NOTA BENE: Il seguente articolo esprime opinioni personali dell’autore e non di tutto lo staff di SEO Point. Noi ne stiamo discutendo nei commenti; dì anche tu la tua e instauriamo una bella discussione!

E’ una vera e propria crisi.
Tutti parlano di link building, a tutti servono link ma ormai questa risorsa è estinta. Non esiste più.

Mentre i seo web markettari riempiono il web con guide che insegnano a fare marketing su facebook, si dimentica che un sito nuovo si nutre di link da altri siti web e non dai social network.

Posizionare un sito web con il semplice ausilio dei social network è impossibile. Ai motori di ricerca non frega nulla delle condivisioni di post e link su facebook, ai motori di ricerca interessa solamente i link da altri siti web.

Esempio

Immaginate di essere un link facebook che è stato condiviso 100 volte, ed immaginate che il vostro amico sia google.
Mentre stai parlando con il tuo amico, ecco che passa un link(da un sito web) e di colpo il tuo amico (google) interrompe la conversazione e si mette ad insegire il link.

Ecco questo è quello che succede ogni giorno. Un link, anche se proveniente da un sito non importante, ha più valore di un “mi piace” oppure di un “condividi”.

Qui casca il palco. La teoria del “per fare partire un sito web basta aprire una pagina su facebook”.
NON E’ COSi’!

Quale tecniche?

Le tecniche che spesso si suggerisce di usare sono in parte morte, ed in parte non praticabili.

Directory
Se decidiamo di percorrere la strada delle directory troviamo subito la strada sbarrata.
Le directory sono morte e le poche ancora in vita hanno perso tutto il loro valore.

Article marketing
Se decidiamo di affidarci a comunicati stampa dobbiamo sapere che google ormai li riconosce bene, e se il nostro comunicato stampa (o article marketing) viene duplicato su più siti, google includerà il comunicato stampa di un solo portale escludendo tutti gli altri. Ecco che se noi pubblichiamo 50 testi uguali avremmo fatto fatica per 50 ottenendo il risultato per 1.

Network minisiti
Oltre ad essere una tecnica logorante dal punto di vista lavorativo (richiede molto lavoro) è una tecnica che spesso risulta inefficacie in quanto se il nostro network non crea un vero valore allora i link che ci fornirà saranno assolutamente inutili se non dannosi.

Ci sono altre tecniche che comportano vari problemi, di natura economica, di natura tecnica ecc.

Morale della favola

Si stava meglio quando si stava peggio, un tempo ottenere link era molto più facile ed ora gli esperti stanno complicando ancora di più le storie. Non si occupano più di seo ma di web marketing, i loro fondamenti sono crollati sotto i continui bombardamenti(aggiornamenti) di google.

Non tutti i siti parlano di seo e webmarketing

Quello che gli esperti continuano a dimenticarsi è che non tutti i siti web si occupano di seo e webmarketing.
Se il tuo cliente non ha un sito è difficile che ti regali un link. Ecco che le tecniche tradizionali non vanno bene.

Non è detto che un contenuto buono riesca ad ottenere link.
Se chi legge l’articolo super mega fantastico, non ha un sito molto difficilmente otterrai link.
Se il tuo articolo è fantastico puo restare li fermo, senza link.

Ma si sa, chi è esperto di webmarketing spesso non ha mai gestito un sito non tratta l’argomento web marketing quindi non sa come agire.

Idee?

15 Responses

  1. Roberto Pala

    Ciao Ragazzi,
    a mio avviso il fatto che la link building diventi sempre più difficile è un bene..diventa tutto più divertente. La soluzione migliore a mio avviso è quella di allacciare rapporti con webmaster o seo della nostra nicchia e mantenerle nel tempo. In pratica Google ci costringe a fare amicizia con tanta bella gente 🙂
    Parlando seriamente, penso proprio che sia giusto essere "costretti" a creare buoni contenuti per posizionare un sito e non inondare semplicemente il web con tanta spazzatura. Il problema, come avete detto bene, è che spesso non basta solo il buon contenuto ma ci vuole tanto altro ancora…è questo il bello della SEO o no?! ;

    Rispondi
  2. pdellov

    Questa volta mi trovo parecchio in disaccordo con te Davide. Il nocciolo dell'articolo è decisamente una verità, che ho anche ribadito nei miei interventi agli eventi GT: il modello di link spontaneo è veramente molto difficile da seguire, o comunque lo è più di prima.
    Ci sono però molte imprecisioni:

    1 – I Social hanno valore, eccome! Non hanno certamente il valore di altri fattori ma possono dare un boost non indifferente, soprattutto in determinati casi(vedi le slide dell'intervento mio e di Stefano al Convegno GT).
    2 – Le Directory hanno perso tutto il loro valore? Falso. Ovvero.. hanno perso molto, molto valore, ma ancora per avviare un sito si rivelano decisamente ottimi strumenti, soprattutto per la long tail.
    3 – Article Marketing: dividiamo article marketing da comunicati stampa. Ora, prendendo la prima categoria, che è quella che teoricamente porta link: beh, per il posizionamento di specifiche pagine interne ha ancora decisamente senso.. Per non parlare poi del potenziale del Guest Blogging.
    4 – Network di Micrositi: applicabile principalmente a keyword di competitività altissima, ma funzionante.
    5 – Ci sono ancora centinaia di metodi, che non sto qui ad elencare, basati tutti sulla link bait (che, anche se meno di prima, funziona). La SEO è sempre più "marketing" e meno tecnica, ma direi che ci sta, no?

    Ultimo grande errore:
    "Ma si sa, chi è esperto di webmarketing spesso non ha mai gestito un sito non tratta l’argomento web marketing quindi non sa come agire."

    Questa è decisamente falsa.. Generalmente chi si occupa di WebMarketing ha molti siti alle spalle, molta esperienza nel settore e quando si trova qualcuno che opera nel settore e non ne ha.. Beh, è un venditore di fumo, non è un professionista del Web Marketing.. L'unica cosa che si può riscontrare veramente è quella di trovare qualcuno che non ha esperienza in determinati settori, ma ne ha in altri.. Il resto è fumo..
    IMHO
    Paolo

    Rispondi
    • Davide Rigon

      Il mio articolo non è un attacco ai metodi.

      Poi sottolineo che non sono a conoscenza del tuo intervento al convegno gt, quindi non posso sapere cosa hai detto o non detto.
      Io stesso conosco un sito web che con i minisiti si è creato un impero…

      La mia critica è a tutti quelli che la fanno facile, e sono molti…
      Inoltre vorrei sottolineare che la mia è una pura e semplice analisi SEO.

      Analizzando per punti:

      – I social portano visite il che significa che si possono ottenere link. Ma questa è una conseguenza.
      Non è una certezza che uno share su facebook riesca a portare link freschi in entrata.

      – non ho cambiato idea sulle directory, ti ricordi questo? (http://www.seopoint.org/directory-seo.html)
      Il problema è che ne sono rimaste molto poche e spesso sono insufficienti per un sito web neo-nato.

      – Sul guest blogging concordo con te, ma in altri settori è difficile da mettere in atto. Richiede collaborazioni che vanno al di la della semplice email di proposta ergo necessitano di importanti risorse.
      Molti siti di article marketing stanno facendo la fine delle directory, sono rimasti in pochi quelli con un vero valore.

      – Network di minisiti, molto oneroso in termini di tempo, praticabile sono per grandi progetti

      – Ci sono agenzie di marketing che non hanno mai gestito un sito web, ma li hanno solo realizzati ed "ottimizzati".

      <hr>
      Aggiungo che la mia analisi è fatta seguendo un determinato profilo:

      Utente non esperto (in webmarketing), che realizza un sito web, e lo gestisce alla sera terminato il lavoro.
      Ovvero la maggior parte dei proprietari di siti web.

      Purtroppo questi problemi li noto anche io, nella realizzazione di siti NUOVI conto terzi.

      Logicamente IMHO

      PS: la scritta finale "idee?" l'ho messa proprio per alimentare il dibattito e cercare di tirar fuori nuove idee che stimolino lo studio della SEO, a mio dire un po' trascurato per dare retta ai social.

      Rispondi
      • pdellov

        Un appunto veloce, visto che ho passato gli ultimi 10 minuti a scrivere la risposta qui sotto: la mia considerazione sui social non era legata solo ai links che si possono ottenere, ma proprio al valore che hanno i like e i tweet verso un singolo contenuto.
        http://www.seopoint.org/i-nostri-interventie-impr

  3. contatti msn blog

    Eh si…anche secondo me ci sarebbero tante precisazioni da fare..:

    -i social oltre ad aiutare il posizionamento possono anche portare del traffico! Una pagina facebook parte già con un buon trust e se ben fatta penso che possa guadagnarne facilmente altro! E qui entrano in gioco i markettari….
    -le directory a mio parere hanno ancora valore. Nella mia directory microfromattata girano molti spider al giorno..!
    -riguardo all'article marketing è ovvio che non si può inviare sempre lo stesso articolo…! Si possono usare gli spin text…ma io sono dell'idea di scriverne meno ma da qualità superiore.
    -i network di minisiti secondo me è la strategia che funziona meglio di tutte…

    Io invece penso che al giorno d'oggi sia possibile lasciar fare la link building ai propri utenti….certo bisogna essere dei markettari con le palle..:!

    Forse bisognerebbe cercare i link in maniera un pò più indiretta….

    Ciao

    Rispondi
  4. W lo SPAM

    Il nocciolo della questione qual'è? È più facile ottenere un "mi piace", che necessita un solo click, che ottenere un link, che di click ne necessita di più e altri tanti fattori.

    I link non si trovano più? Non mi risulta. Qualcuno ha provato a cercare "prestiti online" e "prestiti personali" su Google? Notate qualcosa? Beh non parlo di due query proprio semplici e poco competitive, eppure chi è riuscito nella scalata dimostra che i link si trovano, e come. Ora tutti a dire "ma quello è spam", quello è puro "black hat".. Giusto, ma voi che invece ve li create artificialmente con directories, article marketing e marchette pensate di rispettare l'equazione "1 link = 1voto favorevole"?

    L'algoritmo di Google, così come è stato pensato, è fallito da tempo. Chi studia e lavora nel mercato USA, sa di cosa parlo. In Italia invece ancora funziona un po', solo perché di black hat in gamba ce ne son pochi (e nessuno frequenta i corsi da relatore, figuratevi se uno che conosce il modo di entrare in top5 per prestiti online lo dice a voi!). Di conseguenza, o Google diventerà social, e gli utenti potranno dire la loro, o qualcuno che entrerà prima in quest'ottica gli toglierà questo dannoso monopolio. E mi auguro che il buon Facebook faccia il suo.

    Logicamente, IMHO 🙂

    Rispondi
  5. @daviderigon

    @W lo Spam
    Hai centrato il nocciolo della questione. Quello che intendo dire è che i link puliti sono difficili da ottenere, quelli meno puliti sono ancora abbordabili.

    In italia la black hat seo si fa, eccome si fa!
    Solo che nessuno lo dice, se gli chiedi… Come sei arrivato li?
    Ti risponde: Tanto duro lavoro, contenuti di qualità, accordi con siti di rilievo ed un po' di fortuna.

    Come dici tu in Italia tutti si tengono le cose per se. Chi fa black hat non lo dice perchè ha paura che lo segnalino oppure ha paura di essere etichettato come spammone. Se sta zitto ed ottiene buoni risultati allora è un esperto che usa tecniche magiche.

    Ci sono casi a se stanti ma ho visto che molti siti di rilievo "non in ambito webmarketing" sono davanti proprio grazie al black hat.

    Vi riporto un esempio:
    Nella primavera scorsa ho iniziato a lavorare per un sito che parla di equitazione.
    Il settore non è molto combattuto e pensavo di non avere problemi a superare i concorrenti.
    Ad oggi li ho superati tutti salvo un sito web, di piccole dimensioni e brutto, che tuttavia usa tecniche di google bombing e testo nascosto.

    Sebbene abbia cercato in diversi modi di passare davanti, con tecniche pulite, resta ancora li, senza penalizzazioni e senza problemi…

    Rispondi
  6. W lo SPAM

    @daviderigon
    Concordo sul fatto che in diversi lo usino (di cui molte agenzie, come trovare links tematici e spontanei per un sito di equitazione?), ed è naturale, perché i links sono il fattore DOMINANTE, e mi viene da ridere guardando i vari convegni dei così detti ESPERTI che si dimenano a parlare di tantissimi fattori, del CONTENT IS THE KING. Ma quando mai? La regola dell'ottimizzazione On Page? Non fare errori grossolani ed inserire le keyword nel title (e quest'ultima è una cosa importante, ma potrei citarvi decine di siti che non hanno la key di punta né nel title né nel corpo della pagina e sono comunque in posizioni di rilievo grazie al tanto odiato SPAM).

    Ho apprezzato il tuo tono critico (anche se io lo sarei stato anche di più), perché diciamo che le commedie dei convegni SEO, dove se la cantano e se la suonano prima faceva ridere, ma adesso, come i film di Neri Parenti, iniziano un po' a stufare perché c'è gente che paga per vederli e che ottiene fumo o pochissimi spunti. E non perché tutti gli "esperti" siano tutto fumo, ma perché si tengono (naturalmente) per sé le tecniche usate davvero; a quel punto i convegni a che servono? (a parte far fare soldi all'organizzatore e raccogliere clienti ai relatori?)

    Rispondi
  7. Marco Bortolotti

    Salve, sono l'ultimo arrivato e spero di dire cose non banali. 🙂

    Mi sembra che l'errore di fondo del post sia un assunto iniziale un po' troppo drastico, e cioè che qualcuno pensi davvero che "per fare partire un sito web basta aprire una pagina su facebook".

    Davvero qualcuno lo pensa?
    Certo: se chiedete a quelli che hanno letto un articolo su "internet per casalinghe" e pensano di sapere tutto, avete ragione. Ma non credo sia quello il nostro target.

    Credo invece che sia giusto quello che ha scritto Pdellov: la reputation su Facebook e altri Social Network conta e conterà sempre di più.

    Io non so se sia possibile mettere un link in questo blog senza essere considerati spammer (nel caso, cancellate pure il link – garantisco la mia buona fede), ma ho trovato e pubblicato qui: http://www.consulenzewebmarketing.it/google-ranki… un video del buon Matt Cutts che conferma questa tendenza.

    E poi, @WLoSpam, insomma, andiamoci piano: Content is King funziona davvero. Se poi mi dite che funzionano ancora le keyword nascoste, posso anche crederci, ma non credo sia una buona strategia a lunga durata.

    Rispondi
  8. W lo SPAM

    @Marco Bertolotti: non parlo di keyword nascoste (infatti ho scritto: l'unico fattore che conta on page è quello di non commettere errori banali, ed inserire kw nascoste lo sarebbe) e l'unica cosa che è KING sono i backlinks, la SERP che ho mostrato lo dimostra, ma potrei farvi altri 1000 esempi.

    Puoi creare un sito ricco di contenuti interessanti, riceverai qualche voto positivo (= link)? Certo. Gli spammer però possono ottenerne di più, quindi ti supereranno. Questo è un dato di fatto.

    Rispondi
    • pdellov

      Quello che dici non è sbagliato fondamentalmente, ed è una cosa su cui si concorda in molti. Avrei però alcuni punti da criticare:
      1) I backlinks sono fondamentali. VERO. In settori competitivi senza backlinks non si va avanti. VERO (e tra l'altro, anche andando incontro a molte critiche, all'ultimo convegno GT ho parlato proprio per questo di tecniche borderline). On page e contenuti non valgono nulla? FALSO. Ovvero: grazie ai contenuti di qualità, grazie all'ottimizzazione onpage, si possono raggiungere ottimi risultati senza avere numeri di backlinks pari a quelli che hanno altri con contenuti di qualità scadente o non ottimizzati onpage. Te lo dico per esperienza, esperienza in settori molto competitivi, del calibro di quello che citavi prima.

      2) Fai un errore di fondo nell'analizzare la situazione. La SEO non si occupa *solo* di portare su siti per una determinata chiave. SEO significa anche analizzare il settore, lavorare sulla long tail, fare marketing, migliorare le conversioni. E su conversioni e long tail ci si lavora con i contenuti, non con i backlinks di dubbia qualità.

      3) Argomento convegni. Sono stato relatore a vari eventi GT e sinceramente mi sono parsi tutti eventi nel quale imparare molto. Da parte mia cerco sempre di dare ciò che posso (anche esponendomi un po' tirando fuori argomenti un po' borderline volendo) e vedo che molti altri relatori fanno lo stesso, senza voler nascondere nulla, soprattutto se si tratta di un evento a pagamento. Purtroppo non ho partecipato ad eventi non GT quindi per il resto non saprei dirti; se ti riferisci ad altro penso che tu possa benissimo avere ragione 🙂

      4) Lo spam è un argomento controverso.. Anzi.. La Black Hat è un argomento controverso perché di solito in settori competitivi non si parla di semplice spam (in alcuni stati anche perseguibile penalmente se non sbaglio).. Si parla di automatizzazioni estreme per la creazione di contenuti, si parla di network fittizi, si parla di veramente tante cose.. E' proprio una branca della SEO a se stante. Però devo dirti una cosa: per la maggior parte dei siti ha veramente poco senso.. Può anche portarti su per chiavi interessanti ma ha molti svantaggi: espone a spam report (che, per esperienza personale, di applicazione sui concorrenti, funzionano, eccome se funzionano; soprattutto quando ci si trova davanti ad un sito che buca i temi mettendo links e fa spam massiccio), rovina totalmente il brand, produce contenuti di bassa qualità che poi non permettono di convertire, ecc. ecc.
      In alcuni settori, molto competitivi e particolari(vedi viagra, porno, gambling) si usa, e con successo, semplicemente perché ottenere links in altri modi diventa molto difficile(anche se possibile, conosco bravi SEO che tirano su siti in settori del genere a suon di white hat e collaborazioni) e perché i lettori sono abituati a cose del genere. Insomma, si minimizza il problema spam report, il brand è quello che è ed i contenuti pure..

      In settori diversi non è così. In settori diversi SEO si fa in altri modi, si fa sviluppando il brand, ottimizzando i contenuti, l'usabilità del sito, ottenendo collaborazioni con pezzi grossi di settori paralleli, ecc.

      Stavo pensando comunque di scrivere un bell'articolo sull'etica SEO, visto che sembra un argomento molto sentito, che ne dite? W lo SPAM(ma lo stesso vale per seocosenza, contattimsn, marco, ovviamente per davide e per chiunque ne abbia voglia), contattami al mio indirizzo email che trovi nella mia pagina, sotto staff; magari lo scriviamo insieme e ne approfitti per un link da SEO Point, male non fa 🙂

      Paolo

      @seocosenza: Bucare i temi wordpress, inviare commenti fake non è nemmeno black hat. Non è SEO. È spam puro. E valgono gli stessi discorsi di qui sopra 🙂

      Rispondi
      • Hotel Amicizia RN

        1) NI, ovvero si e no. Nel settore hotel ci sono un pò di portali che hanno tantissimi backlink, ebbene questi portali hanno delle pagine che sono posizionate benissimo anche se aprendo tali pagine compare solo un elenco di hotel pubblicizzati e un testo di mezza riga. Io per posizionare una pagina devo impazzire a scrivere testo mentre chi ha dei bei link può scrivere ciò che vuole.
        2) Sono d'accordo con te sul discorso del rapporto che c'è tra conversione e qualità del testo. Rimango della mia idea sul resto. Se trovo una long tail che mi da buoni risultati e magari ciò lavorato su parecchio per raggiungere tali risultati, arriva il mega portale, scrive 2 righe e magia, magia, dopo 2 minuti è già posizionato !
        3) non posso dire niente in merito
        4) perfettamente d'accordo con te

  9. @seocosenza

    sai come si fa?
    usando programmi spam che invio link nei wordpress, bucandoli e inserendo i link nascosti o inviando commenti fake nella tua stessa lingua. Tecnica usata anche dai SEO più in vista. "Il fine giustifica i mezzi"? A questa domanda Google non dà ancora risposta!

    Rispondi
  10. Gregorio

    Interessante argomento. Ma non sono riuscito a comprendere cosa è black hat. Intuisco qualcosa tipo "nero" e nascosto, ma un esempio concreto?
    Porgo una domanda visto che mi trovo a scrivere e spero che sia ot: può un sito posrtalino di hotel, con tanti link agli hotels, ma assolutamente privo di backlinks, se non quelli interni, avere un PagRank 2?

    Rispondi

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