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Come si Distribuisce il CTR nelle SERP Organiche

Curva CTR

Un dato importantissimo che dovrebbe essere a disposizione di ogni SEO è quello relativo al CTR indicativo di una determinata posizione nelle SERP; studi di questo tipo si sono succeduti nel tempo, soprattutto oltreoceano, mostrando dati sempre abbastanza coerenti fra loro.

Finalmente a confermare il tutto arriva una semplice ma efficace indagine tutta italiana, per mano di Costanza Ghelfi di NeoSEO; lo studio, condotto su 1.2Mln di impressions e 42K di clicks, ha riguardato settori e tematiche diverse. Escluse dall’analisi sono state le ricerche branded, che avrebbero ovviamente pregiudicato la bontà del risultato. Oggetto dell’analisi: i soli risultati organici.

I dati ottenuti si allineano sostanzialmente a quelli già ottenuti dalle famose analisi di Enquiro e Chitika, che sono stati per anni punti di riferimento per questo argomento.

Curva CTR

Sostanzialmente la ripartizione delle visite fra la sesta e l’undicesima posizione è pressoché uniforme. Grandi vantaggi si hanno ovviamente fra il primo e il terzo risultato, con un picco sul primo, che porta quasi il doppio dei click rispetto al risultato successivo.

Un’osservazione importante: la totale eterogeneità delle SERP, la diversità fra una ricerca e l’altra (con l’inserimento di risultati video, rich snippets, riferimenti all’autore, schede, etc.) e addirittura fra due ricerche uguali performate in luoghi diversi, fa sì ormai che dati del genere vado presi con le pinze, adattati al caso e usati più che altro come indicazione di massima per la previsione del traffico. L’analisi finale dei risultati sarà l’unico vero modo per avere dati certi!

Per approfondimenti sullo studio e le tabelle complete: Studio di NeoSEO.

Paolo Dello Vicario
Paolo Dello Vicario
Ideatore e Web Master di SeoPoint.org, si occupa di SEO dal 2007. E’ stato relatore a diversi eventi organizzati da GT Idea Srl. E’ moderatore nel Forum GT, la community di riferimento per i SEO in Italia. Studia Ingegneria Industriale presso l'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. Sognatore, appassionato di corsa e outdoor e scout da sempre.

3 Comments

  1. Lorenzo scrive:

    Può essere sempre un'indicazione utile, è meglio inserire meta tag che portino ad essere ai primi posti per determinate ricerche, piuttosto che tag più generiche e comuni che anche se fanno trovare un articolo in più ricerche tuttavia sono lo abbassano in classifica

  2. Michele scrive:

    Concordo… sarebbe interessante vedere quelli nella seconda pagina. Il risultato sarebbe davvero triste. Per avere un minimo di visibilità devi rientrare nei primi 10 altrimenti è come non esserci quindi inutile incaponirsi su keyword con troppa concorrenza meglio ripiegare su frasi cercate meno ma che ti fanno ai primi posti e ti portano traffico molto piu targetizzato

  3. Alessandro scrive:

    Mi sembrano sottostimate le prime tre posizioni e sovrastimate le ultime quattro. D’altronde, chi può dire di conoscere i corretti dati medi della distribuzione? Ottimo post, ad ogni modo!

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