Oggi parliamo di Web Coaching, la nuova frontiera della consulenza e della formazione orientata al web marketing e rivolta, con particolare attenzione, ad imprenditori e PMI.

Lo facciamo con Ramon Colombo, che da alcuni anni ha trasformato la sua grande passione per il Web, la formazione e la consulenza in una nuova e coinvolgente professione. “Sono un Web Coach: insegno agli imprenditori e ai liberi professionisti – ci spiega in questa intervista – ad usare il Web, offrendo loro un servizio di consulenza personalizzata sull’impiego della Rete e dei suoi strumenti, nell’ottica del business e del successo dell’azienda”.

In effetti, per Ramon, il Web non è soltanto un mestiere: è prima di tutto un divertimento ed un hobby. “L’idea di fare il Web Coach” – ci racconta – “è nata un po’ per caso, ragionando su come potevo aiutare praticamente le aziende del mio territorio”. Appassionato da sempre di tecnologia, curioso insaziabile di tutto ciò che è nuovo e “funziona davvero”, Ramon si è innamorato del Web da ragazzo, negli anni ’90, quando ancora Internet era agli albori e quasi nessuno sapeva cosa fossero siti, blog e quant’altro. Intorno a questo interesse, il Web Coach di Cesena ha costruito negli anni la professione di cui oggi si occupa, anima e corpo, 7 giorni su 7.

“Ramon, ci parli un po’ di questa nuova e “tecnologica” professione. Come è nata l’idea di diventare un Web Coach per imprenditori e qual è la sua personale definizione di ‘Web Coach’ ”?

L’idea è nata quando decisi, nel 2009, di aprire la mia prima Agenzia Web. Studiando il posizionamento delle altre web agency sul mercato, capii che potevo fare la differenza soprattutto spiegando agli imprenditori perché il web avrebbe potuto cambiare radicalmente i risultati dell’azienda che mi trovavo di fronte.

Sul mercato vi erano molti “concorrenti” che nascevano programmatori o, comunque, tecnici, e quindi nell’approccio al cliente avevano (ed hanno) una certa difficoltà nel far capire perché il web è troppo importante per non esserci e come è possibile aumentare la visibilità del proprio marchio grazie agli strumenti che Internet ci mette a disposizione. Mi accorsi inoltre che molte aziende non investivano nel web perché il titolare, quindi l’imprenditore, non ci credeva, essendo abituato a “procacciarsi” la clientela con i sistemi tradizionali, ossia brochure, fiere, passaparola, venditori e, per quanto questi funzionassero sempre di meno, parliamo di sistemi che sono stati adottati per anni ed è quindi difficile da abbandonare. Mi parve una sfida stimolante, quella di poter fare business ed allo stesso tempo contribuire alla crescita delle PMI con le quali venivo in contatto.

Tutto questo l’ho praticato per anni e mi ha permesso di far conoscere le mie aziende, creare rapporti duraturi con la clientela e, soprattutto, dimostrare al cliente che il web, se affrontato in maniera progettuale, può dare veramente soddisfazioni.

Per quanto riguarda il termine Web Coach, mi sembrava più adatto a quello di Consulente in Web Marketing, in quanto quest’ultimo tocca solo una parte degli strumenti web.

Il mio ruolo è innanzitutto quello di accompagnare e condurre l’imprenditore in un percorso per lui nuovo, quindi le competenze necessarie vanno oltre quelle tecniche e sono più legate alle comunicazione.

Quindi, venendo alla seconda domanda, la mia personale definizione di Web Coach è quel professionista che traghetta e conduce, mano nella mano, l’imprenditore dalla sua posizione A (quello che ha sempre fatto) alla posizione B (aumentare la sua visibilità grazie al web, usando strumenti nuovi ed innovativi) facendo capire che ne va del futuro della sua azienda e quindi è importante investire tempo, risorse e denaro. Tutto questo supportandolo durante il percorso, in quanto non sempre i risultati sono immediati e bisogna avere costanza, fiducia e, come in tutte le conquiste importanti, perseveranza.

Dai siti per il Verde e l’Ortoflorovivaismo a quelli per le PMI dei vari settori. Che cosa l’ha convinta a spostare l’attenzione sulle piccole e medie imprese?”

Quando aprii Verdelite, ancora oggi l’unica agenzia web in Italia specializzata in progetti web per gli operatori dellOrtoflorovivaismo (NdR: vivai, garden center, aziende di sementi), pensavo che solo quel tipo di clientela fosse un po’ indietro nelle attività di marketing e comunicazione, mentre mi accorsi che la maggior parte delle PMI, indipendentemente dal prodotto o servizio che trattassero, aveva lo stesso tipo di carenza.

Dirò di più, anche aziende strutturate hanno una presenza web ridicola, e questo limita la loro visibilità soprattutto all’estero dove, come in molti altri ambiti, utilizzano la tecnologia meglio di noi italiani.

Nonostante il Web pervada ormai ogni frammento della nostra vita quotidiana, alcuni imprenditori continuano a non volerne proprio sapere di tecnologia ed Internet per la promozione delle proprie aziende. Qual è, a suo parere, la ragione di questo divario?”

L’abitudine, in primo luogo. Siamo abituati a fare ciò che conosciamo e ci spaventa il cambiamento, soprattutto se sappiamo di essere “ignoranti”, nel senso filologico della parola. Questo non ci dà la sicurezza del controllo e quindi ci fa temere di perdere denaro, di fare brutte figure o, semplicemente, di “non esserne capaci”. È proprio per questo motivo che molti imprenditori decidono di “provare” a fare un sito web, spesso affidato al compagno di scuola del figlio, cercando di spendere il meno possibile.

L’approccio di molti capi d’azienda verso il web, purtroppo per loro, è ancora orientato allo “spendere poco” invece che all’”avere risultati”.

Un altro motivo, prettamente italiano, è quello di dedicare la massima attenzione al PRODOTTO (siamo da sempre maestri in questo) dedicandone pochissima alla promozione, ancorati al fatto che “un prodotto di qualità si venda da solo”.

Ahimè, oggi non è più così e mai più lo sarà.

Quali sono le “armi segrete” che utilizza per convertire gli imprenditori più “giurassici” all’uso del Web e convincerli del fatto che essere connessi, oggi, è molto più conveniente che non esserlo?”

Semplicemente facendoli ragionare e cercando di spiegare concetti a loro nuovi paragonandoli a ciò che conoscono. Quindi un sito web diventa un negozio (solo che invece che in centro città può essere nel centro del mondo), i Social network diventano gli incontri nella piazza della città, spiegare che il passaparola esiste sempre ma cambia il modo in cui viene fatto e così via.

Dico loro inoltre, perché ci credo ciecamente, che se non decidono di intraprendere un percorso web per la loro azienda, non stanno “risparmiando dei soldi” ma stanno perdendo fatturato, perché è innegabile che sempre più la gente scelga e decida grazie a informazioni che trova in Internet.

Il mio mentore David Meerman Scott, che ha scritto un bellissimo libro dove parla di tutto questo (NdR: http://www.amazon.it/nuove-regole-del-marketing-raggiungere-ebook/dp/B00HQFQ272/ref=sr_1_1?s=books&ie=UTF8&qid=1434051827&sr=1-1&keywords=david+meerman+scott ), spiega in maniera semplice e pratica perché conviene che gli imprenditori comincino a guardare al futuro invece che rimpiangere il passato.

Ma il successo del Web è davvero, come tutti vanno predicando, alla portata di tutti gli imprenditori? Ci sono dei settori commerciali più promettenti di altri, a suo parere?

Il successo è garantito in tutte quelle attività dove mettiamo attenzione, impegno, entusiasmo, fiducia, obiettivi chiari e definiti e tanta perseveranza. Lo stesso succede per il web.

Parlando invece di potenziale, più che di settori commerciali, hanno sicuramente risultati più veloci quelle aziende che si rivolgono a nicchie specifiche, perché il pubblico è più facilmente localizzabile.

Questo fa si che si riesca a essere riconosciuti quali Esperti Autorevoli in tempi a volte inaspettati.

Quello che posso aggiungere è che, in questo momento, in quasi tutti i settori c’è scarsità di progetti web interessanti, quindi è ancora il momento giusto per buttarcisi a capofitto.

Non so quanto durerà ma ancora ci sono veramente tante opportunità di successo (con investimenti abbordabili).

Se dovesse dare un consiglio agli imprenditori che leggeranno questo articolo, qual è l’attività online su cui oggi consiglierebbe di investire i propri capitali e scommettere a colpo sicuro?”

Punterei sicuramente tutto sui contenuti, perché sono quelli che mancano in rete. Contenuti di qualità, unici e originali, che portino soluzioni al mercato, che risolvano i problemi e soddisfino le esigenze del pubblico di riferimento.

Questo aiuterà il posizionamento nei motori ricerca del proprio sito o blog o ecommerce in maniera duratura.

All’interno dei contenuti, oltre ai testi ed alle immagini, farei “ALL IN” sui video, uno strumento fantastico per comunicare con i clienti, ancora poco utilizzato dalle aziende e quindi con un potenziale di crescita entusiasmante.

Alla luce di questa inesorabile e rapida digitalizzazione, che cosa pensa dei tradizionali e “vecchi” strumenti promozionali? Possono combinarsi con le nuove tecnologie? Come?”

Negli ultimi due anni sono stato spesso chiamato per Corsi e seminari riguardanti il web e questo argomento lo affronto in circa 4 ore, quindi non vorrei annoiare il lettore visto che le cose da dire sarebbero molte.

Di certo non possiamo farne completamente a meno, in quanto ancora molte persone ne fanno uso. La grande differenza è che questi strumenti vengono utilizzati per parlare di sè e della propria azienda mentre il web, se usato correttamente, parla del cliente, dei suoi problemi, delle sue aspettative, quindi è molto più attrattivo e coinvolgente. I vecchi metodi promozionali dovrebbero servire per spostare il potenziale cliente verso il proprio sito, per esempio, dove si ha molto più spazio per comunicare con lui e, soprattutto, dove possiamo monitorare i risultati delle nostre campagne, cosa invece impossibile con brochure e cose del genere.

Quali sono le domande più frequenti che riceve, in genere, dagli imprenditori che segue e su quali servizi in particolare?”

C’è molta curiosità attorno ai social network, soprattutto Facebook, in quanto è uno strumento semplice da utilizzare e se ne parla ormai ovunque. Anche come si fa a essere primi nei motori di ricerca.

Può raccontarci qual è stato il caso più appassionante e curioso che le è capitato di affrontare nella sua carriera di Web Coach?”

Uno è sicuramente quello di un mio cliente vivaista che sosteneva che le piante non si potessero vendere online. Dopo soli 4 mesi dalla messa online del suo e-commerce, ha venduto circa 100.000 euro di piante.

Un altro cliente è stato impegnativo da convincere nell’investire sul web, avendo 72 anni e non avendo mai inviato una sola email o guardato un sito internet. Oggi investe sempre di più perché ha toccato con mano i risultati.

Un ultimo caso, recentissimo, è quello di un cliente che mi ha chiesto di seguirlo per del coaching anche nell’ambito professionale.

Fino ad ora ci ha raccontato che cosa è cambiato nel comportamento abituale dei consumatori e nel modo di fare business delle aziende. Quali sono invece le sue previsioni per il futuro?

Aumenteranno, innanzitutto, in maniera esponenziale i contenuti basati su video, grazie anche all’incremento dell’utilizzo degli smartphone che ci permettono di fruire dei contenuti in qualsiasi momento della giornata.

Inoltre la tendenza del marketing è quella di creare proposte sempre più costruite attorno all’utente, altamente personalizzate.

Personalmente, da appassionato di tecnologia, mi auguro che anche l’Italia faccia qualcosa per modernizzare i sistemi di comunicazione quali banda larga e fibra ottica, permettendo il trasferimento veloce di grandi quantità di dati.

Diventerebbe realtà anche l’Internet delle cose, ossia la connessione fra diversi dispositivi che interagiscono fra loro e che si auto-gestiscono (il caso più tipico è il frigorifero che monitora le scadenze dei prodotti e ordina gli alimenti che stanno terminando direttamente al supermercato).

Per capire il futuro è sufficiente guardare al presente, per esempio le persone al ristorante o i nostri figli un po’ più grandicelli. Di certo il rapporto con il web potrà solo crescere, perché aumenterà la fiducia nello strumento e, come tutte le abitudini (vedi la TV), non se ne potrà più fare a meno.

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