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><channel><title>Seo Point - Posizionamento e SEO &#187; Google</title> <atom:link href="http://www.seopoint.org/tag/google/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.seopoint.org</link> <description>Risorse, News, Guide ed Articoli sulla promozione dei siti Web.</description> <lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 18:47:51 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator> <item><title>Schema.org e Rich Snippets (più in generale)</title><link>http://www.seopoint.org/schema-org-e-rich-snippets-piu-in-generale.html</link> <comments>http://www.seopoint.org/schema-org-e-rich-snippets-piu-in-generale.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 21 Dec 2011 00:08:04 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Sarao</dc:creator> <category><![CDATA[Articoli & Approfondimenti]]></category> <category><![CDATA[Bing]]></category> <category><![CDATA[Google]]></category> <category><![CDATA[Rich Snippets]]></category> <category><![CDATA[schema.org]]></category> <category><![CDATA[Yahoo]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=3724</guid> <description><![CDATA[In questi ultimi giorni, al Convegno GT, mi sono reso conto che c’è ancora una forte disinformazione riguardo a Schema.org. Siccome sia al Symposium GT che al Convegno GT di quest’anno ne abbiamo parlato come di uno strumento molto utile che consigliamo di implementare nei vostri siti, ho pensato di scrivere questo articolo. Lo scopo [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi giorni, al Convegno GT, mi sono reso conto che c’è ancora una forte disinformazione riguardo a <a
href="http://schema.org">Schema.org</a>. Siccome sia al Symposium GT che al Convegno GT di quest’anno ne abbiamo parlato come di uno strumento molto utile che consigliamo di implementare nei vostri siti, ho pensato di scrivere questo articolo. Lo scopo è quindi di scrivere praticamente tutto quello che penso sia indispensabile sapere più qualche informazione non vitale.</p><p>&nbsp;</p><h3><strong>Cosa?!</strong></h3><p>&nbsp;</p><p>Partiamo dall’ABC.. cos’è <strong>schema.org</strong> . Il 2 Giugno di quest’anno Google, Yahoo! e Bing hanno annunciato la loro unione al fine di definire un linguaggio comune e creare un vocabolario per la creazione di quelli che noi generalmente chiamiamo Rich Snippets, giacché Google è leader incontrastato in Italia ma esistono anche in Yahoo! con il nome si SearchMonkey, a dire il vero queste ultime esistono da più tempo dei Rich Snippets (Giugno 2006 contro <a
href="http://www.seopoint.org/la-funzione-eventi-in-rich-snippets-e-answer-highlighting.html">Maggio 2009</a>).</p><p>&nbsp;</p><p>Con schema.org i tre leader del mondo della ricerca web hanno comunicato loro decisione di utilizzare come formato per gli snippets i Microdati e hanno creato questo enorme vocabolario che conta una infinità di voci (la maggior parte delle quali ancora non utilizzate dai motori).</p><p>&nbsp;</p><p>Se volete potete leggere i loro rispettivi annunci: <a
href="http://googleblog.blogspot.com/2011/06/introducing-schemaorg-search-engines.html">Google</a>, <a
href="http://www.ysearchblog.com/2011/06/02/introducing-schema-org-a-collaboration-on-structured-data/">Yahoo!</a> e <a
href="http://www.bing.com/community/site_blogs/b/search/archive/2011/06/02/bing-google-and-yahoo-unite-to-build-the-web-of-objects.aspx">Bing</a>. Ma essenzialmente dicono tutti le stesse cose (cose che tra poco scriverò anche io).</p><p>&nbsp;</p><p>Questa decisione ha confermato l’ormai più che intuibile tendenza dei motori di ricerca per l’incentivazione di un Web Strutturato che permetterebbe loro di comprendere pienamente ogni elemento di ogni singola pagina (si va verso il Web Strutturato).</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><h3><strong>Preliminari sui Rich Snippets</strong></h3><p><strong> </strong></p><p>Rich Snippets: fin dalla loro prima apparizione, è stata evidente la loro utilità.</p><p>Essi sono delle informazioni aggiuntive che il motore di ricerca mostra in SERP.</p><p>Al momento Google mostra gli snippets legati ai seguenti argomenti: App, Autori (non in Italia), Eventi, Film, Musica, Persone, Prodotto, Prodotto con più offerte, Recensioni, Ricette, Serie TV.</p><p>Se questo articolo verrà letto dopo diverso tempo dalla sua pubblicazione queste informazioni  potrebbero non essere aggiornate perciò vi consiglio di andare a guardare nel <a
href="http://www.google.com/webmasters/tools/richsnippets">Rich Snippets Testing Tool</a> (strumento del quale parlerò più avanti) quali argomenti sono supportati, questa nota forse apparirà superflua ma in questo momento Google sta aumentando molto rapidamente il numero di temi supportati (infatti tra Agosto e Novembre di quest’anno ha aggiunto Musica, Sport e App).</p><p><a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/Rich-Snippets-Film-Schema-IMDB.jpg"><img
class="aligncenter size-full wp-image-3725" title="Rich Snippets di un Film con Schema.org" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/Rich-Snippets-Film-Schema-IMDB.jpg" alt="Rich Snippets di un Film utilizzando Schema.org" width="548" height="92" /></a></p><p>Il primo linguaggio che venne utilizzato fu quello dei Microformati (introdotti con l’hCard di Tecnorati) che però presentavano lo svantaggio di avere un vocabolario limitato, in seguito vennero introdotti gli RDFa che sono figli dell’XHTML che invece erano più “estensibili” (infatti la X di XHTML sta per eXtensible) ma presentano il difetto proprio del codice stesso che ha bisogno di una sintassi molto rigida.</p><p>Infine sona arrivati i Microdati, pargoli dell’HTML5, che (come si legge sia sulle FAQ di schema che sul Support di Google) presentano la caratteristica semplicità dei Microformati combinata con l’estensibilità dell’XHTML.</p><p>&nbsp;</p><p>Secondo dei dati dell’anno scorso il 95% degli snippets utilizza i microdati quindi una prima domanda che sorge spontanea è: se il mio sito utilizza i Microformati (o meno probabilmente gli RDFa) cosa succederà?</p><p>Tutti e tre i motori confermano che continueranno ad utilizzare anche i vecchi linguaggi di markup ma suggeriscono di adottare i nuovi il che conviene soprattutto perché i Microdati presentano un maggior numero di argomenti e quindi avrete più possibilità. Si sconsiglia inoltre di mischiare i linguaggi.</p><p>&nbsp;</p><p>Come per l’HTML il linguaggio di markup è in inglese ma i vocaboli presto saranno disponibili anche in italiano (il che a livello pratico non cambia assolutamente nulla).</p><p>&nbsp;</p><p>Importante è sfatare un mito che è diffuso tra i SEO, è vero che i microdati un tempo non venivano accettati da tutti i motori per i Rich Snippets, ma con il lancio di schema.org i <strong>microdati sono più che accettati!</strong></p><p>Oltre al fatto che io li uso spesso (soprattuto per la categoria Eventi), per verificare che quello che dico è vero basta andare sul Rich Snippet Testing Tool e vedere gli esempi, essi sono dei veri siti (e tutti usano schema). Utilizzate, quindi, una query per la quale sapete che visualizzerete l’esempio di Google e verifica (<a
href="http://www.google.it/webhp?sourceid=chrome-instant&amp;ix=hea&amp;ie=UTF-8&amp;ion=1#sclient=psy-ab&amp;hl=it&amp;site=webhp&amp;source=hp&amp;q=San%20Francisco%20events%20%26%20concerts&amp;pbx=1&amp;oq=&amp;aq=&amp;aqi=&amp;aql=&amp;gs_sm=&amp;gs_upl=&amp;fp=b19f5f027f01abc8&amp;ion=1&amp;ion=1&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.,cf.osb&amp;fp=b19f5f027f01abc8&amp;biw=1438&amp;bih=735&amp;ion=1">esempio</a>).</p><p>&nbsp;</p><h3><strong>Come inserire i Rich Snippets utilizzando schema.org</strong></h3><p><strong> </strong></p><p>Premetto che schema.org presenta alcune ambiguità dovute alla moltitudine di termini presenti nel suo vocabolario, quindi alcune volte non è semplice capire come implementare (la cosa conveniente è verificare che Google li legga correttamente attraverso il Rich Snippet Testing Tool).</p><p>&nbsp;</p><p>In primo luogo dobbiamo vedere che tipo ci interessa, per fare questo basta andare sulla <a
href="http://schema.org/docs/full.html">“gerarchia” di schema.org</a> e vedere quale tipo si avvicina di più a ciò che vogliamo.</p><p>A questo punto dobbiamo creare un tag div che contenga le informazioni e aggiungere itemscope e itemtype=“http://schema.org/Tipo-Scelto”  così un po’ oscuro. Faccio un esempio:</p><p>&nbsp;</p><p>Voglio fare un articolo riguardante un evento che si chiama Natalbla e che si svolge la vigilia Natale a Blablabla.</p><p>In primo luogo vado su http://schema.org/Event e mi controllo quali campi accetta. Poi inizio:</p><p>&nbsp;</p><pre>&lt;<strong>div</strong> <strong>itemscope itemtype</strong>=“http://schema.org/Event”&gt;</pre><pre>Venite a &lt;<strong>a</strong> <strong>itemprop</strong>=”url” href=”http://www.dominio.boh/evento”&gt;</pre><pre>&lt;<strong>span </strong>itemprop=”name”&gt;Natalbla&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;</pre><pre>&lt;<strong>meta itemprop</strong>="url" <strong>content</strong>="http://www.dominio.boh/evento"/&gt;</pre><pre> che si svolgerà &lt;meta itemprop="startDate" content="2011-12-24T21:30"/&gt;</pre><pre> la vigilia di Natale alle 21:30 al &lt;span itemprop="location"&gt;Palabla di Blablabla (BL)&lt;/span&gt;.</pre><pre>&lt;span itemprop="description"&gt;L’evento prevede un banchetto in classico stile Blablabla.</pre><pre>Invitate amici e parenti per questa occasione pensata per famiglie.</pre><pre>Ci saranno musiche e danze in piazza!</pre><pre>Allo scoccare della mezzanotte varrà Babbo Natale in persona a distribuire doni ai Bambini.</pre><pre>Per terminare l’evento è previsto uno spettacolo pirotecnico per augurare a tutti un BUON NATALE!</pre><pre>&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;</pre><p>&nbsp;</p><p>Questa è una versione base di quello che potete fare con schema.org .</p><p>&nbsp;</p><p>Come vedete ho utilizzato il tag div dove ho messo gli attributi di cui avevo accennato sopra seguiti dal richiamo al vocabolario http://schema.org/Event .</p><p>&nbsp;</p><p>Poi ho messo il nome dell’evento all’interno del tag <strong>span </strong>con il proprio <strong>itemprop</strong>. Se utilizzate un url potete sia metterlo come ho fatto per il nome (cioè “&lt;<strong>span </strong>itemprop=”url”&gt;http://www.dominio.boh/evento&lt;/span&gt;&#8221;) che come l’ho messo nell’esempio: &lt;<strong>a</strong> <strong>itemprop</strong>=”url” href=”http://www.dominio.boh/evento”&gt;etc..&lt;/a&gt;. Se scegliete questa seconda opzione dovrete poi aggiungere: &lt;<strong>meta itemprop</strong>=&#8221;url&#8221; <strong>content</strong>=&#8221;http://www.dominio.boh/evento&#8221;/&gt;.</p><p>In fine per la data “&lt;meta itemprop=&#8221;startDate&#8221; content=&#8221;2011-12-24T21:30&#8243;/&gt; la vigilia di Natale alle 21:30” bisognerà utilizzare il tag meta seguito da (a parte l’ovvio itemprop) content=”” e la data in formato <a
href="http://it.wikipedia.org/wiki/ISO_8601">ISO_8601</a>.</p><p>Il tag meta va usato ogni volta che quello che appare è diverso all’utente da come lo deve leggere il motore di ricerca (sarebbe decisamente antiestetico se usassi 2011-12-24T21:30 come data).</p><p>&nbsp;</p><p>Una versione più avanzata sarebbe stata, ad esempio, sostituire il semplice &lt;span itemprop=&#8221;location&#8221;&gt;Palabla di Blablabla (BL)&lt;/span&gt; con:</p><p>&nbsp;</p><pre>&lt;div itemprop="location" itemscope itemtype="http://schema.org/Place"&gt;</pre><pre>    &lt;a itemprop="url" href="http://palabla.boh"&gt;</pre><pre>    Palabla</pre><pre>    &lt;/a&gt; di</pre><pre>    &lt;div itemprop="address" itemscope itemtype="http://schema.org/PostalAddress"&gt;</pre><pre>      &lt;span itemprop="addressLocality"&gt;Blablabla&lt;/span&gt;</pre><pre>      (&lt;span itemprop="addressRegion"&gt;BL&lt;/span&gt;)</pre><pre> &lt;/div&gt;</pre><pre>&lt;/div&gt;</pre><p>&nbsp;</p><p>Se spulciate le pagine vi accorgerete della complicata struttura che c’è in schema.org, non c’è un dentro è un fuori.. è tutto all’interno e all’esterno al contempo (in Event trovate Place, ma anche in Place trovate Event, e così via).</p><p>&nbsp;</p><p>Una volta inserito il vostro codice dovrete testarlo e per farlo vi basta andare sul pluricitato <a
href="http://www.google.com/webmasters/tools/richsnippets">Rich Snippets Testing Tool</a>. Questo strumento permette di verificare se il vostro codice è stato inserito correttamente e emula come potrebbe apparire il vostro risultato in SERP. Ho detto “potrebbe” perché non è certo che Google utilizzi tutti gli snippets che avete inserito.</p><p>Una volta verificato che funzionino dovreste segnalare il vostro sito a Google (si è un po’ controtendenza come cosa..). Le segnalazioni devono essere fatte <a
href="http://">qui</a>, anche se probabilmente Google abiliterà automaticamente gli Snippets dopo un po’ di tempo (ma questo dovrebbe velocizzare la procedura). Matt Cutts all’inizio di quest’anno ha spiegato <a
href="http://www.youtube.com/watch?v=thS5ryMXN88">in uno dei suoi video</a> che l’abilitazione può impiegare anche un mese o due (personalmente ho sperimentato che impiegano al massimo due settimane, ma non si sa mai).</p><p>&nbsp;</p><p>Adesso Google ha aperto i Rich Snippets a tutti i Webmaster creando dei videoche ha caricato nel <a
href="http://www.youtube.com/user/GoogleWebmasterHelp?feature=watch">Google Webmaster Central Channel</a> (dopo un primo video di introduzione l’altro ieri sono stati caricati ben dieci nuovi video). Sono filmati molto basilari che personalmente ritengo essere essenzialmente poco utili.</p><p>&nbsp;</p><p><iframe
src="http://www.youtube.com/embed/A-kX0Aut-18" frameborder="0" width="680" height="376"></iframe></p><p>&nbsp;</p><p>Questo è il video di presentazione. Sono tutti video di questa lunghezza che utilizzano un Inglese molto semplice e pulito (probabilmente pensando agli utenti internazionali).</p><p>&nbsp;</p><p><iframe
src="http://www.youtube.com/embed/EFAW-glY8aw" frameborder="0" width="680" height="376"></iframe></p><p>&nbsp;</p><p>Ho caricato questo video perché essenzialmente spiega quello di cui ho parlato sopra e quindi per completezza penso che sia interessante inserirlo.</p><p>&nbsp;</p><h3><strong>Alcune cose per concludere..</strong></h3><p><strong> </strong></p><p>Vorrei aggiungere giusto due cose per concludere, in primo luogo ho letto di un progetto Open Source per la creazione di un plugin per WordPress che permetta la gestione di tutti i tipi di schema.org e quindi per gli utenti del CMS presto dovrebbe essere disponibile un sistema semplice di implementare schema.org nel vostro sito. Io stesso avevo fatto un plugin, anche se probabilmente più elementare, per schema.org che avevamo diffuso in occasione del Symposium, quindi immagino che se ci sono riuscito io che non sono un programmatore presto esisterà un plugin per ogni CMS.</p><p>&nbsp;</p><p>Seconda cosa e più importante. Consiglio vivamente di inserire i Rich Snippets in ogni sito se possibile.</p><p>Il motivo è semplice: sono molto <strong>user friendly</strong>. Attraverso questi avete un sistema molto semplice per aumentare il CTR del vostro sito. Ci sono moltissimi test che vanno ad analizzare ciò che guarda l’utente attraverso l’eye-tracker e risulta evidente che l’utente guarda pochissimo la descrizione e molto immagini, places, video, titolo e Rich Snippets.</p><p>&nbsp;</p><p>Spero di aver fornito un trattazione abbastanza esauriente (lungi dall’essere completa.. ci sarebbe molto altro da dire).</p><p>&nbsp;</p><p><strong>Buon Natale!</strong></p><p><strong><br
/> </strong></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=3677</guid> <description><![CDATA[Oggi, navigando tra gli articoli, ne ho trovato uno che ritengo essere molto interessante e volevo quindi riproporvelo. Questo articolo riguardante il Freshness Update di Google è stato pubblicato da Justin Briggs sul suo blog. È estremamente interessante perché va ad analizzare, attraverso alcuni brevetti resi pubblici, come il motore di ricerca potrebbe capire che [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi, navigando tra gli articoli, ne ho trovato uno che ritengo essere molto interessante e volevo quindi riproporvelo.</p><p>Questo articolo riguardante il Freshness Update di Google è stato pubblicato da Justin Briggs sul <a
href="http://justinbriggs.org/methods-for-evaluating-freshness">suo blog</a>.</p><p>È estremamente interessante perché va ad analizzare, attraverso alcuni brevetti resi pubblici, come il motore di ricerca potrebbe capire che stiamo cercando qualcosa che rientra nella categoria “notizie fresche” e i metodi che potrebbe utilizzare per dare valore alle notizie fresche</p><p>Chiedo scusa perché in alcuni casi non si riesce a trovare un equivalente in italiano di quanto Justin scriva e quindi ho dovuto usare un po&#8217; di inventiva, spero non me ne vogliate (ad esempio &#8220;Stale Content&#8221; = &#8220;Contenuti Stantii&#8221; ma per non dare una connotazione negativa ho preferito utilizzare &#8220;Contenuti Statici&#8221; oppure i termini “fresco” e “freschezza” usati un po’ impropriamente).</p><h3><strong>Data di Inizio</strong></h3><p>Per iniziare ci sono due principali gruppi di contenuti:</p><ol><li>i Contenuti Statici &#8211; Contenuti non aggiornati da molto tempo.</li><li>i Contenuti Freschi &#8211; Contenuti aggiornati più recentemente/frequentemente, che includono anche nuovi contenuti.</li></ol><p>Per capire quanto un contenuto valga, il motore di ricerca guarda la data di inizio del documento che include sia la data vera e propria che l&#8217;orario di pubblicazione. Possiamo avere due differenti tipi di valori iniziali.</p><ol><li>la data di inizio del documento (primo crawling o prima indicizzazione o varie).</li><li>la data di inizio del documento una volta apparso come risultato di ricerca.</li></ol><p>In poche parole, un articolo appena apparso sul web può avere una data di inizio recente ma non venire mostrato in SERP per un lungo periodo di tempo.</p><p>Le date di inizio possono derivare da:</p><ol><li>la data del primo passaggio dello spider.</li><li>la data di quando è stato trovato per la prima volta un link verso la pagina.</li></ol><p>Esistono diversi modi con cui Google potrebbe guardare la data di inizio, ma non sappiamo quale potrebbe usare. Potrebbe perfino usare diversi tipi contemporaneamente il tutto dipende dal caso specifico.</p><p>I motori di ricerca possono anche definire una soglia da superare prima di definire la data di inizio. Per esempio, la soglia potrebbero essere tre links, quindi sebbene il motore di ricerca trovo i primi due links la data di inizio non viene ancora definita fino alla scoperta del terzo. Questo procedimento è facile immaginarlo applicato ai Social Media dove un primo link ha poca rilevanza ma, una volta che si è avviata la diffusione della notizia, il valore soglia viene facilmente raggiunto e superato.</p><p>Google ci dice:</p><p
style="text-align: center;">&#8220;uno dei fattori di freschezza &#8211; una delle maniere in cui si può determinare se un contenuto è fresco o meno &#8211; è il momento in cui la pagina è stata visitata per la prima volta dallo spider&#8221;</p><p>Una volta definita la data di inizio può essere calcolato un delta tra il timestamp della query e la data di inizio. Questo delta è &#8220;l&#8217;età&#8221; del documento. Inoltre, questo delta può essere usato come lasso di tempo per il calcolo dei links guadagnati. Ad esempio una pagina pubblicata da un giorno ma con 10 backlinks può essere valutata diversamente da una pagina che 100 backlinks ma pubblicata da dieci anni.</p><p>Grazie a queste informazioni, il motore di ricerca può usare i dati storici per dare un peso al risultato. Nel brevetto <a
href="http://www.google.com/patents/download/12_902_966_DOCUMENT_SCORING_BASED_ON_DOC.pdf?id=BDAOAQAAEBAJ&amp;output=pdf&amp;sig=ACfU3U1GYrjkBYqN6nze3LvwrckTYhet-g">US 2011/0029542</a> (link), viene fornita la seguente equazione:</p><p
style="text-align: center;">H = L/ln(F+2)</p><p>Dove: H = History Adjusted Score (Il punteggio legato alla freschezza del link), L = Link Score (la rilevanza calcolata con gli usuali metodi di analisi dei links) e F = Elapsed Time (il delta di cui si è parlato prima).</p><p>Per coloro che amano maggiormente la matematica possono trovare più informazioni leggendo il brevetto, ma in ogni caso è piuttosto chiaro di come il valore del link diminuisca. Il grafico dell&#8217;equazione potrebbe essere qualcosa del genere.</p><p>&nbsp;</p><p
style="text-align: center;"><a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/1-history-adjusted-score.png"><img
class="size-full wp-image-3678 aligncenter" title=" history-adjusted-score" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/1-history-adjusted-score.png" alt="" width="586" height="314" /></a>￼</p><p>&nbsp;</p><p>Il risultato evidente della funzione è che un URL riceve un valore maggiore a seconda di quanto sia vicino alla data di inizio della pagina. Questo valore diminuisce rapidamente con l&#8217;aumento del delta ma la sua corsa non è lineare ma logaritmica e perciò questa perdita di valore tende ad affievolirsi col tempo. Ipoteticamente si arriverà ad un punto il cui la perdita di valore sarà sufficientemente lenta da rendere quasi irrilevante l&#8217;aumento del delta.</p><p>Bisogna anche far notare che questa equazione si deve applicare soltanto alle queries che danno importanza al fattore temporale.</p><p><strong>Età Media del Set di Documenti</strong></p><p>Un altro metodo per assegnare un valore utilizzando la date di inizio è quello di confrontare ogni documento di un set con l&#8217;età media di ogni documento. Il singolo documento nel set potrà poi essere valutato in base alla differenza tra l&#8217;età del documento e la media del set.</p><p
style="text-align: center;">￼<a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/2-average-age-document-set.png"><img
class="size-full wp-image-3679 aligncenter" title="2-average-age-document-set" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/2-average-age-document-set.png" alt="" width="215" height="210" /></a></p><p>&nbsp;</p><p>Questo metodo potrebbe essere applicato per i prima 10, 30 o 50 risultati di una queries in cui è rilevante la freschezza.</p><p><strong>Cambiamenti nelle Pagine</strong></p><p>Fino a questo punto si è assunto che il documento non fosse cambiato nel tempo, ma questa analisi può esser estesa guardando le parti del contenuto che sono cambiate rispetto a quelle che sono rimaste invariate. Un esempio banale è la homapage che estrae i contenuti di un blog, i quali cambiano frequentemente, mentre il resto della pagina resta inalterato.</p><p>&nbsp;</p><p
style="text-align: center;"><a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/3-portion-content-change.png"><img
class="size-full wp-image-3680 aligncenter" title="3-portion-content-change" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/3-portion-content-change.png" alt="" width="413" height="253" /></a>￼</p><p>&nbsp;</p><p>Il valore dato al documento (Update Score) dall&#8217;aggiornamento dei contenuti viene calcolato attraverso una sommatoria ponderata.</p><p>&nbsp;</p><p
style="text-align: center;">U = f(UF,UA)</p><p>&nbsp;</p><p>Dove: U = Update Score, UF = Upadate Frequency Score (punteggio legato alla frequenza di aggiornamento) e UA = Update Amount Score (punteggio legato alla percentuale della pagina su cui ha influito il cambiamento).</p><p>In pratica, se si cambia poco contenuto bisogna aggiornarlo più spesso per avere lo stesso valore dato ad aggiornamenti meno frequenti ma di un maggiore contenuto.</p><p>Inoltre l&#8217;UA si potrebbe dare un peso diverso ai diversi elementi su cui ha influito l&#8217;aggiornamento. Ad esempio, se si aggiorna il menù di navigazione o la sidebar il peso che viene assegnato potrebbe essere minimo o addirittura nullo.</p><p>Inoltre i motori di ricerca potrebbero confrontare l&#8217;UF e l&#8217;UA per determinare il tasso di crescita degli aggiornamenti e capire se stia aumentando o diminuendo.</p><p><strong> </strong></p><p><strong>Punteggio Legato alle Queries</strong></p><p>Se una frase, o un gruppo di frasi, vengono ricercate più frequentemente ciò potrebbe indicare che una query è diventata popolare. Nel caso, i documenti legati a questa query potrebbe venire posizionati più in alto rispetto ad elementi di altre query e il motore di ricerca potrebbe aumentare il peso legato alla freschezza delle pagine.</p><p>Il motore di ricerca potrebbe anche guardare il CTR del risultato per un periodo di tempo. Se un articolo in un gruppo di risultati ottiene un CTR che aumenta nel tempo, il suo punteggio potrebbe venire aumentato e il suo ranking potrebbe aumentare. Se un documento con contenuti &#8220;statici&#8221; subisce un considerevole aumento di visite in poco tempo potrebbe far cambiare al documento la categoria con cui era stato classificato e quindi farlo passare da &#8220;contenuto statico&#8221; a &#8220;contenuto fresco&#8221; e quindi subire i vari fattori legati al tempo.</p><p>&nbsp;</p><p><strong>Punteggio Legato ai Links</strong></p><p>Un procedimento analogo a quello descritto poco fa potrebbe essere fatto sui links. Se appaiono (o scompaiono) un gran numero di links, il tasso di cambiamento potrebbe essere utilizzato dal motore di ricerca per capire se un contenuto sta diventando fresco (o statico). Analogamente al caso precedente, il relativo peso dato ai singoli documenti verrebbe cambiato in funzione della nuova classificazione.</p><p>Inoltre il motore di ricerca potrebbe valutare la freschezza degli stessi links. E quindi il valore dato dal link potrebbe essere determinato in funzione del tempo da cui lo stesso è stato sottoposto. Il valore potrebbe potrebbe essere anche valutato in funzione dell&#8217;Update Score descritto precedentemente.</p><h3>FreshRank</h3><p>FreshRank è un termine coniato dallo stesso Justin Briggs (autore del post originale) per descrivere la &#8220;freschezza&#8221; che viene passata dai links (come viene indicato nel brevetto <a
href="http://www.google.com/patents/download/12_854_727_SYSTEMS_AND_METHODS_FOR_DETER.pdf?id=czDwAAAAEBAJ&amp;output=pdf&amp;sig=ACfU3U2w0WYzea8B7XZAVry93N9-mA4Hvw">US 2010/0325114</a>.</p><p
style="text-align: center;">￼<a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/4-freshrank.png"><img
class="size-full wp-image-3681 aligncenter" title="4-freshrank" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/4-freshrank.png" alt="" width="314" height="459" /></a></p><p>&nbsp;</p><p>Il FreshRank viene usato in combinazione ad una analisi del tipo di fonte da cui proviene il link. Quindi se il link viene da siti considerati avere Contenuti Statici (Stale) o da siti con Contenuti Freschi (Fresh) il sito verrà valutato diversamente.</p><p>&nbsp;</p><p
style="text-align: center;"><a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/5-relative-mass-freshrank.png"><img
class="size-full wp-image-3682 aligncenter" title="5-relative-mass-freshrank" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/5-relative-mass-freshrank.png" alt="" width="514" height="358" /></a>￼</p><p>&nbsp;</p><h3><strong>Bloccare i Contenuti Statici</strong></h3><p>Un altro metodo che promuove i contenuti freschi, e crea un sistema che priviligia contenuti freschi, sia attraverso la creazione di un sistema vero e proprio che attraverso la mera eliminazione dei contenuti statici (come descritto nel brevetto <a
href="http://www.google.com/patents/download/7987172_Minimizing_visibility_of_stale_c.pdf?id=5aLnAQAAEBAJ&amp;output=pdf&amp;sig=ACfU3U25o19WFXZTYFkYM2tETNbBOKz6tQ">US 7987172</a>).</p><p>In questo modo i motori di ricerca riducono la possibilità di fornire risultati statici. Questo è un processo iterativo che, attraverso un successivi passaggi del crawler sulle pagine, permette di determinare l&#8217;intervallo ottimale tra i vari crawl.</p><p>&nbsp;</p><p
style="text-align: center;">￼<a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/6-crawl-rate-tiers.png"><img
class="size-full wp-image-3683 aligncenter" title="6-crawl-rate-tiers" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/6-crawl-rate-tiers.png" alt="" width="575" height="343" /></a></p><p>&nbsp;</p><p>Ripetendo il processo viene aggiustato l&#8217;intervallo di crawl dei documenti.</p><p>&nbsp;</p><p
style="text-align: center;"><a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/7-evaluate-tier.png"><img
class="size-full wp-image-3684 aligncenter" title="7-evaluate-tier" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/7-evaluate-tier.png" alt="" width="561" height="416" /></a>￼</p><p>&nbsp;</p><p>Questo processo iterativo prenderà in considerazione solamente i cambiamenti considerevoli apportati al documento.</p><p>Questo procedimento, combinato con alcuni updates quale Caffeine, permette a Google di dare maggiore priorità ad alcuni siti giacché si aumenta la velocità del processo di indicizzazione e calcolo del ranking. Nel processo, verrà quindi analizzato se la pagina ha subito un cambiamento dall&#8217;ultimo crawl e, nel caso, si andrà ad analizzare tale cambiamento.</p><p>Altri fattori, quali PageRank e il CTR in SERP, potranno essere usati, in aggiunta, per determinare la frequenza di crawling.</p><p>Interessante in questo sistema è il fatto che processo permette una molto rapida indicizzazione dei contenuti freschi.</p><p>&nbsp;</p><h3>Usare i Microblog (Social)</h3><p>Un altro brevetto interessante, stavolta di Yahoo!, perla dell&#8217;utilizzo dei dati provenienti dal microblogging per determinare il ranking US 2011/0246457A1 (link). È interessante anche perché il microblogging indubbiamente è fonte di notizie fresche.</p><p>Google ci dice:</p><p
style="text-align: center;">&#8220;Molto spesso quando si tratta di breaking news i microblog sono i primi a pubblicare. Noi siamo in grado di mostrare risultati per eventi recenti o per hot topics entro pochi minuti dalla indicizzazione della pagina, inoltre noi cerchiamo sempre di fornire il risultato più rilevante e lavoriamo per migliorare in questo&#8221;</p><p>Sappiamo che sicuramente Google usa i microblog, e il prevetto di Yahoo! ci fornisce alcune idee interessanti su come possa fare.</p><p>Una delle cose interessanti che si leggono nel brevetto è che si utilizzano diversi crawler per i contenuti web e quelli dei microblog. I contenuti vengono analizzati e trattati diversamente.</p><p>&nbsp;</p><p
style="text-align: center;">￼<a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/8-microblog-crawl.png"><img
class="size-full wp-image-3685 aligncenter" title="8-microblog-crawl" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/8-microblog-crawl.png" alt="" width="290" height="424" /></a></p><p>&nbsp;</p><p>Gli URLs trattati vengono mantenuti separati e posizionati indipendentemente prima di essere combinati tra di loro, per poi essere restituiti all&#8217;utente. Il brevetto fornisce anche una lista di microblog usati per ottenere URLs fresche (quali Twitter, MySpace, LinkedIn, Tumblr e altri). Bisogna sempre sottolineare, come fa anche il brevetto tra l&#8217;altro, che questo processo viene utilizzato solo per queries in cui il fattore tempo è importante.</p><h3>Attivare gli Algoritmi per le Ricerche &#8220;Fresche&#8221;</h3><p>Tutti i potenziali metodi che abbiamo analizzato sono legati a queries che vengono considerate dal motore di ricerca &#8220;fresche&#8221;. Nei qual casi, ci sono una numero di fattori dovuti alla freschezza che vengono utilizzati insieme ai normali fattori per la determinazione del ranking.</p><p>Una cosa interessante in questi brevetti è la capacità di apprendimento automatico del sistema, come descritto nel brevetto <a
href="http://appft1.uspto.gov/netacgi/nph-Parser?Sect1=PTO1&amp;Sect2=HITOFF&amp;d=PG01&amp;p=1&amp;u=%2Fnetahtml%2FPTO%2Fsrchnum.html&amp;r=1&amp;f=G&amp;l=50&amp;s1=%2220110093459%22.PGNR.&amp;OS=DN/20110093459&amp;RS=DN/20110093459">US 2011/0093459</a>.</p><p>Il problema comunque che ci si pone è legato a come il motore di ricerca possa capire se una frase, o un set di frasi, sono queries che cercano la notizie fresche. Il motore di ricerca può guardare i cambiamenti, come la variazione di quali il volume di traffico per una query, la variazione di links o l&#8217;aumento di citazioni, come segnale di freschezza. Tramite questi fattori il motore di ricerca può capire se una query è &#8220;molto chiaccherata&#8221;.</p><p>In questo caso i segnali inviati dagli utenti permettono al motore di ricerca di capire di che tipo si tratta la query digitata. Ad esempio quando usa celebrità muore improvvisamente la query legata a quel nome diventa una query fresca, Google non mostrerà più risultati legati ai lavori (quali film) di quella celebrità ma verranno mostrate notizie relativa alla sua dipartita.</p><p>Interessante è notare che il brevetto dice:</p><p
style="text-align: center;">&#8220;Gli esperimenti indicano che circa il 34.6% delle informazione provenienti dai Network viene considerata legata alla freschezza&#8221;</p><p>E nell&#8217;annuncio del Freshness Update, Google dice:</p><p
style="text-align: center;">&#8220;colpirà circa il 35% delle ricerche&#8221;.</p><p>&nbsp;</p><p>&nbsp;</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1272</guid> <description><![CDATA[Ieri Google ha introdotto una nuova funzione (già annunciata la settimana scorsa) che permette di aggiungere un&#8217;immagine come sfondo della Home Page del motore di ricerca, scegliendo fra una miriade di foto disponibili nella galleria e fra i propri scatti caricati su Picasa. Oggi, sul blog ufficiale, è uscita una comunicazione tramite quale l&#8217;azienda di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Ieri Google ha introdotto una nuova funzione (<a
href="http://googleblog.blogspot.com/2010/06/freeze-frame.html" target="_blank">già annunciata la settimana scorsa</a>) che permette di aggiungere un&#8217;immagine come sfondo della Home Page del motore di ricerca, scegliendo fra una miriade di foto disponibili nella galleria e fra i propri scatti caricati su Picasa.</p><p>Oggi, sul blog ufficiale, è uscita una comunicazione tramite quale l&#8217;azienda di Mountain View ha annunciato che nelle prossime 24 ore le immagini saranno impostate di default a rotazione: in questo modo gli utenti potranno abituarsi alla nuova funzione. L&#8217;immagine di sfondo viene caricata successivamente alla casella di ricerca ed al logo, in modo da non rallentare troppo le azioni di ricerca.</p><p>Tuttavia Google sembra aver perso un po&#8217; di usabilità con questa novità: voi cosa ne pensate?<br
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width="150" height="150" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/google-wallpaper-default-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Google Wallpaper Default" title="Google Wallpaper Default" /></a> <a
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width="150" height="150" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/google-wallpaper-grey-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail" alt="Google Wallpaper Grey" title="Google Wallpaper Grey" /></a> <a
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1237</guid> <description><![CDATA[Google ha presentato da qualche giorno un nuovo servizio chiamato Google Search Stories e appositamente creato per la creazione di video in modo automatico da pubblicare su YouTube. Tramite Google Search Stories è possibile creare interessanti video appoggiandosi a gran parte dei servizi di Google: a partire dalla ricerca web semplice, passando per Google Images, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Google ha presentato da qualche giorno un nuovo servizio chiamato Google Search Stories e appositamente creato per la creazione di video in modo automatico da pubblicare su YouTube. Tramite Google Search Stories è possibile creare interessanti video appoggiandosi a gran parte dei servizi di Google: a partire dalla ricerca web semplice, passando per Google Images, fino ad arrivare alle news e ai blogs.</p><p
style="text-align: center;"><a
href="http://www.youtube.com/user/SearchStories"><img
class="aligncenter size-full wp-image-1238" title="Google Search Stories" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/Schermata-2010-04-21-a-20.11.58.png" alt="Google Search Stories" width="532" height="36" /></a></p><p>Tramite questo servizioè possibile creare senza alcuna competenza video creativi per diffondere notizie, fare un po&#8217; di humor o addirittura un po&#8217; di marketing! Pensate semplicemente cosa si può fare con un video che focalizza l&#8217;attenzione dell&#8217;utente su un determinato argomento, presentandolo nella maniera opportuna. Per il settore turistico poi, grazie alla funzione di agganciarsi anche a Google Maps per la creazione dei video e a Images per foto e immagini si potrebbero creare interessanti presentazioni alternative di strutture e zone. Gli usi sono molti, a voi la parola!</p><p><a
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1181</guid> <description><![CDATA[Google ha annunciato ieri l&#8217;introduzione di una nuova, interessante feature negli Strumenti per i Webmaster, utile soprattutto a coloro che gestiscono siti con più proprietari o webmaster che devono guardare le statistiche. La nuova caratteristica consente di &#8220;invitare&#8221; altri amici a poter accedere alle informazioni relative ad un sito web e alla gestione dello stesso [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Google <a
href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2010/03/sharing-verification-love.html" target="_blank">ha annunciato</a> ieri l&#8217;introduzione di una nuova, interessante feature negli Strumenti per i Webmaster, utile soprattutto a coloro che gestiscono siti con più proprietari o webmaster che devono guardare le statistiche. La nuova caratteristica consente di <strong>&#8220;invitare&#8221; altri amici </strong>a poter accedere alle informazioni relative ad un sito web e alla gestione dello stesso tramite gli strumenti per i Webmaster via email.</p><p><img
class="aligncenter size-full wp-image-1182" title="Strumenti per i Webmaster" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/Strumenti-Webmaster.png" alt="Strumenti per i Webmaster" width="450" height="102" /></p><p>Prima dell&#8217;introduzione di questa funzione ogni persona che voleva accedere al pannello di amministrazione degli Strumenti per i Webmaster relativo ad un sito doveva fare l&#8217;upload di un file nella root o aggiungere un metatag nell&#8217;header per verificare di essere effettivamente il vero proprietario.</p><p>Da oggi è invece possibile, per chi ha già verificato l&#8217;account tramite il metodo classico, <strong>consentire ad altre persone l&#8217;accesso, invitandole via email. </strong></p><p>Per farlo bisogna recarsi a <a
title="Verifica Account" href="https://www.google.com/webmasters/verification/" target="_blank">questo link</a> e cliccare sul link &#8220;Dettagli verifica&#8221; relativo al sito per cui si vuole dare l&#8217;accesso ad un&#8217;altra persona. Si aprirà la pagina con tutti gli utenti che hanno l&#8217;accesso: da qui sarà possibile aggiure o rimuovere utenti con l&#8217;accesso, inserendo una email usata come account Google.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1155</guid> <description><![CDATA[Era da un po&#8217; di tempo che avevo in mente di rilanciare le interviste su SeoPoint e questa volta l&#8217;ho voluto fare in grande: le nuove interviste devono essere tematiche, di approfondimento serio, di alto livello e in formato video! Il primo SEO intervistato per questo ciclo di interviste che sta iniziando è Michele Caivano: [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Era da un po&#8217; di tempo che avevo in mente di rilanciare le interviste su SeoPoint e questa volta l&#8217;ho voluto fare in grande: le nuove interviste devono essere tematiche, di approfondimento serio, di alto livello e in formato video! Il primo SEO intervistato per questo ciclo di interviste che sta iniziando è <strong><a
href="http://www.fortunecat.it/" title="Michele Caivano">Michele Caivano</a>: esperto di Mobile SEO, Mobile Web e Google Mobile</strong>, tanto che ne ha parlato ben due volte a due diversi convegni, il Symposium GT di Ottobre scorso ed il Convegno GT 2009.</p><p>Prima di partire con i video faccio una precisazione importante: tutto ciò che viene detto da Michele Caivano sul search index è una sua opionione &#8220;motivata dal fatto che la differenza presente tra gli algoritmi di Google tradizionale e mobile rende molto plausibile la presenza di una gestione parzialmente separata degli indici&#8221;, ma <strong>resta un&#8217;opinione,</strong> per quanto plausibile e probabilmente corrispondente alla verità. Quindi non prendete le sue parole come oro colato, bensì usate questa intervista per capire molte nuove cose su Google Mobile e su un mercato di cui spesso si sa veramente poco, su cui Michele ha fatto studi approfonditi e che adesso può &#8220;distribuire&#8221; a tutti tramite eventi ed interviste come questa.</p><p>Buona visione e buon approfondimento:</p><h2>Google Mobile ed il Mobile Web in Generale</h2><p><object
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/> Ciao a tutti, sono Paolo Dello Vicario, di SeoPoint.org! Con questa video-intervista vogliamo iniziare una serie di video formativi e di approfondimento sulla SEO e sul Web Marketing che possono sempre tornare utili a chi lavora in questi campi. Il primo SEO che abbiamo voluto contattare è stato Michele Caivano, che conosce molto bene Google Mobile e si occupa di fare SEO in maniera più tecnica, ha infatti presentato da poco una serie di tools che potete trovare all’indirizzo qui sotto.</p><p>La prima domanda è molto generale, Michele: puoi introdurre Google Mobile a chi non lo conosce?</p><h2>Settori Migliori per il Mobile</h2><p>Passiamo alla seconda domanda: il Mobile Web è in evoluzione e sicuramente rappresenta una grossa opportunità per molti settori. Secondo te chi, per primo, dovrebbe interessarsi dell’ottimizzazione dei siti per il Mobile? In quale settore insomma il Mobile è già una realtà troppo importante da non poter essere ignorata per nessun motivo?<br
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classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="515" height="314" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param
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/> <object
classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="515" height="314" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1076</guid> <description><![CDATA[Google ha annunciato la nascita di due nuove tecnologie per affiancare e migliorare i risultati di ricerca. La funzione Answer Highlighting per Google Squared e la funzione eventi per Rich Snippets]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Nel secondo evento Seachology, Google aveva annunciato la nascita di Google Squerd e di Rich Snippets, due sistemi che permettono di velocizzare le ricerche.<br
/> Tutt’ora Google sta apportando miglioramenti a queste tecnologie.</p><p>Una delle ultime novità è la caratteristica “<strong>answer-highlighting</strong>” per la ricerca e una nuova funzione di Rich Snippets per includere gli eventi.</p><p>Google Squared identifica ed estrae automaticamente i dati strutturati della ricerca. Gli studi dietro Google Squared sono riusciti a migliorare la ricerca con la nuova funzione &#8220;answer highlighting&#8221;.<br
/> Answer highlighting aiuta a ottenere informazioni più velocemente trovando e <strong>evidenziando le probabili risposte</strong> alle richieste della ricerca. La caratteristica è destinata per le ricerche con risposte concrete. Se le pagine restituite per queste ricerche contengono una risposta semplice, il testo che si cerca verrà messo grassetto per facilitarne la consultazione.</p><p>Rich Snippets permette ai webmaster di annotare nelle pagine dati strutturati così che possano essere individuati e copiati nello snippet per facilitare la ricerca.<br
/> Finora le funzioni di questa tecnologia si limitavano alle recensioni (evidenziandone il numero e la media dei voti) e alle persone nei social network (evidenziandone la residenza, il lavoro e gli amici all’interno del sociol nework) .<br
/> Recentemente ha aggiunto un nuova funzione di Rich Snippets: <strong>gli eventi</strong>. Il nuovo formato migliora i risultati della ricerca, inserendo link ai nomi di un evento specifico, date e luoghi.<br
/> Usando “<strong>hCalendar microformat</strong>”, Google mostrerà informazioni e link a eventi specifici all’interno dello snippet nel risultato di ricerca (avendo appena lanciato questa funzione, Google, non garantisce che gli snippet mostrino l’informazione, ma annuncia che gradualmente tutte le informazioni verranno mostrate).</p><p>Ci vorrà tempo perché tutti i webmaster attuino questo nuovo codice.  Per maggiori dettagli cercare su Webmaster Central.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1032</guid> <description><![CDATA[In questo video Matt Cutts ci spiega come Google valuta i link presenti sui vari profili di alcuni social network (quali Facebook e Twitter). In primo luogo ci spiega che sostanzialmente Google valuta i link allo stesso modo e non importa troppo la provenienza del link, perciò anche FB, Twitter e i vari social network [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><object
classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="515" height="314" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param
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type="application/x-shockwave-flash" width="515" height="314" src="http://www.youtube.com/v/UxTmZulcQZ0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p><p>In questo video Matt Cutts ci spiega come Google valuta i link presenti sui vari profili di alcuni social network (quali Facebook e Twitter).<br
/> In primo luogo ci spiega che sostanzialmente Google valuta i link allo stesso modo e non importa troppo la provenienza del link, perciò anche FB, Twitter e <strong>i vari social network hanno rilevanza nel page rank</strong>.</p><p>Ma purtroppo, su Facebook, una cosa interessante è che <strong>molti profili non sono pubblici</strong>, quindi Google non può visualizzare la pagina e segnare i link presenti in essa.<br
/> Perciò solo se i profili sono completamente pubblici Google può considerare i link, se non lo sono probabilmente non potrà.</p><p>Anche su Twitter abbiamo una situazione sfavorevole al page rank infatti <strong>la maggior parte dei link è “nofollow”</strong> e quindi non viene valutata.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1009</guid> <description><![CDATA[Nel futuro, Matt Cutts, vede il presentarsi di numerose innovazioni per quel che riguarda la ricerca nel web. È ancora diffusa l’idea che la ricerca sia semplicemente il confronto tra le parole inserite nel motore di ricerca e i vari documenti disponibili, mentre, in realtà, Google va ad analizzare i possibili collegamenti tra le parole [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><object
classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="515" height="314" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param
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type="application/x-shockwave-flash" width="515" height="314" src="http://www.youtube.com/v/IZF13_4obbQ&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p><p>Nel futuro, Matt Cutts, vede il presentarsi di numerose innovazioni per quel che riguarda la ricerca nel web.</p><p>È ancora diffusa l’idea che la ricerca sia semplicemente il confronto tra le parole inserite nel motore di ricerca e i vari documenti disponibili, mentre, in realtà, Google va ad analizzare i possibili collegamenti tra le parole inserite per fornire risultati più pertinenti, e in questo Matt Cutts vede un forte progresso.</p><p>Un altro elemento che andrà sviluppato sarà legato al fatto che la gente vuole un sistema più pratico per archiviare i dati tramite<strong> l&#8217;uso del Cloud Computing</strong>, sul quale Google vuole affermarsi tramite <strong>Google Chrome OS</strong>. Di questa già un buon passo avanti è Gmail nel quale i dati sono contenuti su un Hard Drive che costudisce un&#8217;altra compagnia.</p><p>La gente vuole una ricerca migliore, più facile e che fornisca un maggior numero di risultati. Senza dubbio questo fattore è un fattore in continuo miglioramento anche perché quando si migliora la gente già chiede di più e senza dubbio si faranno progressi in questo campo.</p><p>Ma senza dubbio quello che avrà un maggiore sviluppo sarà<strong> il mondo della Mobile Search</strong>, anche perché la diffusione dei cellulari è di gran lunga superiore a quella dei computer. Ogni <strong>telefonino è come un computer a portata di mano </strong>e ci sono molte cose da fare per rendere la ricerca migliore per esempio si dovrebbe creare un apposito Browser, anche l’utilizzo degli SMS potrebbero avere un largo sviluppo nella navigazioni.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1006</guid> <description><![CDATA[Google News ha aggiunto alla sua Home Page USA, un progetto sperimentale di presente in Labs, Google Fast Flip. Fast Flip è una nuova funzione da tempo raggiungibile all&#8217;indirizzo http://fastflip.googlelabs.com/ che si integra perfettamente con Google News e che mostra in formato visuale le novità prese da 90 siti d&#8217;informazione ben scelti, in pratica una [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Google News ha aggiunto alla sua Home Page USA, un progetto sperimentale di presente in Labs, Google Fast Flip. Fast Flip è una nuova funzione da tempo raggiungibile all&#8217;indirizzo http://fastflip.googlelabs.com/ che si integra perfettamente con Google News e che mostra in formato visuale le novità prese da 90 siti d&#8217;informazione ben scelti, in pratica una specie di Slider, come è anche presente su molti blogs e siti web.</p><p>Tramite questa nuova feature Google vuole agevolare la lettura dei contenuti, puntando ancora una volta sulla <a
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href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/google-fast-flip.jpg"><img
class="alignnone size-full wp-image-1007" style="border: 1px solid #666666;" title="Google Fast Flip" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/google-fast-flip.jpg" alt="Google Fast Flip" width="510" height="182" /></a></p><p>Gli editori hanno reagito bene a Fast Flip, perché si avvicina molto di più alla lettura di una rivista tradizionale. Google lo ha annunciato pochi giorni fa nel <a
href="http://googlenewsblog.blogspot.com/2010/01/fast-flip-now-available-on-google-news.html" target="_blank">blog ufficiale</a> affermando che: &#8220;la velocità e la natura visiva del servizio incoraggia i lettori a guardare molti articoli&#8221;.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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