La rivista The Technology Review ha pubblicato un articolo chiamato How Google Ranks Tweets.
Nel quale hanno intervistato Amit Singhal, un Google Fellow, che guida lo sviluppo della ricerca in Tempo reale di Google, su questo argomento.
Amit ha spiegato che nel contesto sociale, il numero di persone che seguono qualcuno è simile al numero di link che puntano ad una pagina.
Noi sappiamo che Google classifica le pagine Web per numero e qualità di questi link (insieme ad altri fattori).
Amit ha spiegato che non è solo il numero delle persone che seguono, ma anche capire chi sono i “seguaci con un’alta reputazione”. Amit ha chiarito, “Te guadagni reputazione e poi te dai reputazione. Se molte persone ti seguono, e poi te segui qualcuno, allora anche se questa [nuova persona] non ha molti che la seguono,” è uguagliato per quel che riguarda la popolarità.
“Un utente che segue un altro nel social media è come una pagina con link che ne indicano un’altra nel Web. Entrambi sono una forma di raccomandazione,” dice Singhal. “Come i link di un pagina di qualità che ne indicano un’altra sul Web, la qualità della pagina “linkata” sale. Allo stesso modo, nel social media, un utente affermato che segue un altro utente, la qualità dell’utente seguito aumenta.”
Capire quando mostra i risultati in tempo reale è spesso complesso. Google usa una metodologia “segnale nel rumore (signal in the noise) ” per capire se e quando mostrare questi risultati. Ha anche spiegato come gli hashtag in Twitter possano essere un segnale di un tweet di qualità inferiore. The Technology Review ha detto che gli hashtags “servono come delle bandiere rosse per i tweet di qualità inferiore e richiamano contenuti pari a spam.”

Versione originale: searchengineland

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