo già prevedere quale sarà all’incirca la posizione che si potrà occupare nel caso più ottimistico.</p><p>Se ad esempio stiamo sviluppando un portale con una struttura innovativa e con un algoritmo originale allora il nostro sito avrà buone possibilità di sviluppo e potrà iniziare a dare i suoi frutti fin nel giro di poco tempo. Se invece il nostro sito sarà basato su un cms open source (wordpress, joomla ecc) sappiamo già in partenza che la nostra risorsa sarà comune a molti altri siti e le possibilità di successo saranno inferiori.</p><p>E’ importante sottolineare ancora una volta come la gestione delle risorse sia fondamentale anche sotto questo aspetto. Un algoritmo originale puo’ essere meno prestante di quanto non sia un cms ben ottimizzato e personalizzato con componenti aggiunti. Ancora una volta la differenza la facciamo noi.</p><p>Che piattaforma web andremo ad utilizzare? Possiamo permetterci un server dedicato oppure solo un hosting condiviso? Tutte domande a cui bisogna rispondere con franchezza.</p><h2>Obbiettivi.</h2><p>Non sempre guadagnare 1 milione di euro è meglio di guadagnare 1000 euro.</p><p>Dobbiamo fissare in partenza quali sono i nostri obbiettivi indifferentemente da quelli dei nostri concorrenti. L’errore comune sul web è quello di arrivare ad una meta e voler assolutamente raggiungere quella successiva. Sebbene lo spirito di iniziativa sia un ottimo elemento bisogna considerare se il nostro sistema è in grado di arrivarci.</p><p>Immaginiamo di essere uno scalatore che insegue un altro alpinista. Fissiamo l’obbiettivo di arrivare fino a quota 3000 metri ed una volta raggiunti vediamo che l’altro alpinista è a quota 4000 metri. Desiderosi di agguantare il nostro rivale iniziamo la scalata ma una volta arrivati a 3200 metri le forze vengono a mancare e precipitiamo dalla parete cadendo in un dirupo.</p><p>Questa metafora potrebbe sembrare senza senso ma nella storia di internet molti siti hanno fatto questa fine. Siti web che avevano raggiunto buoni obbiettivi hanno provato a salire ancora più in alto senza rivalutare senza una attenta riflessione sulle loro capacità ed il percorso da intraprendere.</p><p>Possiamo puntare alla leadership di un settore preciso oppure essere l’alternativa ad un grande sito web o più semplicemente essere un punto di incontro per pochi e semplici appassionati.</p><p>Questa prima parte finisce qui, a breve la seconda:<strong> l’analisi dei siti concorrenti.</strong></p><p>﻿</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1045</guid> <description><![CDATA[Il mercato del web ed il mercato offline possono essere considerati come 2 piazze diverse ma in verità hanno molto in comune fra loro. Le aziende che operano offline, spesso operano anche online e con esso condividono alcuni importanti operazioni della loro vita aziendale. Fra tutte le fasi, in questa serie di articoli esamineremo una [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Il mercato del web ed il mercato offline possono essere considerati come 2 piazze diverse ma in verità hanno molto in comune fra loro.</p><p>Le aziende che operano offline, spesso operano anche online e con esso condividono alcuni importanti operazioni della loro vita aziendale.</p><p>Fra tutte le fasi, in questa serie di articoli esamineremo una delle più importanti, quella decisiva per poter dar vita all’azienda stessa nel mercato di internet, lo<strong> studio della concorrenza</strong>.</p><p>Qualsiasi impresa prima di iniziare ad operare nel mercato effettua una serie di <strong>studi mirati</strong> a capire i vari aspetti del<strong>le aziende concorrenti</strong>, questo permette di poter successivamente operare con scelte adeguate. Lo studio della concorrenza viene effettuato da tutte le tipologie di aziende offline, dall’impresa individuale alle grandi SPA, ma online non è così.</p><p>E’ opinione diffusa che il mondo di internet sia estremamente diverso ed alcune azioni fondamentali offline siano assolutamente irrilevanti online. Questo aspetto è invece di <strong>fondamentale importanza per la vita stessa dell’impresa</strong> che inizia ad operare su internet, <strong>se sottovalutato puo’ portare al fallimento</strong> in brevissimo tempo.</p><p>Con questi articoli vogliamo realizzare <strong>una guida</strong> che vi permetta sommariamente di analizzare i vari aspetti da tenere in considerazione per <strong>un efficace studio della concorrenza</strong>. Gli articoli offriranno una analisi basata in modo specifico a chi vuole con un sito internet non legato ad attività offline (ecommerce, siti brand ecc) quindi per chi vuole realizzare blog, portali, social network ecc…</p><p>Va comunque considerato che sebbene con leggere differenze questa guida è valida anche per le restanti tipologie di siti web.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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