Gelmini YoutubeIl Ministro della pubblica istruzione Mariastella Gelmini ha aperto due giorni fa un canale tematico su YouTube per poter accogliere proposte, critiche e consigli degli studenti nel web.

Ovviamente in questi primi due giorni di apertura nel canale, aperto a commenti, sono stati inseriti commenti critici e non sono mancate le polemiche per la censura di commenti farciti di insulti postati nel canale del famoso portale di condivisione video.

Ora qui non voglio occuparmi di politica, non è il posto giusto per farlo e ci sono molti altri blogs che presentano la notizia vista da diversi punti di vista e nei quali è possibile commentarla come meglio si crede, quindi passiamo direttamente al punto centrale della discussione: è possibile che, anche grazie al fenomeno Obama, la classe politica abbia finalmente iniziato ad apprezzare le qualità ed a riconoscere le potenzialità del web?

All’interno dei vari forums d’Informatica, Marketing e Seo si discute spesso di questo argomento: in Italia non viene data abbastanza importanza al web e spesso e volentieri i politici conoscono molto male o marginalmente internet.

La creazione di questo canale di YouTube da parte di Mariastella Gelmini potrebbe essere un’interessante fonte di discussione in campi come il nostro: finalmente anche al governo ci si sta interessando al web tanto da fare una specie di social marketing?

Sta di fatto che la notizia ha fatto il giro di tutta Italia in meno di una giornata ed in poco più di due giorni il canale è già stato visitato da 95.026 persone ed il singolo video conta già quasi 1900 commenti: numeri soddisfacenti!

Ora non resta che rimanere a vedere come andrà a finire la cosa, se verrà gestita bene e quali riscontri pratici avrà in possibile riforme della scuola: semplice campagna mediatica o saggio uso del web?

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About The Author

Ideatore e Web Master di SeoPoint.org, si occupa di SEO dal 2007. E’ stato relatore a diversi eventi organizzati da GT Idea Srl. E’ moderatore nel Forum GT, la community di riferimento per i SEO in Italia. Studia Ingegneria Industriale presso l'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. Sognatore, appassionato di corsa e outdoor e scout da sempre.

4 Responses

  1. Francesca Malvaso, C

    Buongiorno Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione,

    siamo quattro studentesse del Primo Liceo Artistico Statale di Torino e le scriviamo per invitarLa a partecipare al lavoro di cui siamo molto orgogliose.

    EMOZIONI DI LAVORO

    Ri-creare un capolavoro di Donatello è stato come fare un tuffo nell'ignoto: l'emozione del confronto con un gigante del passato, la ricerca della giusta tridimensionalità e delle corrette proporzioni… ad un certo punto l'aula di modellato non bastava più, il mio lavoro richiedeva uno spazio più grande, una luce diversa, un tempo infinito…

    Francesca Malvaso

    Guardavo l'immagine della “Vergine del cuscino” e pensavo -Non riuscirò mai a portare a termine un lavoro così complesso, non è solo una questione di misure e di piani, il difficile è rendere l'espressione di questa figura, il suo sguardo verso il bambino… – Invece l'ho finito, ed è stato scelto per un progetto molto particolare!

    Chiara Golino

    Poter ammirare ed analizzare l'originale dal veroè stato fantastico! Al Museo del Bargello abbiamo organizzato una specie di caccia all'opera, poi ognuno di noi ha trascorso del tempo davanti alla “propria”. Sono i particolari che mi hanno colpita di più, quella mano così perfetta che ho dovuto fare e rifare non so quante volte…

    Alice Brovarone

    All'inizio c'è solo il piano, poi a poco a poco la figura prende vita… un abbozzo, un particolare… è difficile come sarà tutto insieme… Ogni volta che riapro un lavoro lo vedo con occhi nuovi… E' questo il momento migliore per fare un confronto con l'originale, per scoprire nuove tracce da ricreare…

    Selenia Coppola

    Le inviamo anche il COMUNICATO STAMPA:

    COMUNICATO STAMPA

    IL FATTO: il Primo Liceo Artistico Statale di Torino donerà cinque opere, realizzate dai suoi allievi, al Comune di Tornimparte, paese duramente provato dal terremoto. Le opere, quattro Madonne con bambino e un Crocifisso, collocate in edicole predisposte per la sistemazione definitiva, sono state realizzate nelle aule di Figura e Ornato Modellato del prof. Luigi Farina, durante gli anni scolastici 2007, 2008 e 2009. Consistono in “d'après “ dei Della Robbia, di Donatello e di Agostino di Duccio, che rappresentano rivisitazioni capaci di coniugare disciplina e creatività, conoscenza e ricerca di sé.

    L'EVENTO: l'idea di donare questi lavori è nata in seguito al terremoto che ha colpito l'Aquila, per dimostrare che può esistere una solidarietà sotto il segno dell'Arte. Così un gruppo di persone, composto da allievi, docenti, amici e sponsor ha messo in campo le sue forze migliori, che sono state in grado di realizzare ciò che all'inizio sembrava solo un sogno.

    IL PROGETTO: il progetto “ L'arte si fa scuola “, documentato da un catalogo, un video e una mostra fotografica, sarà esposto nella sede del Primo Liceo Artistico Statale di Torino, in via Carcano 31, dal 27 settembre al 6 ottobre. L'inaugurazione avverrà alle ore 18 del 27 settebre. Quindi, alla chiusura della mostra, il 6 ottobre, le opere saranno benedette da padre Antonio Menegon e trasportate a Tornimparte, dove saranno collocate in cinque chiese del comprensorio, nel corso di altrettante manifestazioni locali, che si terranno nei giorni 15, 16 e 17 ottobre.

    Torino,14 sett. 2010 Il dirigente scolastico

    Prof.ssa Chiara Alpestre

    D'après Della Robbia

    l'arte si fa scuola

    Quando il presente non basta più e la realtà sembra che si sia messa a delirare, bisogna muoversi verso una direzione che porti altrove. Ma non occorre affrontare le strade più tortuose e accidentate, che percorrono i paesaggi più orrendi dove nessuno abbia mai osato avventurarsi, anzi basta scendere un paio di rampe “dentro la terra”. Se ci si avvia verso il seminterrato del Primo Liceo Artistico di Torino, infatti, si può capitare nell'aula di Modellato del professor Luigi Farina dove quattro Madonne con Bambino e un Crocifisso raccontano la loro “storia”: cinque opere, ognuna delle quali, col suo “attimo” stampato in un tempo speciale, interroga il cuore,che le risponde di non aver mai osato tanto. Sculture fatte da ragazzi, come nelle botteghe dei Della Robbia, secoli fa.

    La sensazione che si prova, incontrandole, trasforma subito lo stupore in una sorta di gratitudine, in un sentimento di riconoscenza che mette la vita fra parentesi, per godersi una gioia sottile.

    Le sculture si ergono eccitanti e imperiose o poggiano sul pavimento dell'aula in attesa, come se, partendo dai Della Robbia, avessero raggiunto chi le ha sentite permeabili alla propria vita, ricreandole per sé, per quell'attimo che non passerà mai.

    Studenti e un insegnante come capitani coraggiosi.

    Inventare o reinventare i Della Robbia sarebbe stato blasfemo, mentre “cercasi” nei Della Robbia, immaginando connessioni, analogie, stimoli, fino a raggiungere quella che si intuisce come la soluzione più personale, trasforma l'emulazione in innovazione. Così si accumula conoscenza, si compiono le scelte più adatte, si elaborano le strategie migliori fra la varietà infinita delle opzioni possibili. E' il lavoro del d'après, che non è una copia, ma una specie di invenzione di secondo livello, che, invece di rifare, porta a compimento, senza la presunzione di gareggiare con l'opera da cui si parte, perchè il compimento è nella volontà di chi studia il modello e, a suo modo, lo perfeziona e lo migliora. Ed è così che, attraverso i Della Robbia, ogni studente ha trovato la propria voce, il tono giusto per impostarla e realizzarla, nel seminterrato del Primo Liceo Artistico. Con la terra che diventa carne da cuocere e, col fuoco, si fende, si rompe, si sgretola o nasce per sempre. Il resto verrà dopo: l'affidamento di ogni edicola a un luogo sacro trasferirà le opere verso l'ennesimo, misterioso percorso dell'anima.

    Dopo essersi fatta scuola, l'Arte conquisterà altri orizzonti, ripartendo dai “lavori” dei ragazzi del Primo Liceo Artistico come da un d'après ricco della loro creatività, che non sarà mai l'ultimo.

    Lettera aperta a Mario Calabresi

    No, non è così difficile “immaginare di non arrendersi… ai bruciatori di Corani… agli idioti”, senza essere idioti o snob, perchè, se “fare giornalismo di qualità… significa dare voce a chi ha titolo per parlare” questa responsabilità me la prendo.

    Nel buio d'una scuola bistrattata e sottovalutata brucia lo sdegno di chi rumore o spettacolo non sa neanche cosa sia, di chi “l'erba buona” per “scacciare la cattiva” ce l'ha, la coltiva, la usa, la produce.

    Se un “idiota” in Florida minaccia di bruciare il mondo, in una periferica scuola di Torino, che si chiama Primo Liceo Artistico, si usa ancora l'arte per salvarlo.

    Lei, Calabresi, è un giornalista che urla la sua nausea per il sensazionalismo, allora venga a trovarci. Sono convinto che le farà bene venire a sapere e rendersi conto di persona che “miracoli” e “sogni” di terracotta tengono ancora in piedi questo mondo di volatili caos. Che cinque chiese abruzzesi stanno per accogliere altrettante opere d'arte sacra, concepite e realizzate da Primo Liceo Artistico di Torino, con mezzi risibili e in mezzo a mille ostacoli d'ignoranza, altro che bruciare Corani! Non le sembra una notizia “di qualità”? Dietro c'è un mondo di adulti e ragazzi, che si chiamano professori e allievi, che hanno lavorato anni per portare in Abruzzo il meglio del loro modo di “fare scuola”, mica per pietà o smania di visibilità, ma per orgoglio. Sì, per l'orgoglio che il nostro avvilito Paese è ancora in grado di esprimere, quello che ci fa

    essere italiani di oggi, impoveriti e impauriti, ma capaci di prendere terra e farne immagini sacre, da regalare a chi non se le aspetta. Perchè l'Arte è così, si crea e spunta dove le pare. Noi l'abbiamo fatta e la portiamo in Abruzzo, in chiesette e cappelle che diventeranno ombelichi del mondo sconosciuti. Che importa? L?orgoglio della nostra scuola falcidiata dai tagli è ancora in piedi. Basta per “fare giornalismo di qualità”?

    Venga a trovarci e, le assicuro, le si allargherà il cuore.

    Cesare Vocaturo

    Nel salutarLa, Le sollecitiamo il più caloroso degli inviti, chiedendole comunque un segno della Sua partecipazione a questo nostro modo di “fare scuola”. Francesca Malvaso, Chiara Golino, Alice Brovarone, Selenia Coppola.

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