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> <channel><title>Commenti a: Il canale Gelmini su Youtube: seri avvicinamenti al web?</title> <atom:link href="http://www.seopoint.org/gelmini-apre-canale-youtube.html/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.seopoint.org/gelmini-apre-canale-youtube.html</link> <description>Risorse, News, Guide ed Articoli sulla promozione dei siti Web.</description> <lastBuildDate>Fri, 27 Jan 2012 16:33:41 +0000</lastBuildDate> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator> <item><title>Di: Francesca Malvaso, C</title><link>http://www.seopoint.org/gelmini-apre-canale-youtube.html/comment-page-1#comment-2303</link> <dc:creator>Francesca Malvaso, C</dc:creator> <pubDate>Thu, 23 Sep 2010 15:20:03 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=194#comment-2303</guid> <description>Buongiorno Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione,
siamo quattro studentesse del Primo Liceo Artistico Statale di Torino e le scriviamo per invitarLa a partecipare al lavoro di cui siamo molto orgogliose.
EMOZIONI DI LAVORO
Ri-creare un capolavoro di Donatello &#232; stato come fare un tuffo nell&#039;ignoto: l&#039;emozione del confronto con un gigante del passato, la ricerca della giusta tridimensionalit&#224; e delle corrette proporzioni... ad un certo punto l&#039;aula di modellato non bastava pi&#249;, il mio lavoro richiedeva uno spazio pi&#249; grande, una luce diversa, un tempo infinito...
Francesca Malvaso
Guardavo l&#039;immagine della &#8220;Vergine del cuscino&#8221; e pensavo -Non riuscir&#242; mai a portare a termine un lavoro cos&#236; complesso, non &#232; solo una questione di misure e di piani, il difficile &#232; rendere l&#039;espressione di questa figura, il suo sguardo verso il bambino... - Invece l&#039;ho finito, ed &#232; stato scelto per un progetto molto particolare!
Chiara Golino
Poter ammirare ed analizzare l&#039;originale dal vero&#232; stato fantastico! Al Museo del Bargello abbiamo organizzato una specie di caccia all&#039;opera, poi ognuno di noi ha trascorso del tempo davanti alla &#8220;propria&#8221;. Sono i particolari che mi hanno colpita di pi&#249;, quella mano cos&#236; perfetta che ho  dovuto fare e rifare non so quante volte...
Alice Brovarone
All&#039;inizio c&#039;&#232; solo il piano, poi a poco a poco la figura prende vita... un abbozzo, un particolare... &#232; difficile come sar&#224; tutto insieme... Ogni volta che riapro un lavoro lo vedo con occhi nuovi... E&#039; questo il momento migliore per fare un confronto con l&#039;originale, per scoprire nuove tracce da ricreare...
Selenia Coppola
Le inviamo anche il COMUNICATO STAMPA:
COMUNICATO STAMPA
IL FATTO:  il Primo Liceo Artistico Statale di Torino doner&#224; cinque opere, realizzate dai suoi allievi, al Comune di Tornimparte, paese duramente provato dal terremoto. Le opere, quattro Madonne con bambino e un Crocifisso, collocate in edicole predisposte per la sistemazione definitiva, sono state realizzate nelle aule di Figura e Ornato Modellato del prof. Luigi Farina, durante gli anni scolastici 2007, 2008 e 2009. Consistono in &#8220;d&#039;apr&#232;s &#8220; dei Della Robbia, di Donatello e di Agostino di Duccio, che rappresentano rivisitazioni capaci di coniugare disciplina e creativit&#224;, conoscenza e ricerca di s&#233;.
L&#039;EVENTO:  l&#039;idea di donare questi lavori &#232; nata in seguito al terremoto che ha colpito l&#039;Aquila, per dimostrare che pu&#242; esistere una solidariet&#224; sotto il segno dell&#039;Arte. Cos&#236; un gruppo di persone, composto da allievi, docenti, amici e sponsor ha messo in campo le sue forze migliori, che sono state in grado di realizzare ci&#242; che all&#039;inizio sembrava solo un sogno.
IL PROGETTO:  il progetto &#8220; L&#039;arte si fa scuola &#8220;, documentato da un catalogo, un video e una mostra fotografica, sar&#224; esposto nella sede del Primo Liceo Artistico Statale di Torino, in via Carcano 31, dal 27 settembre al 6 ottobre. L&#039;inaugurazione avverr&#224; alle ore 18 del 27 settebre. Quindi, alla chiusura della mostra, il 6 ottobre, le opere saranno benedette da padre Antonio Menegon e trasportate a Tornimparte, dove saranno collocate in cinque chiese del comprensorio, nel corso di altrettante manifestazioni locali, che si terranno nei giorni 15, 16 e 17 ottobre.
Torino,14 sett. 2010                                                                                          Il dirigente scolastico
Prof.ssa Chiara Alpestre
D&#039;apr&#232;s Della Robbia
l&#039;arte si fa scuola
Quando il presente non basta pi&#249; e la realt&#224; sembra che si sia messa a delirare, bisogna muoversi verso una direzione che porti altrove. Ma non occorre affrontare le strade pi&#249; tortuose e accidentate, che percorrono i paesaggi pi&#249; orrendi dove nessuno abbia mai osato avventurarsi, anzi basta scendere un paio di rampe &#8220;dentro la terra&#8221;. Se ci si avvia verso il seminterrato del Primo Liceo Artistico di Torino, infatti, si pu&#242; capitare nell&#039;aula di Modellato del professor Luigi Farina dove quattro Madonne con Bambino e un Crocifisso raccontano la loro &#8220;storia&#8221;: cinque opere, ognuna delle quali, col suo &#8220;attimo&#8221; stampato in un tempo speciale, interroga il cuore,che le risponde di non aver mai osato tanto. Sculture fatte da ragazzi, come nelle botteghe dei Della Robbia, secoli fa.
La sensazione che si prova, incontrandole, trasforma subito lo stupore in una sorta di gratitudine, in un sentimento di riconoscenza che mette la vita fra parentesi, per godersi una gioia sottile.
Le sculture si ergono eccitanti e imperiose o poggiano sul pavimento dell&#039;aula in attesa, come se, partendo dai Della Robbia, avessero raggiunto chi le ha sentite permeabili alla propria vita, ricreandole per s&#233;, per quell&#039;attimo che non passer&#224; mai.
Studenti e un insegnante come capitani coraggiosi.
Inventare o reinventare i Della Robbia sarebbe stato blasfemo, mentre &#8220;cercasi&#8221; nei Della Robbia, immaginando connessioni, analogie, stimoli, fino a raggiungere quella che si intuisce come la soluzione pi&#249; personale, trasforma l&#039;emulazione in innovazione. Cos&#236; si accumula conoscenza, si compiono le scelte pi&#249; adatte, si elaborano le strategie migliori fra la variet&#224; infinita delle opzioni possibili. E&#039; il lavoro del d&#039;apr&#232;s, che non &#232; una copia, ma una specie di invenzione di secondo livello, che, invece di rifare, porta a compimento, senza la presunzione di gareggiare con l&#039;opera da cui si parte, perch&#232; il compimento &#232; nella volont&#224; di chi studia il modello e, a suo modo, lo perfeziona e lo migliora. Ed &#232; cos&#236; che, attraverso i Della Robbia, ogni studente ha trovato la propria voce, il tono giusto per impostarla e realizzarla, nel seminterrato del Primo Liceo Artistico. Con la terra che diventa carne da cuocere e, col fuoco, si fende, si rompe, si sgretola o nasce per sempre. Il resto verr&#224; dopo: l&#039;affidamento di ogni edicola a un luogo sacro trasferir&#224; le opere verso l&#039;ennesimo, misterioso percorso dell&#039;anima.
Dopo essersi fatta scuola, l&#039;Arte conquister&#224; altri orizzonti, ripartendo dai &#8220;lavori&#8221; dei ragazzi del Primo Liceo Artistico come da un d&#039;apr&#232;s  ricco della loro creativit&#224;, che non sar&#224; mai l&#039;ultimo.
Lettera aperta a Mario Calabresi
No, non &#232; cos&#236; difficile &#8220;immaginare di non arrendersi... ai bruciatori di Corani... agli idioti&#8221;, senza essere idioti o snob, perch&#232;, se &#8220;fare giornalismo di qualit&#224;... significa dare voce a chi ha titolo per parlare&#8221; questa responsabilit&#224; me la prendo.
Nel buio d&#039;una scuola bistrattata e sottovalutata brucia lo sdegno di chi rumore o spettacolo non sa neanche cosa sia, di chi &#8220;l&#039;erba buona&#8221; per &#8220;scacciare la cattiva&#8221; ce l&#039;ha, la coltiva, la usa, la produce.
Se un &#8220;idiota&#8221; in Florida minaccia di bruciare il mondo, in una periferica scuola di Torino, che si chiama Primo Liceo Artistico, si usa ancora l&#039;arte per salvarlo.
Lei, Calabresi, &#232; un giornalista che urla la sua nausea per il sensazionalismo, allora venga a trovarci. Sono convinto che le far&#224; bene venire a sapere e rendersi conto di persona che &#8220;miracoli&#8221; e &#8220;sogni&#8221; di terracotta tengono ancora in piedi questo mondo di volatili caos. Che cinque chiese abruzzesi stanno per accogliere altrettante opere d&#039;arte sacra, concepite e realizzate da Primo Liceo Artistico di Torino, con mezzi risibili e in mezzo a mille ostacoli d&#039;ignoranza, altro che bruciare Corani! Non le sembra una notizia &#8220;di qualit&#224;&#8221;? Dietro c&#039;&#232; un mondo di adulti e ragazzi, che si chiamano professori e allievi, che hanno lavorato anni per portare in Abruzzo il meglio del loro modo di &#8220;fare scuola&#8221;, mica per piet&#224; o smania di visibilit&#224;, ma per orgoglio. S&#236;, per l&#039;orgoglio che il nostro avvilito Paese &#232; ancora in grado di esprimere, quello che ci fa
essere italiani di oggi, impoveriti e impauriti, ma capaci di prendere terra e farne immagini sacre, da regalare a chi non se le aspetta. Perch&#232; l&#039;Arte &#232; cos&#236;, si crea e spunta dove le pare. Noi l&#039;abbiamo fatta e la portiamo in Abruzzo, in chiesette e cappelle che diventeranno ombelichi del mondo sconosciuti. Che importa? L?orgoglio della nostra scuola falcidiata dai tagli &#232; ancora in piedi. Basta per &#8220;fare giornalismo di qualit&#224;&#8221;?
Venga a trovarci e, le assicuro, le si allargher&#224; il cuore.
Cesare Vocaturo
Nel salutarLa, Le sollecitiamo il pi&#249; caloroso degli inviti, chiedendole comunque un segno della Sua partecipazione a questo nostro modo di &#8220;fare scuola&#8221;. Francesca Malvaso, Chiara Golino, Alice Brovarone, Selenia Coppola. </description> <content:encoded><![CDATA[<p>Buongiorno Mariastella Gelmini, ministro della Pubblica Istruzione,</p><p>siamo quattro studentesse del Primo Liceo Artistico Statale di Torino e le scriviamo per invitarLa a partecipare al lavoro di cui siamo molto orgogliose.</p><p>EMOZIONI DI LAVORO</p><p>Ri-creare un capolavoro di Donatello &egrave; stato come fare un tuffo nell&#039;ignoto: l&#039;emozione del confronto con un gigante del passato, la ricerca della giusta tridimensionalit&agrave; e delle corrette proporzioni&#8230; ad un certo punto l&#039;aula di modellato non bastava pi&ugrave;, il mio lavoro richiedeva uno spazio pi&ugrave; grande, una luce diversa, un tempo infinito&#8230;</p><p>Francesca Malvaso</p><p>Guardavo l&#039;immagine della &ldquo;Vergine del cuscino&rdquo; e pensavo -Non riuscir&ograve; mai a portare a termine un lavoro cos&igrave; complesso, non &egrave; solo una questione di misure e di piani, il difficile &egrave; rendere l&#039;espressione di questa figura, il suo sguardo verso il bambino&#8230; &#8211; Invece l&#039;ho finito, ed &egrave; stato scelto per un progetto molto particolare!</p><p>Chiara Golino</p><p>Poter ammirare ed analizzare l&#039;originale dal vero&egrave; stato fantastico! Al Museo del Bargello abbiamo organizzato una specie di caccia all&#039;opera, poi ognuno di noi ha trascorso del tempo davanti alla &ldquo;propria&rdquo;. Sono i particolari che mi hanno colpita di pi&ugrave;, quella mano cos&igrave; perfetta che ho  dovuto fare e rifare non so quante volte&#8230;</p><p>Alice Brovarone</p><p>All&#039;inizio c&#039;&egrave; solo il piano, poi a poco a poco la figura prende vita&#8230; un abbozzo, un particolare&#8230; &egrave; difficile come sar&agrave; tutto insieme&#8230; Ogni volta che riapro un lavoro lo vedo con occhi nuovi&#8230; E&#039; questo il momento migliore per fare un confronto con l&#039;originale, per scoprire nuove tracce da ricreare&#8230;</p><p>Selenia Coppola</p><p>Le inviamo anche il COMUNICATO STAMPA:</p><p>COMUNICATO STAMPA</p><p>IL FATTO:  il Primo Liceo Artistico Statale di Torino doner&agrave; cinque opere, realizzate dai suoi allievi, al Comune di Tornimparte, paese duramente provato dal terremoto. Le opere, quattro Madonne con bambino e un Crocifisso, collocate in edicole predisposte per la sistemazione definitiva, sono state realizzate nelle aule di Figura e Ornato Modellato del prof. Luigi Farina, durante gli anni scolastici 2007, 2008 e 2009. Consistono in &ldquo;d&#039;apr&egrave;s &ldquo; dei Della Robbia, di Donatello e di Agostino di Duccio, che rappresentano rivisitazioni capaci di coniugare disciplina e creativit&agrave;, conoscenza e ricerca di s&eacute;.</p><p>L&#039;EVENTO:  l&#039;idea di donare questi lavori &egrave; nata in seguito al terremoto che ha colpito l&#039;Aquila, per dimostrare che pu&ograve; esistere una solidariet&agrave; sotto il segno dell&#039;Arte. Cos&igrave; un gruppo di persone, composto da allievi, docenti, amici e sponsor ha messo in campo le sue forze migliori, che sono state in grado di realizzare ci&ograve; che all&#039;inizio sembrava solo un sogno.</p><p>IL PROGETTO:  il progetto &ldquo; L&#039;arte si fa scuola &ldquo;, documentato da un catalogo, un video e una mostra fotografica, sar&agrave; esposto nella sede del Primo Liceo Artistico Statale di Torino, in via Carcano 31, dal 27 settembre al 6 ottobre. L&#039;inaugurazione avverr&agrave; alle ore 18 del 27 settebre. Quindi, alla chiusura della mostra, il 6 ottobre, le opere saranno benedette da padre Antonio Menegon e trasportate a Tornimparte, dove saranno collocate in cinque chiese del comprensorio, nel corso di altrettante manifestazioni locali, che si terranno nei giorni 15, 16 e 17 ottobre.</p><p>Torino,14 sett. 2010                                                                                          Il dirigente scolastico</p><p>Prof.ssa Chiara Alpestre</p><p>D&#039;apr&egrave;s Della Robbia</p><p>l&#039;arte si fa scuola</p><p>Quando il presente non basta pi&ugrave; e la realt&agrave; sembra che si sia messa a delirare, bisogna muoversi verso una direzione che porti altrove. Ma non occorre affrontare le strade pi&ugrave; tortuose e accidentate, che percorrono i paesaggi pi&ugrave; orrendi dove nessuno abbia mai osato avventurarsi, anzi basta scendere un paio di rampe &ldquo;dentro la terra&rdquo;. Se ci si avvia verso il seminterrato del Primo Liceo Artistico di Torino, infatti, si pu&ograve; capitare nell&#039;aula di Modellato del professor Luigi Farina dove quattro Madonne con Bambino e un Crocifisso raccontano la loro &ldquo;storia&rdquo;: cinque opere, ognuna delle quali, col suo &ldquo;attimo&rdquo; stampato in un tempo speciale, interroga il cuore,che le risponde di non aver mai osato tanto. Sculture fatte da ragazzi, come nelle botteghe dei Della Robbia, secoli fa.</p><p>La sensazione che si prova, incontrandole, trasforma subito lo stupore in una sorta di gratitudine, in un sentimento di riconoscenza che mette la vita fra parentesi, per godersi una gioia sottile.</p><p>Le sculture si ergono eccitanti e imperiose o poggiano sul pavimento dell&#039;aula in attesa, come se, partendo dai Della Robbia, avessero raggiunto chi le ha sentite permeabili alla propria vita, ricreandole per s&eacute;, per quell&#039;attimo che non passer&agrave; mai.</p><p>Studenti e un insegnante come capitani coraggiosi.</p><p>Inventare o reinventare i Della Robbia sarebbe stato blasfemo, mentre &ldquo;cercasi&rdquo; nei Della Robbia, immaginando connessioni, analogie, stimoli, fino a raggiungere quella che si intuisce come la soluzione pi&ugrave; personale, trasforma l&#039;emulazione in innovazione. Cos&igrave; si accumula conoscenza, si compiono le scelte pi&ugrave; adatte, si elaborano le strategie migliori fra la variet&agrave; infinita delle opzioni possibili. E&#039; il lavoro del d&#039;apr&egrave;s, che non &egrave; una copia, ma una specie di invenzione di secondo livello, che, invece di rifare, porta a compimento, senza la presunzione di gareggiare con l&#039;opera da cui si parte, perch&egrave; il compimento &egrave; nella volont&agrave; di chi studia il modello e, a suo modo, lo perfeziona e lo migliora. Ed &egrave; cos&igrave; che, attraverso i Della Robbia, ogni studente ha trovato la propria voce, il tono giusto per impostarla e realizzarla, nel seminterrato del Primo Liceo Artistico. Con la terra che diventa carne da cuocere e, col fuoco, si fende, si rompe, si sgretola o nasce per sempre. Il resto verr&agrave; dopo: l&#039;affidamento di ogni edicola a un luogo sacro trasferir&agrave; le opere verso l&#039;ennesimo, misterioso percorso dell&#039;anima.</p><p>Dopo essersi fatta scuola, l&#039;Arte conquister&agrave; altri orizzonti, ripartendo dai &ldquo;lavori&rdquo; dei ragazzi del Primo Liceo Artistico come da un d&#039;apr&egrave;s  ricco della loro creativit&agrave;, che non sar&agrave; mai l&#039;ultimo.</p><p>Lettera aperta a Mario Calabresi</p><p>No, non &egrave; cos&igrave; difficile &ldquo;immaginare di non arrendersi&#8230; ai bruciatori di Corani&#8230; agli idioti&rdquo;, senza essere idioti o snob, perch&egrave;, se &ldquo;fare giornalismo di qualit&agrave;&#8230; significa dare voce a chi ha titolo per parlare&rdquo; questa responsabilit&agrave; me la prendo.</p><p>Nel buio d&#039;una scuola bistrattata e sottovalutata brucia lo sdegno di chi rumore o spettacolo non sa neanche cosa sia, di chi &ldquo;l&#039;erba buona&rdquo; per &ldquo;scacciare la cattiva&rdquo; ce l&#039;ha, la coltiva, la usa, la produce.</p><p>Se un &ldquo;idiota&rdquo; in Florida minaccia di bruciare il mondo, in una periferica scuola di Torino, che si chiama Primo Liceo Artistico, si usa ancora l&#039;arte per salvarlo.</p><p>Lei, Calabresi, &egrave; un giornalista che urla la sua nausea per il sensazionalismo, allora venga a trovarci. Sono convinto che le far&agrave; bene venire a sapere e rendersi conto di persona che &ldquo;miracoli&rdquo; e &ldquo;sogni&rdquo; di terracotta tengono ancora in piedi questo mondo di volatili caos. Che cinque chiese abruzzesi stanno per accogliere altrettante opere d&#039;arte sacra, concepite e realizzate da Primo Liceo Artistico di Torino, con mezzi risibili e in mezzo a mille ostacoli d&#039;ignoranza, altro che bruciare Corani! Non le sembra una notizia &ldquo;di qualit&agrave;&rdquo;? Dietro c&#039;&egrave; un mondo di adulti e ragazzi, che si chiamano professori e allievi, che hanno lavorato anni per portare in Abruzzo il meglio del loro modo di &ldquo;fare scuola&rdquo;, mica per piet&agrave; o smania di visibilit&agrave;, ma per orgoglio. S&igrave;, per l&#039;orgoglio che il nostro avvilito Paese &egrave; ancora in grado di esprimere, quello che ci fa</p><p>essere italiani di oggi, impoveriti e impauriti, ma capaci di prendere terra e farne immagini sacre, da regalare a chi non se le aspetta. Perch&egrave; l&#039;Arte &egrave; cos&igrave;, si crea e spunta dove le pare. Noi l&#039;abbiamo fatta e la portiamo in Abruzzo, in chiesette e cappelle che diventeranno ombelichi del mondo sconosciuti. Che importa? L?orgoglio della nostra scuola falcidiata dai tagli &egrave; ancora in piedi. Basta per &ldquo;fare giornalismo di qualit&agrave;&rdquo;?</p><p>Venga a trovarci e, le assicuro, le si allargher&agrave; il cuore.</p><p>Cesare Vocaturo</p><p>Nel salutarLa, Le sollecitiamo il pi&ugrave; caloroso degli inviti, chiedendole comunque un segno della Sua partecipazione a questo nostro modo di &ldquo;fare scuola&rdquo;. Francesca Malvaso, Chiara Golino, Alice Brovarone, Selenia Coppola.</p> ]]></content:encoded> </item> <item><title>Di: rete studenti</title><link>http://www.seopoint.org/gelmini-apre-canale-youtube.html/comment-page-1#comment-188</link> <dc:creator>rete studenti</dc:creator> <pubDate>Wed, 17 Dec 2008 18:07:47 +0000</pubDate> <guid
isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=194#comment-188</guid> <description>Attendendo di capire se si tratti di semplice campagna mediatica o saggio uso del web, di fronte al dubbio che si tratti di un ministro virtuale, poniamo comunque domande reali, cerchiamo di dare delle risposte, e facciamo le nostre proposte:
  &lt;a href=&quot;http://it.youtube.com/groups_videos?name=rispondiallagelmini&quot; rel=&quot;nofollow&quot;&gt;http://it.youtube.com/groups_videos?name=rispondi...&lt;/a&gt; </description> <content:encoded><![CDATA[<p>Attendendo di capire se si tratti di semplice campagna mediatica o saggio uso del web, di fronte al dubbio che si tratti di un ministro virtuale, poniamo comunque domande reali, cerchiamo di dare delle risposte, e facciamo le nostre proposte:<br
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