Sitemap Case History – Convegno GT
Scritto da Stefano Sarao il 12 dicembre 2010
Maurizio Petrone ci parla di una case history sulle Sitemap XML.
La Case History
La Case History nasce dopo l’osservazione di una relazione diretta fra configurazione della sitemap e posizionamento su Google.
Il sito su cui è stato fatto l’esperimento è un sito reale, con 3 anni di anzianità, abbastanza trafficato e con 250 pagine indicizzate su Google.
Il 20% dei contenuti è statico e l’80% prelevato da feed RSS. Ha un buon PR e una buona frequenza di scansione ed è inserito in un contesto competitivo.
Il sito crolla all’improvviso nel ranking. Tutto viene lasciato com’è e dopo settimane è rimasto ancora tutto immutato. Si va a ritroso eliminando tutte le modifiche ma non cambia nulla. Tutto torna come prima quando viene ripristinata la sitemap originale.
I dati dal webmaster tool sembrano suggerire una correlazione diretta fra crawling e ranking. Dureante la “penalizzazione” il GoogleBot scansionava molte meno pagine al giorno.
La vecchia sitemap, quella “buona” aveva circa 50 URL statici, con indicazioni su priorità e frequenza di aggiornamento; quella cattiva conteneva 200 contenuti misti, sempre con indicazioni sui priorità e frequenza di aggiornamento. Sono state poi provate delle sitemap con 200 URL misti, in vari tipi:
- La prima “buona”,
- la seconda “cattiva”
- senza indicazioni su changefreq,
- senza indicazioni su priority changefreq,
- senza indicazioni sulla priority,
- una senza indicazioni su priority e changefreq ma con solo i 150 URL dei contenuti “feed”.
Quella buona ha portato una scansione normale e un’indicizzazione corretta, quella cattiva scansione ridotta, deindicizzazioni e perdita di posizioni, con senza priority una dindicizzazione e una perdita di posizioni, con quella senza changefreq ha creato la perdita di posizioni per alcuni cluster semantici, quella completa senza parametri ha portato deindicizzazioni e perdite di posizionamento sporadiche.






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