Stuart Delta ci ha parlato dell’ottimizzazione di siti molto competitivi.

Un ottimo metodo per ottimizzare un sito è quello di creare una serie di siti satellite, paralleli al principale.

Un network di siti che spingono un sito principale devono condividerne il tema. Ovviamente lo scopo è migliorare Link Popularity e posizionamento del sito. Ovviamente dovranno avvere contenuti unici.

Questa tecnica è molto utilizzata in ambiti molto competitivi (quali Turismo, Gambing, Adult, Forex). Avere un contenuto di qualità spinge webmaster a linkarti spontaneamente ma purtroppo non è sempre vero.. quindi il network va a sopperire questa differenza tra teoria e pratica.

In mercati molto competitivi spesso i SEO tendono a creare una link building più volta alla quantità che alla qualità. Per posizinarsi nei risultati organici non sono necessari milioni di link, bastano pochi link ma buoni. Un link buono può valere anche 100 link scarsi e senza dubbio non comporta le possibili penalizzazioni che comportano i “sitacci”.

Un vantaggio del network è senza dubbio legata allo scambio link, infatti scambiare link col sito da ottimizzare non sempre è conveniente e quindi i satelliti sfruttano un sistema di link triangolati.

Contenuti utili che possono sviluppare un topic o un subtopic del sito principale.

Google non ama troppo i Network in quanto i link devono essere una cosa spontanea ma nel network essi sono espressi da noi stessi. Quali sono quindi gli accorgimenti da utilizzare?

Google sta cercando sempre di più di trovare se dietro a un sito c’è un network. I segnali più comuni utilizzai sono:

1. Indicatori di Titolaritò (WHOIS, AdSense, Webmaster Tools, Analytics, IP)

2. Una eccessiva vicinanza sul grafo del web, e questa situazione non è legata solo ai Network.

3. Testi ripetuti in diverse aree delle pagine (ad esempio alcuni webmaster usano footer comuni, oppure mettono la P.IVA, Google riconosce e penalizza).

I satelliti dovrebbero linkarsi l’un l’altro il meno possibile e non dovrebbero avere link dal principale.

In generale quanto più sono indipendenti i siti del Network, tanto più sarà difficile che Google capisca dell’esistenza del Network. Il linkaggio deve essere, come già detto da molti relatori, deve essere graduale.

Quali sono le caratteristiche che un sito satellite deve avere?

1. Esso deve essere un sito vero e proprio, navigabile; deve, quindi,  avere almeno 20 pagine di contenuto originale.

2. IP unico o per lo meno non in comune con altri siti del Network.

3. Devono sviluppare (come già detto) tupic o subtopic del sito principale. Ma comunque non deve essere concorrente del principale

4. Devono avere Backlink propri. Se riusciamo a dare dei Link unici al nostro sito satellite aumentiamo la stessa distanza l’uno dall’altro e siamo più difficilmente individuabile.

Cosa non fare?

1. Presentare indicazioni di titolarità.

2. Linkare tutti gli altri siti del sistema.

3. Link Sitewide verso il sito principale, anzi sarebbe meglio evitare i Sitewide in assoluto..

4. Linkare il sito principale da tutti i satelliti in una sola volta (come già detto prima la crescita deve essere graduale).

Altri errori minori:

1. Inserire il sito principale in aree “riconoscibili” quali footer, side e testo decontestualizzato.

2. Inserire link su sito principale verso uno o più satelliti.

3. Abbandonare i satelliti

Quanti siti dovremo creare? Stuart ha fatto l’esempio di un sito di prestiti ben posizionato con 10 siti satellite sulle spalle.

Ha poi illustrato molto brevemente un brevetto di Google.

Ha iniziato poi una seconda parte: i problemi legati ai link.

a. La diatriba tra follow e no-follow. Perché avvolte Google decide di ignorare link follow e segue link nofollow? Stuart ha dato tre risposte:

1. La nuova direzione presa da Google che passando dal RANDOM surfer model sta arrivando al REASONABLE surfer model.

2. La capacità di Google di suddividere i documenti in aree e separare le parti boilerplate (le parti che si ripetono). Se alcuni link non sono troppo pertinenti con il contenuto Google può decidere di non seguirli.

3. Le informazioni che Google ottiene non sono solo sul link ma anche sul tipo di informazione che Google reperisce dagli user behaviour  relativi al documento linkante. Se Google vede che un link è pertinente al contesto e pensa possa essere utile all’utente  può decidere di seguirlo lo stesso, Stuart non sa se trasferisce anche il PR ma di sicuro Google lo segue.

Ha anche mostrato il brevetto brevemente che fornisce tutte le informazione che Google associa a un link quando lo vede in una pagina. Il brevetto è il numero 7’716’225.

Soluzioni al problema?

Tenere lontano link da boilerplate.

Se il link è in una pagina interna in fondo alla gerarchia dalle page non bisogna mettere troppi link in uscita.

Inserire sempre link coerenti sia col documento linkante che con quello linkato.

b. Lingua. Spesso c’è la concezione non corretta di alcuni SEO che ogni link fa bene e se non lo fa comunque non danneggia.

La lingua è una delle informazioni che Google associa al link.

Se sono pochi link in lingua straniera non ci sono problemi ma se sono troppi allora ci sono conseguenze. Stuart ne ha illustrati due:

Spesso non si posiziona su Google.it (1) ma su Google di altri stati (2). Il che non implica quindi una penalizzazione ma facendo troppi link “esteri” Google può pensare che essi siano rilevanti per stranieri. Cosa fare nel caso di siti multi-lingua? Bisogna cercare di tenere separati i documenti di una lingua dall’altra. Perché è sbagliato tenere la possibilità di cambiare lingua in ogni pagina del sito, quindi se abbiamo un molti accessi da Google.fr su una pagina spagnola diventa complicato tornare alla sua lingua. La soluzione è ottenere altri link

c. Troppi link con lo stesso Anchort Text. Problemi a cui si può incorrere?

1. Il documento di posiziona solo su una chiave (l’ancora).

2. Il documento si utilizza con un gran numero di chiavi ma non con l’Achor Text. Google sente “puzza” di SEO e lo penalizza per quella chiave.

La soluzione è banale. Cambiare gli Anchor Text tenendo presente che Google non indicizza solo per l’ancora usata ma da tutto il testo contenuto nel link.

3 Responses

  1. Alessandro

    Complimenti, tutto chiaro !!

    Ma se vogliamo spingere un sito che tratta diversi settori merceologici come si procede ? "N" minisiti per ogni settore ??

    Ciao

    Rispondi

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