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><channel><title>Seo Point - Posizionamento e SEO &#187; SEO</title> <atom:link href="http://www.seopoint.org/tag/seo/feed" rel="self" type="application/rss+xml" /><link>http://www.seopoint.org</link> <description>Risorse, News, Guide ed Articoli sulla promozione dei siti Web.</description> <lastBuildDate>Thu, 26 Jan 2012 18:47:51 +0000</lastBuildDate> <language>en</language> <sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod> <sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency> <generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator> <item><title>Generare Contenuti Virali e SEO Friendly: Un Semplice Metodo</title><link>http://www.seopoint.org/generare-contenuti-virali-seo.html</link> <comments>http://www.seopoint.org/generare-contenuti-virali-seo.html#comments</comments> <pubDate>Wed, 27 Apr 2011 06:45:26 +0000</pubDate> <dc:creator>Stefano Sarao</dc:creator> <category><![CDATA[SEO]]></category> <category><![CDATA[Link Building]]></category> <category><![CDATA[SEOMoz]]></category><guid
isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=3500</guid> <description><![CDATA[Oggi voglio condividere un modo incredibilmente semplice e potente per creare dei buoni contenuti SEO-Friendly. Non ci sono trucchi fantasiosi o metodi esoterici su come iniziare, è, infatti, raro trovare un organizzazione che segua questi passi e quindi queste linee ti possono permettere di differenziarti e costruire un vantaggio sui concorrenti. Primo Passo: Creare un [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Oggi voglio condividere un modo incredibilmente semplice e potente per creare dei buoni contenuti SEO-Friendly.  Non ci sono trucchi fantasiosi o metodi esoterici su come iniziare, è, infatti, raro trovare un organizzazione che segua questi passi e quindi queste linee ti possono permettere di differenziarti e costruire un vantaggio sui concorrenti.</p><h2>Primo Passo: Creare un sondaggio</h2><p>Nessuno conosce esattamente cosa vogliono gli utenti se non gli utenti stessi, quindi lasciategli dire ciò che desiderano. Per capirlo, inizieremo con una serie di brevi domande nelle quali chiederemo all’interpellato di immaginare compiere una ricerca. Qui c’è un esempio (in lingua inglese):</p><p><img
class="alignnone size-full wp-image-3501" title="Sondaggio SEO" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/sondaggio-seo1.gif" alt="Sondaggio SEO" width="580" height="682" /></p><p>La struttura base è semplice: richiedere quali sono le tre parti del contenuto che interessano all’utente, poi chiedere loro le caratteristiche che rendono un pagina degna di essere condivisa (questo è importante perché spesso differisce sostanzialmente dalle pagine che semplicemente rispondo ad una domanda dell’utente). In fine potete chiedere agli interpellati di fare la ricerca (bisogna fare questa domanda solamente alla fine perché potrebbe influenzare le loro risposte) e di riportare i risultati che gli sono piaciuti (che potrebbero fornire ulteriori chiarimenti).</p><h2>Secondo Passo: Contattare i vostri clienti (o potenziali clienti)</h2><p>Io ho condiviso questo tweet:</p><p><img
class="alignnone size-full wp-image-3502" title="Twitter SEO" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/twitter-rand2.gif" alt="Twitter SEO" width="400" height="162" /><br
/> Potete trovare clienti (o potenziali clienti) ovunque, dai vostri amici ai tuoi vicini o colleghi o, anche, i vostri contatti sui social network. Tutti coloro che corrispondono al vostro target o in grado di immedesimarsi nel suo target sono adatti allo scopo. Anche, un link in fondo alle vostre newsletter, o uno share button (per Facebook, Twitter, Linkedln, etc.. ) può aiutare. Potreste addirittura provare a pubblicare un link in qualche forum molto attivo o in un gruppo di discussione (facendo attenzione che non venga percepito come spam).</p><h2>Terzo Passo: Registrare i risultati + Elaborali per capire cosa vuole la gente</h2><p>I miei followers di Twittere sono chiaramente degli esperti di sedie perché mi hanno fornite alcuni fantastici risultati:</p><p><a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/risultati3.gif"><img
class="alignnone size-full wp-image-3503" title="risultati3" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/risultati3.gif" alt="" width="560" height="505" /></a></p><p>Qui ci sono alcuni suggerimenti molto interessanti, abbastanza per creare un serio percorso per la generazione di contenuti e per indirizzarmi nel perfezionamento di una landing page a cui non manchino le caratteristiche segnalate dagli interpellati (la cui carenza potrebbe incrementare la frequenza di rimbalzo, dare meno links/shares e, probabilmente, portare un minor tasso di conversione).</p><p>In questa sezione ci sono delle informazioni perfino migliori:</p><p><img
class="alignnone size-full wp-image-3504" title="Risultati SEO" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/risultati-seo4.gif" alt="Risultati SEO" width="562" height="372" /></p><p>Semplicemente straordinario. Credo che seguendo le raccomandazioni di questi fanatici di Twitter potrò creare la pagina con i migliori contenuti di tutte la pagine nella Top 20,</p><p>Quando fate tutto ciò formalmente, collezionate un numero sufficientemente elevato di risultati e usate il vostro intuito insieme ai risultati della vostra indagine per creare la miglior pagina possibile. Ogni caratteristica, ogni contenuto presente in almeno tre risposte potrebbe essere un buon valore soglia. Da ciò potete imparare cosa piace della SERP e aggiungere ogni buon suggerimento che vi hanno dato per creare una pagina “Condividibile”.</p><p
style="text-align: right;"><em>Liberamente Tradotto da: <a
href="http://www.seomoz.org/blog/great-content-for-seo-simpler-than-you-ever-imagined">Great Content for SEO: Simpler Than You Ever Imagined</a> di Rand Fishkin</em></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1686</guid> <description><![CDATA[SEO, campagne sui Social Media, campagne di Viral Marketing, AdWords, landing pages, video, grafica comunicativa, infografici, blogging, email marketing, content writing.. Se state leggendo SEO Point probabilmente vi trovate spesso a dover lavorare su queste cose, sia che lo facciate come professionisti, sia che lo facciate solo per promuovere il vostro sito. Magari si sviluppa [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a
href="http://www.fortunecat.it/contest/connect.php"><img
src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/logo-tdh.png" alt="Terres des Hommes" width="354" height="88" /></a><br
/> SEO, campagne sui Social Media, campagne di Viral Marketing, AdWords, landing pages, video, grafica comunicativa, infografici, blogging, email marketing, content writing.. Se state leggendo SEO Point probabilmente vi trovate spesso a dover lavorare su queste cose, sia che lo facciate come professionisti, sia che lo facciate solo per promuovere il vostro sito. Magari si sviluppa un brand, magari si cerca di incrementare velocemente le conversioni tramite le landing pages e piano piano si fa esperienza, si fanno le ossa. Nel tempo, un passo alla volta, si iniziano a vedere i risultati; si è soddisfatti anche per il ritorno economico. Spesso e volentieri è però qualcosa di strettamente personale.</p><p>Non sarebbe bello se potessimo mettere queste competenze al servizio di qualcun altro, dando <strong>il nostro piccolo contributo al miglioramento di una porzione di mondo</strong>?</p><p>È quello che si può fare con il <strong>nuovo contest</strong> indetto da Michele Caivano, in arte Fortunecat, insieme a <strong>Terres des Hommes Italia</strong>, fondazione che opera a livello mondiale per proteggere i bambini dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo.</p><p>Un contest a sfondo sociale, senza funzioni di test, a cui sono invitati tutti gli esperti di comunicazione, di web marketing, di SEO, di SEM, i blogger, ecc. Un contest che comunque mette premi molto interessanti in palio (un viaggio in Mozambico e una macchina fotografica Nikon Coolpix).</p><p>Per partecipare non bisogna fare altro che iscriversi tramite l&#8217;apposita pagina e poi cercare di <strong>convincere più persone possibili ad adottare un bambino a distanza</strong>; chi, a fine contest, sarà riuscito a produrre il maggior numero di adozioni, sarà dichiarato vincitore. Entrano quindi in gioco tutte le strategie di web marketing sperimentate in altri campi: post sui blog, campagne sui social, video.. Tutto!</p><p><strong>Il contest avrà luogo dal 10 febbraio al 10 maggio.</strong></p><p>Invito tutti quanti i lettori di SEO Point a partecipare: la <strong><a
href="http://www.fortunecat.it/contest/connect.php">pagina del contest la trovate cliccando qui</a>, </strong>diffondete la notizia e poi.. mettetevi in gioco anche voi!</p><p>E.. grazie a <a
href="http://www.fortunecat.it/">Michele</a> per avermi contatto per segnalare il contest e per aver organizzato una così bella iniziativa!<br
/> <a
href="http://www.fortunecat.it/contest/connect.php"><img
src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/logo-tdh.png" alt="Terres des Hommes" width="354" height="88" /></a></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1681</guid> <description><![CDATA[Problemi con il posizionamento di siti che mostrano un numero fisso di articoli per pagina? Avete paura che i vecchi contenuti perdano valore agli occhi di Google? Matt Cutts ci propone una soluzione totalmente white hat, semplicissima ma spesso trascurata da molti web master. La domanda arriva da Gus, in Massachusetts, per un sito di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Problemi con il posizionamento di siti che mostrano un numero fisso di articoli per pagina? Avete paura che i <strong>vecchi contenuti perdano valore agli occhi di Google</strong>? Matt Cutts ci propone una soluzione totalmente white hat, semplicissima ma spesso trascurata da molti web master. La domanda arriva da Gus, in Massachusetts, per un sito di Q&amp;A che soffre di questo problema, noto a quasi tutti i blogger e webmaster che pubblicano ogni giorno nuovi articoli.</p><p>Il rimedio sta nel mostrare, in fondo a ogni contenuto, una serie di <strong>articoli correlati</strong> estratti in modo automatico (per WordPress ci sono molti plugins disponibili) e, contemporaneamente, di dar <strong>risalto agli articoli più interessanti</strong> &#8211; basandosi sulle statistiche o su sistemi automatizzati collegati alla votazione degli utenti &#8211; portandoli in home page, in un&#8217;apposita sezione della pagina.</p><p>Una soluzione molto semplice, veloce da implementare ma che, per esperienza, porta ottimi risultati!</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1676</guid> <description><![CDATA[Paolo mi ha chiesto di scrivere un articolo riguardo il tool che abbiamo progettato con la mia web agency e spero che tale articolo sia utile a molti per capire come integrare il nostro strumento nella tua strategia SEO. Siamo all&#8217;alba del 2011 e ogni giorno webmaster e web agency sono alla ricerca di strategie [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Paolo mi ha chiesto di scrivere un articolo riguardo il tool che abbiamo progettato con la mia <a
href="http://www.marketingseoagency.com/" target="_self">web agency</a> e spero che tale articolo sia utile a molti per capire come integrare il nostro strumento nella tua strategia SEO. Siamo all&#8217;alba del 2011 e ogni giorno webmaster e web agency sono alla ricerca di strategie valide per<strong> portare traffico di qualità</strong> sui propri siti attivando una serie di strategie sui motori di ricerca come, ad esempio, l&#8217;attivazione di campagne di <strong>Article Marketing</strong> o la segnalazione delle proprie news sui siti di <strong>social bookmarking</strong>. All&#8217;estero, tali metodologie hanno già preso piede da anni, ma da noi in Italia non tutti hanno compreso a fondo come svolgere questi due tipi di attività. Nel lontano 2008, io e il mio team, decidemmo di dar vita quindi ad un tool strutturato per fare article marketing e social bookmarking nel migliore dei modi, automatizzando una serie di processi, sto parlando di <a
href="http://www.articlemarketingturbo.com/">Article Marketing Turbo</a>. Lo scopo del progetto è quello di far risparmiare tempo all&#8217;utente nello svolgere le attivita citate sopra, attraverso un pannello user friendly composto da una serie di funzioni uniche nel panorama italiano.</p><h2>La strategia SEO</h2><p>Prima di vedere come inserire Article Marketing Turbo in una <strong>strategia SEO</strong>, è bene spendere qualche parola sulla strategia stessa. Infatti prima di poter attuare una strategia di ottimizzazione si deve avere tra le mani qualcosa da ottimizzare e quindi ci deve essere un processo di analisi dei dati in nostro possesso da cui possiamo <strong>decidere i nuovi obiettivi e le azioni SEO per raggiungerle. </strong>Solitamente dopo l&#8217;analisi si individuano una serie di parole chiave di nicchia che hanno il miglior <strong>&#8220;conversion rate&#8221;</strong> e si lavora su di esse affinchè si possa ottenere un posizionamento migliore sui motori di ricerca da cui ne deriveranno più visite e di riflesso più vendite. Ma non tutte le keywords sono facilmente approcciabili e se il sito è appena nato, avendo un ranking molto basso sarà difficile ottenere da subito un buon posizionamento per le parole chiave selezionate.</p><h2>Il posizionamento indiretto</h2><p>Il posizionamento indiretto per me significa <span
style="text-decoration: underline;">posizionarsi sui motori di ricerca attraverso altri siti</span>, avendo quindi la possibilità di sfruttare la &#8220;forza&#8221; di questi per posizionare nostri contenuti per keywords &#8220;toste&#8221;. Infatti s egnalare le notizie su siti come oknotizie e simili, grazie alla grande quantità di contenuti sempre aggiornata fà in modo che questi riescano a posizionarsi nei primi giorni avanti nei risultati rispetto ad un piccolo sito, e questo porta sicuramente un guadagno immediato per attrarre potenziali clienti/lettori. Inoltre il posizionamento in prima pagina dei siti dedicati al social bookmarking non è deleterio per la propria attività in quanto una volta che google scandisce i nuovi contenuti, se il sito nel corso del tempo ha ottenuto un certo spessore, penserà sicuramente a posizionarli nella giusta graduatoria scavalcando così i siti di social bookmarking ed eventuali aggregatori che c&#8217;erano prima.</p><h2>Conclusione</h2><p>Concludo dicendo che Article Marketing Turbo è sicuramente un mezzo valido per migliorare la tua <strong>attività SEO</strong> online ma si tratta pur sempre di un mezzo infatti i risultati risultati dipendono anche da una serie di altri fattori come:</p><ul><li>cosa devi promuovere;</li><li>se hai già link;</li><li>cosa devi farni;</li><li>dalle parole chiavi a cui miri;</li><li>dal traffico che ti aspetti;</li><li>se sei pronto a ricevere tale 	traffico e convertirlo;</li><li>modello di conversione in atto;</li><li>e chi più ne ha ne metta&#8230;</li></ul><p>Maggiori informazioni riguardo tali metodologie le può trovare nella nostra <a
href="http://www.articlemarketingturbo.com/guida-article-marketing-social-bookmarking.pdf" target="_blank">guida gratuita</a> e per qualsiasi domanda non esitare a scrivermi nei commenti a questo articolo.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1605</guid> <description><![CDATA[Pochi giorni fa Matteo Sutto, di Neo SEO(servizi SEO, Paid Marketing e CRO, con focus particolare al ROI), mi ha contattato tramite il modulo di contatti di SeoPoint.. Pensavo fosse l&#8217;ennesima richiesta di scambio link, invece mi stava segnalando un lavoro, un enorme e utilissimo lavoro fatto da loro negli ultimi mesi. Alla fine sono [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><a
href="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/guida-seomoz.jpg"><img
class="alignleft size-full wp-image-1606" style="margin-right: 10px;" title="Guida SEOMoz" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/guida-seomoz.jpg" alt="Guida SEOMoz" width="180" height="100" /></a>Pochi giorni fa Matteo Sutto, di <a
href="http://www.neoseo.it/">Neo SEO</a>(servizi SEO, Paid Marketing e CRO, con focus particolare al ROI), mi ha contattato tramite il modulo di contatti di SeoPoint.. Pensavo fosse l&#8217;ennesima richiesta di scambio link, invece mi stava segnalando un lavoro, un enorme e utilissimo lavoro fatto da loro negli ultimi mesi. Alla fine sono stato io a chiedergli di scrivere un articolo in cui parlasse della guida, mettendo i link verso il suo sito.. altro che scambio link!</p><p>Prima di iniziare con l&#8217;articolo: per chi chiede come fare link baiting, come ottenere link.. prendete esempio da Matteo.. la traduzione di una guida come quella vale centinaia di links! E ora, si parta con l&#8217;articolo!<br
/> Tutti coloro che si affacciano al SEO per la prima volta o desiderano approfondire le proprie conoscenze sul tema hanno a disposizione innumerevoli risorse a portata di click. <a
href="http://www.giorgiotave.it/forum/">Tra</a> <a
href="http://www.webmarketingforum.it/">forum</a> <a
href="http://www.cre8asiteforums.com/">dedicati</a> , <a
href="http://www.neoseo.it/i-10-migliori-blog-di-search-engine-marketing/">Blog</a> e <a
href="http://www.google.com/.../search-engine-optimization-starter-guide.pdf">risorse ufficiali</a> rilasciate dei motori c&#8217;è veramente l&#8217;imbarazzo della scelta. Il rischio, sopratutto per chi è alle prime armi, è quello di andare in corto circuito per le troppe informazioni reperibili, non sapendo poi da dove cominciare. Per chi invece non è alle primissime armi, si pone di norma il problema di filtrare le risorse ed informazioni realmente di qualità da quelle provenienti da SEO improvvisati.</p><p>Tra gli N manuali, guide e miniguide che si possano trovare in giro per il web, una in particolare ci ha impressionato per qualità, chiarezza e organicità dei contenuti trattati: &#8220;<a
href="http://http://guides.seomoz.org/beginners-guide-to-search-engine-optimization">The Beginner&#8217;s Guide to SEO</a>&#8221; di <a
href="http://wwww.seomoz.org">SEOmoz</a>. Pubblicata per la prima volta nel dicembre 2005, tale guida ha contribuito a fare conoscere SEOmoz nel mondo, essendo stata scaricata oltre 1 milione di volte. A dispetto del nome, la guida è un&#8217;introduzione piuttosto approfondita sul funzionamento dei motori di ricerca e tratta delle strategie di base che servono a far crescere il proprio business (sia esso un blog, un sito istituzionale o un sito di e-commerce) sfruttando il traffico ottenibile dai motori di ricerca.</p><p
style="text-align: center;">Dato che la guida è veramente di qualità ma che in Italia l&#8217;inglese rappresenta per molti ancora un ostacolo, abbiamo chiesto a SEOmoz l&#8217;autorizzazione per tradurre la versione ufficiale in Italiano, approfittando del fatto che quest&#8217;anno la guida è stata completamente riscritta e aggiornata<br
/> <a
href="http://www.neoseo.it/wp-content/uploads/2010/12/email-rand.png"><img
class="aligncenter size-full wp-image-245" title="email rand" src="http://www.neoseo.it/wp-content/uploads/2010/12/email-rand.png" alt="" width="600" height="173" /></a><br
/> E&#8217; stata una faticaccia in quanto la guida è particolarmente articolata, ma crediamo che ne sia valsa la pena:<br
/> <a
href="http://www.neoseo.it/wp-content/uploads/2010/12/tweet-rand.png"><img
class="aligncenter size-full wp-image-246" title="tweet rand" src="http://www.neoseo.it/wp-content/uploads/2010/12/tweet-rand.png" alt="" width="546" height="186" /></a><br
/> <a
href="http://www.neoseo.it/guida-seomoz/index.php">Guida al Posizionamento sui Motori di Ricerca per Principianti</a></p><p>La Guida si suddivide in 10 capitoli che spaziano dal <a
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1369</guid> <description><![CDATA[Stuart Delta ci ha parlato dell&#8217;ottimizzazione di siti molto competitivi. Un ottimo metodo per ottimizzare un sito è quello di creare una serie di siti satellite, paralleli al principale. Un network di siti che spingono un sito principale devono condividerne il tema. Ovviamente lo scopo è migliorare Link Popularity e posizionamento del sito. Ovviamente dovranno [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Stuart Delta ci ha parlato dell&#8217;ottimizzazione di siti molto competitivi.</p><p>Un ottimo metodo per ottimizzare un sito è quello di creare una serie di siti satellite, paralleli al principale.</p><p>Un network di siti che spingono un sito principale devono condividerne il tema. Ovviamente lo scopo è migliorare Link Popularity e posizionamento del sito. Ovviamente dovranno avvere contenuti unici.</p><p>Questa tecnica è molto utilizzata in ambiti molto competitivi (quali Turismo, Gambing, Adult, Forex). Avere un contenuto di qualità spinge webmaster a linkarti spontaneamente ma purtroppo non è sempre vero.. quindi il network va a sopperire questa differenza tra teoria e pratica.</p><p>In mercati molto competitivi spesso i SEO tendono a creare una link building più volta alla quantità che alla qualità. Per posizinarsi nei risultati organici non sono necessari milioni di link, bastano pochi link ma buoni. Un link buono può valere anche 100 link scarsi e senza dubbio non comporta le possibili penalizzazioni che comportano i &#8220;sitacci&#8221;.</p><p>Un vantaggio del network è senza dubbio legata allo scambio link, infatti scambiare link col sito da ottimizzare non sempre è conveniente e quindi i satelliti sfruttano un sistema di link triangolati.</p><p>Contenuti utili che possono sviluppare un topic o un subtopic del sito principale.</p><p>Google non ama troppo i Network in quanto i link devono essere una cosa spontanea ma nel network essi sono espressi da noi stessi. Quali sono quindi gli accorgimenti da utilizzare?</p><p>Google sta cercando sempre di più di trovare se dietro a un sito c&#8217;è un network. I segnali più comuni utilizzai sono:</p><p>1. Indicatori di Titolaritò (WHOIS, AdSense, Webmaster Tools, Analytics, IP)</p><p>2. Una eccessiva vicinanza sul grafo del web, e questa situazione non è legata solo ai Network.</p><p>3. Testi ripetuti in diverse aree delle pagine (ad esempio alcuni webmaster usano footer comuni, oppure mettono la P.IVA, Google riconosce e penalizza).</p><p>I satelliti dovrebbero linkarsi l&#8217;un l&#8217;altro il meno possibile e non dovrebbero avere link dal principale.</p><p>In generale quanto più sono indipendenti i siti del Network, tanto più sarà difficile che Google capisca dell&#8217;esistenza del Network. Il linkaggio deve essere, come già detto da molti relatori, deve essere graduale.</p><p>Quali sono le caratteristiche che un sito satellite deve avere?</p><p>1. Esso deve essere un sito vero e proprio, navigabile; deve, quindi,  avere almeno 20 pagine di contenuto originale.</p><p>2. IP unico o per lo meno non in comune con altri siti del Network.</p><p>3. Devono sviluppare (come già detto) tupic o subtopic del sito principale. Ma comunque non deve essere concorrente del principale</p><p>4. Devono avere Backlink propri. Se riusciamo a dare dei Link unici al nostro sito satellite aumentiamo la stessa distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro e siamo più difficilmente individuabile.</p><p>Cosa non fare?</p><p>1. Presentare indicazioni di titolarità.</p><p>2. Linkare tutti gli altri siti del sistema.</p><p>3. Link Sitewide verso il sito principale, anzi sarebbe meglio evitare i Sitewide in assoluto..</p><p>4. Linkare il sito principale da tutti i satelliti in una sola volta (come già detto prima la crescita deve essere graduale).</p><p>Altri errori minori:</p><p>1. Inserire il sito principale in aree &#8220;riconoscibili&#8221; quali footer, side e testo decontestualizzato.</p><p>2. Inserire link su sito principale verso uno o più satelliti.</p><p>3. Abbandonare i satelliti</p><p>Quanti siti dovremo creare? Stuart ha fatto l&#8217;esempio di un sito di prestiti ben posizionato con 10 siti satellite sulle spalle.</p><p>Ha poi illustrato molto brevemente un brevetto di Google.</p><p>Ha iniziato poi una seconda parte: i problemi legati ai link.</p><p>a. La diatriba tra follow e no-follow. Perché avvolte Google decide di ignorare link follow e segue link nofollow? Stuart ha dato tre risposte:</p><p>1. La nuova direzione presa da Google che passando dal RANDOM surfer model sta arrivando al REASONABLE surfer model.</p><p>2. La capacità di Google di suddividere i documenti in aree e separare le parti boilerplate (le parti che si ripetono). Se alcuni link non sono troppo pertinenti con il contenuto Google può decidere di non seguirli.</p><p>3. Le informazioni che Google ottiene non sono solo sul link ma anche sul tipo di informazione che Google reperisce dagli user behaviour  relativi al documento linkante. Se Google vede che un link è pertinente al contesto e pensa possa essere utile all&#8217;utente  può decidere di seguirlo lo stesso, Stuart non sa se trasferisce anche il PR ma di sicuro Google lo segue.</p><p>Ha anche mostrato il brevetto brevemente che fornisce tutte le informazione che Google associa a un link quando lo vede in una pagina. Il brevetto è il numero 7&#8217;716&#8217;225.</p><p>Soluzioni al problema?</p><p>Tenere lontano link da boilerplate.</p><p>Se il link è in una pagina interna in fondo alla gerarchia dalle page non bisogna mettere troppi link in uscita.</p><p>Inserire sempre link coerenti sia col documento linkante che con quello linkato.</p><p>b. Lingua. Spesso c&#8217;è la concezione non corretta di alcuni SEO che ogni link fa bene e se non lo fa comunque non danneggia.</p><p>La lingua è una delle informazioni che Google associa al link.</p><p>Se sono pochi link in lingua straniera non ci sono problemi ma se sono troppi allora ci sono conseguenze. Stuart ne ha illustrati due:</p><p>Spesso non si posiziona su Google.it (1) ma su Google di altri stati (2). Il che non implica quindi una penalizzazione ma facendo troppi link &#8220;esteri&#8221; Google può pensare che essi siano rilevanti per stranieri. Cosa fare nel caso di siti multi-lingua? Bisogna cercare di tenere separati i documenti di una lingua dall&#8217;altra. Perché è sbagliato tenere la possibilità di cambiare lingua in ogni pagina del sito, quindi se abbiamo un molti accessi da Google.fr su una pagina spagnola diventa complicato tornare alla sua lingua. La soluzione è ottenere altri link</p><p>c. Troppi link con lo stesso Anchort Text. Problemi a cui si può incorrere?</p><p>1. Il documento di posiziona solo su una chiave (l&#8217;ancora).</p><p>2. Il documento si utilizza con un gran numero di chiavi ma non con l&#8217;Achor Text. Google sente &#8220;puzza&#8221; di SEO e lo penalizza per quella chiave.</p><p>La soluzione è banale. Cambiare gli Anchor Text tenendo presente che Google non indicizza solo per l&#8217;ancora usata ma da tutto il testo contenuto nel link.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1364</guid> <description><![CDATA[Abbiamo iniziato questa seconda giornata all&#8217;insegna del Link Building. Il primo intervento è stato quello di Paolo Dello Vicario che ha iniziato la sua relazione parlando della necessità, principalmente nei settori competitivi. In primo luog Google non accetta la presenza di persone che creino contenuti manipolati. Quindi per manipolare la link popularity dobbiamo cercare di [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo iniziato questa seconda giornata all&#8217;insegna del Link Building.</p><p>Il primo intervento è stato quello di Paolo Dello Vicario che ha iniziato la sua relazione parlando della necessità, principalmente nei settori competitivi.</p><p>In primo luog Google non accetta la presenza di persone che creino contenuti manipolati. Quindi per manipolare la link popularity dobbiamo cercare di fare manipolazioni che neanche l&#8217;occhio umano può scorgere. Difatti le tecniche black hat attualmente in uso potranno risultare obsolete in futuro con gli aggiornamenti dell&#8217;algoritmo.<br
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/> La giusta crescita della popolarità di un sito deve essere quella rappresentata da un ramo di parabola (non lineare e sicuramente non ha scatti).</p><p>Gli Anchor Text non sempre devono essere uguali, infatti ci conviene usare un Anchor Text forte per siti di maggior rilevanza mentre anchor text meno forti per link meno rilevanti. Infatti usare sempre Anchor Text forti non apparirebbe naturale a Google e si rischia una penalizzazione.</p><p>Un&#8217;altra cosa importante è cercare di variare i link. Non ci conviene ottenere 100 link da un sito (sebbene questo abbia un PR alto) ma da  molti siti diversi in maniera che google ci pensi più autorevoli.</p><p>Assolutamente non dobbiamo cercare link da siti di spam in quanto sicuramente non ci da vantaggio anzi..</p><p>Importante è cercare link a tema, infatti link da siti non pertinenti non apparirà naturale a Google.</p><p>È importante usare i link follow ma un sito &#8220;naturale&#8221; ha anche link no follow quindi conviene anche in questo caso variare.</p><p>Il page rank non sempre va considerato come fattore per valutare la bontà di un sito. Generalmente quando cerchiamo link la prima cosa che ci appare è il PR. Se sappiamo di un sito che avrà un buono sviluppo o che ha molti link in entrata è meglio che un si con PR superiore.</p><p>Link Baiting sono in declino.. un tempo molti scrivevano su blog per diffondere con i propri amici mentre adesso grazie all&#8217;avvento dei social network non la condivisione è avvenuta in quest&#8217;ultimi.</p><p>Quindi nasce il conflitto fra blog e social network.. ma allora la link building è morta? i social network avanzeranno fino a far scomparire i blog? Secondo Paolo no, difatti un utente che cerca contenuti di qualità non li andrà a cerca su un SN ma su un blog ben fatto.</p><p>Come ottenre link!</p><p>1. Acquisto link:</p><p>Google penalizza questa pratica. Quindi non sempre non conviene sempre applicarla (come per il sito di Ryan Abood che ha perso 4 milioni di dollari per aver acquistato link).</p><p>2. Links da Domini Scaduti:</p><p>Consiste nel cercare domini scaduti comprarli, costruirci sopra un portale e poi mandare link al nostro (questa è utili solo se troviamo un dominio particolarmente potente, oppure se abbiamo più link della stessa tematica). Ma anche qui si può incorre in penalizzazione.</p><p>3. Concorsi Blog:</p><p>Consiste nel mettere in palio un oggetto di un valore non elevatissimo e metterlo in palio. Gli utenti per vincerlo dovranno scrivere un articolo sul sito e linkarci, questa è una tecnica molto potente che permette di guadagnare link in pochissimo tempo. Però è molto pericoloso perché è manipolazione pura difatti bisognerebbe scrivere di mettere il no-follow.</p><p>4. Gestire Blog o Forum:</p><p>Sono pratiche abbastanza dispendiose per il tempo. Esso conviene metterlo in un dominio di terzo livello. In questo modo otteniamo un buon numero di link (principalmente da citazioni) e al contempo un gran numero di visite. Generalmente se si crea link relativi ad un prodotto (un caso esemplare è Apple) in cui gli utenti che si inscrivono hanno già una certa passione per il prodotto e quindi ci saranno buone citazioni positive e link gratuiti. Se il Forum è in un sottodominio del sito i link che avremo saranno valutati meno (come link da network) ma valutati comunque.</p><p>5. Gestire una Directory un Aggregatore:</p><p>La directory non è molto utile per l&#8217;utente ma porta link ed è facile da gestire (e possiamo scegliere solo siti di qualità). Invece l&#8217;aggregatore  può portare più link &lt;..&gt;</p><p>6. Di cosa parlare:</p><p>Grazie a Ask.com (in lingua inglese) possiamo cercare per una specifica keyword e ci usciranno le domande più frequenti alle quale noi possiamo rispondere sul nostro sito.</p><p>7. Video:</p><p>Essi posseno essere promozionali, virali o divulgativi. Se noi scriviamo articoli con versione video e testo noi avremo un duplice vantaggio: Google ci valuterà meglio perché avremo una maggior agevolazione per l&#8217;utente, e l&#8217;utente probabilmente ci citerà più probabilmente rispetto ad altri perché la nostra è più accessiblie.</p><p>8. PDF:</p><p>Creare eBook possono portare molti link. Infatti gli utenti che la scaricheranno probabilmente scriveranno una recensione e avremo un link. È poi importante ricordare se abbiamo una distribuzione anche da altri siti mettere un link in fondo al file.</p><p>9. Infografici:</p><p>Essi sono molto utili perché permettono una comprensione immediata del tema trattato. E ci permettono inoltre di sviluppare il brand del nostro sito, infatti se facciamo una buona immagine può darsi che un utente la stampi e diffondendola potremmo facilmente ottenere visite (e quindi link).</p><p>10. Convertire i dati delle ricerche:</p><p>Unire i dati di più ricerche e fare una articolo o un PDF. Infatti gli articoli con dati scientifici diamo all&#8217;utente una fonte certa che è valutata di più rispetto</p><p>11. Interviste:</p><p>Può essere utile intervistare qualcuno che non ha concesso molto interviste possiamo ottenere molti link (non dobbiamo mai fare domande scontate). Potremo così avere sia link da utenti interessati che (magari) anche dall&#8217;intervistato stesso ottenendo così link di buona qualità.</p><p>12. Recensione libri:</p><p>Leggiamo un libro a tema e recensiamo questo. Così potremo avere poi link sia dal sito ufficiale che da vari utenti interessati al libro.</p><p>13. Widget:<br
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/> Sono utili e permetto di visualizzare velocemente informazioni e sono facili da inserire.</p><p>14. Creare Aspettiva!:</p><p>Se sei un big puoi cercare di creare aspettativa. Prima di lanciare un prodotto possiamo cominciare a diffondere poco informazioni. In maniera che si cominci a creare interesse e quando questo arriva al culmi, prima che cali, si lancia il prodotto. E oltre ad avere più vendite avremo link nella fase di attesa.</p><p>15. Social Bookmarking:</p><p>Si inserisce il link del sito sui social bookmarking. Sono però link di scarso valore ma sono utili per la stratup del sito.</p><p>16. Directory:</p><p>Sono leggermente di valore rispetto ai social bookmarking e possono essere usati nella fase di lancio del sito. Bisogna scegliere circa 50-60 directory tra le migliori che reputiamo.</p><p>17. Article Marketing:</p><p>Scrivere articoli per siti appositi e mettere un sito nell&#8217;articolo. Bisogna sempre sceglierli in base alla qualità del sito, alla disponibilità di categorie a tema e a link in entrata del sito che aumentano la qualità del sito stesso. Importante è scegliere un buon anchor text e una buona categoria; e molto importante è creare contenuti originali per siti diversi. Non bisogna mettere più di due link e a URL diversi.</p><p>18. Guest Post:</p><p>Si scelgono blog a tema interessanti e si contatta il webmaster e si chiede di mandare un articolo con link follow.</p><p>19. Come valutare i blog:</p><p>Paolo fa una ricerca su Google Blog con molte parole chiave affini al tema. Ha parlato anche di Zemanta che è un plugin che ci permette di trovare citazioni. Il vantaggio è che se lo usiamo entriamo nel &#8220;circolo&#8221; delle citazioni e anche altri utenti avranno nostre citazioni. My Blog Guest e in questo ambito c&#8217;è un progetto che stanno lanciando per creare una alternativa italiana.</p><p>20. Parteciapre a Concorsi, Award e CSS Gallery:</p><p>In questo modo otteniamo link non di buono valore ma veloci.</p><p>21. Instaurare Collaborazioni:</p><p>Perché fare semplicemente uno scambio links?  È inutile a meno che non instauriamo collaborazioni. Molto meglio è creare scambi link triangolari.</p><p>22. Sponsorizzazione di eventi e donazioni:</p><p>Questi, se sponsorizziamo grandi eventi, avremo link di ottimo valore.</p><p>23. Citazioni Reciproche:</p><p>È un&#8217;altra forma di collaborazione che però viene fatta negli articoli come citazioni. Ha meno valore di link diretti ma appare molto naturale.</p><p>24. Diventare testimonial:<br
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/><script type="text/javascript"
src="http://pagead2.googlesyndication.com/pagead/show_ads.js"></script></p><p>Piramade SEO</p><p>Tool da usare:</p><p>1. Yahoo site Explorer</p><p>2.Link Diagnosis</p><p>3. Open Site Explorer (è limitata per gli account free)</p><p>4. SEO quake toolbar e SEO quake (sono plugin per Firefox)</p><p>Ma non bisogna mai limitarsi ad accogliere i risultati di questi siti in maniera passiva ma elaborarli e scegliere con cura.</p><p>Per contattare un webmaster spesso conviene usare non solo le mail ma anche il telefono infatti per via dell&#8217;eccessiva quantità di spam spesso le mail vengono cestinate e non otteniamo risposta.</p><p>Infine conviene partecipare agli eventi per restare aggiornati.</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1317</guid> <description><![CDATA[Matt Cutts, il più visibile ingegnere del team anti-spam di Google, porta avanti dall&#8217;inizio del 2009 una serie di video in auto dei webmaster, pubblicati su youtube con l&#8217;username GoogleWebMasterHelp e di cui parliamo su SeoPoint nella sezione Video: probabilmente ne avrete visto qualcuno, anche se non credo tutti, visto che sono più di 250, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Matt Cutts, il più visibile ingegnere del team anti-spam di Google, porta avanti dall&#8217;inizio del 2009 una serie di video in auto dei webmaster, pubblicati su youtube con l&#8217;username GoogleWebMasterHelp e di cui parliamo su SeoPoint nella sezione Video: probabilmente ne avrete visto qualcuno, anche se non credo tutti, visto che sono più di 250, di cui 70 postati solo nel 2010!</p><p>In questo articolo, edito da Dr. Pete su SeoMoz con il titolo originale di <a
href="http://www.seomoz.org/blog/matt-cutts-movie-marathon" target="_blank">&#8220;Matt Cutts Movie Marathon&#8221;</a>, sono stati evidenzati 10 punti particolarmente interessanti che si possono evincere guardando i video del canale.</p><h2>Disclaimers Obbligatori</h2><ul><li><strong>Non parlo per Matt: </strong>quello che è scritto in questo articolo è semplicemente frutto di mie deduzioni e miei riassunti all&#8217;osso guardando i video di Matt Cutts. Vi consiglio fortemente di guardare i video originali, linkati in fondo ad ogni punto.</li><li><strong>Non credere a tutti quello che senti:</strong> Google non ha nessun motivo per spiegarci nei dettagli come funzionano gli algoritmi.</li><li><strong>Non non-credere a tutto quello che senti: </strong>non credo che Matt Cutts passi le giornate a pensare come ingannare i SEO. Semplicemente si preoccupa della qualità della ricerca.</li></ul><h2>Le Mie 10 Scelte</h2><p>Una breve considerazione prima di elencare i 10 punti. Se volete che una vostra domanda venga usata per un video di Matt Cutts, quando andate a proporla scegliete un nome che suona bene come &#8220;Magico&#8221; o &#8220;Youser&#8221;. D&#8217;ora in poi presenterò tramite la mia <a
href="http://www.usereffect.com/topic/why-do-people-hate-usability">Muppet Intern Yoozer</a> tutte le domande a Matt Cutts.</p><h3>10. Dovrei spendere tempo su metatag keywords? (19 Aprile)</h3><blockquote><p><strong>Matt dice: </strong>Non vorrei spendere nemmeno 0 minuti sulle keywords, personalmente.</p></blockquote><p>Credo che molti di voi abbiano sentito parlare di questa dichiarazione, ma credo sia utile sentirlo dalla fonte originale. Google non usa il metatag keywords per il ranking. Il metatag description ha ancora valore per altri motivi (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=_euoDRk1qN0" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 1:21).</p><h3>9. Come la struttura di un URL può influenzare il PageRank? (6 Aprile)</h3><blockquote><p><strong>Matt dice: </strong>Google non si preoccupa molto di quanto sia profondo un URL.</p></blockquote><p>Questo post tocca una discussione importante &#8211; la struttura di un URL non è la struttura di un link. Diciamo di avere un URL come questo:</p><pre>http://www.example.com/year/month/day/topic/blog-post-title</pre><p>Questa pagina non ha 5 livelli di profondità, è solo contenuta in 4 cartelle. Il livello di profondità è determinato dal linking fra le pagine e dall&#8217;architettura del sito web. La lunghezza dell&#8217;URL può influire sul ranking per le diverse parole chiave, ma il crawler non ci mette di più per trovare una pagina con un URL più lungo. Ci mette di più se invece per raggiungerla deve far magari 10 passaggi dalla home page. (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=UbimY0exQIA" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 2:04)</p><h3>8. Posso essere sicuro che Google usi sempre il metatag description? (24 Marzo)</h3><blockquote><p><strong>Matt dice: </strong>La risposta breve è &#8220;no&#8221;.</p></blockquote><p>In pratica, come in altre occasioni, Google si riserva il diritto di fare come gli pare per compilare lo snippet da mostrare agli utenti. Si può bloccare la descrizione presa da Dmoz, e scriverne una ottima ed unica, ma non si può mai essere sicuri al 100% che verrà usata. (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=ueyrb1PhULg" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 1:52)</p><h3>7. Avere commenti dofollow sul mio blog può influenzare l&#8217;autorevolezza? (22 Febbraio)</h3><p>Avere links in uscita verso siti di spam può influenzare negativamente il ranking sui motori di ricerca: è infatti indice di bassa qualità. E&#8217; bene per questo motivo usare il dofollow sui singoli commenti con link a siti non di qualità ed eliminare i commenti totalmente di spam. (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=NQfOhncTXRU" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 2:35)</p><h3>6. E&#8217; male fare cross-linking? (25 Gennaio)</h3><blockquote><p><strong>Matt dice: </strong>Vorrei chiederti: quei siti sono collegati per argomento veramente?</p></blockquote><p>Quando Matt Cutts legge un sito di fumetti, i links ai siti di assicurazioni di automobili lo rendono triste.. Fare cross-linking fra tre siti non è un problema, ma farlo fra 30-300 siti può mettere nei guai. La rilevanza è la chiave, e i links nel footer hanno spesso poco valore. (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=ufGw65-1je8" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 2:00)</p><h3>5. Come posso far sì che Google indicizzi più URLs della mia Sitemap? (23 Marzo)</h3><blockquote><p><strong>Matt dice: </strong>Non vorrei stare sempre a pensare a quante pagine sono state indicizzate..</p></blockquote><p>Sentiamo questa cosa da webmasters frustrati ogni giorno. Google non garantisce che le pagine inserite nella sitemap XML vengano indicizzate. L&#8217;indicizzazione ha molto a che fare con l&#8217;autorevolezza ed il trust del sito &#8211; un sito autorevole sarà più amato dai crawlers. (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=0GvWruhcmwY" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 1.31)</p><h3>4. Cambiare host può avere effetti sulla SEO? (9 Febbraio)</h3><blockquote><p><strong>Matt dice: </strong>Molte persone possono cambiare il loro IP e non avere nessun problema.</p></blockquote><p>Questa è una paura comune che di solito è infondata. Finché il nome a dominio rimane lo stesso, il passaggio da un hosting ad un altro non dovrebbe procurare nessun problema. (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=w41dsE87CfY" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 1.53)</p><h3>3. I dati di Google Analytics possono influenzare il ranking di una pagina? (2 Febbraio)</h3><blockquote><p><strong>Matt dice: </strong>Te lo prometto, il mio team non chiederà mai a quello di analytics di usufruire dei dati rilevati.</p></blockquote><p>Non credo che avrete mai sentito una risposta così diretta da Matt Cutts. Le teorie di un &#8220;complotto&#8221; abbondano, ma ci sono già tre video separati, nel 2010, nei quali Matt Cutts dice che il quality team non fa uso dei dati di Google Analytics. Naturalmente, ciò non significa che i dati sul comportamento degli utenti non siano fattori, ma solo che magari provengono da altre fonti, ad esempio direttamente dalle SERP. (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=CgBw9tbAQhU" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 1:17)</p><h3>2. Puoi darci un aggiornamento sul ranking per la long-tail? (30 Maggio)</h3><p>Questa domanda parte dall&#8217;aggiornamento chiamato &#8220;Mayday&#8221; che ha fatto tanto parlare. Matt dichiara semplicemente che Mayday è un aggiornamento, intenzionale, per migliorare la qualità dei risultati dalla long tail e che questo non è temporaneo. Non è correlato a Caffeine. (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=WJ6CtBmaIQM" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 2:39)</p><h3>1. Dovrei essere ossessionato dal tempo di caricamento? (5 Maggio)</h3><blockquote><p><strong>Matt dice: </strong>Dal 2010 consideriamo la velocità di una pagina..</p></blockquote><p>Ci sono alcuni punti importanti qui. Prima di tutto Google non ha ancora finalizzato la decisione di utilizzare la velocità come un fattore per il posizionamento (almeno fino a maggio). Secondo, anche se la considerasse, sarebbe uno dei 200 fattori. Un sito veloce è buon per gli utenti e per i motori di ricerca, ma il glitch occasionale di un server non distrugge il posizionamento. Comunque se potete migliorare il tempo di caricamento delle pagine del vostro sito perchè non farlo? (<a
href="http://www.youtube.com/watch?v=UbaU-p2UnkA" target="_blank">Guarda il video</a> &#8211; 2:28)</p><h2>Cose molto più scioccanti</h2><p>Dopo 10 punti praticamente tutti seri su Matt Cutts, non si può concludere senza parlare del grande complotto che viene organizzato davanti agli occhi di tutti. Se avete visto i video del 2010 forse avrete notato come i capelli di Matt Cutts vengono tagliati(e restano così) per un periodo abbastanza lungo per poi ritornare di botto lunghi. Ecco un grafico che spiega la cosa:</p><p><img
class="alignnone size-full wp-image-1321" title="Capelli Matt Cutts" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/matts-hair.gif" alt="Capelli Matt Cutts" width="464" height="227" /></p><p>Matt ha detto che tutto ciò ha a che vedere con quando sono state fatte le riprese e altre cose per ingannarci.. bla, bla, bla.. le conclusioni in realtà possono essere solamente due:</p><ol><li>Google ha scoperto il segreto per la ricrescita dei capelli e si rifiuta di diffonderlo.</li><li>Matt, come si sospetta da molti anni, non è altro che un&#8217;estensione cibernetica dell&#8217;algoritmo di Google.</li></ol><p
style="text-align: right;">Tradotto da: <a
href="http://www.seomoz.org/blog/matt-cutts-movie-marathon" target="_blank">Matt Cutts Movie Marathon</a></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1311</guid> <description><![CDATA[Capita spesso di sentirsi chiedere se la validazione W3C è veramente importante per la SEO: un sito che passerà il test W3C senza errori sarà avvantaggiato nel posizionamento rispetto ad uno con qualche errore? Joost de Valk di Yoast ha pubblicato un interessante articolo che ripropongo, in versione tradotta, in queste pagine. Validazione W3C &#38; [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p>Capita spesso di sentirsi chiedere se la validazione W3C è veramente importante per la SEO: un sito che passerà il test W3C senza errori sarà avvantaggiato nel posizionamento rispetto ad uno con qualche errore? Joost de Valk di Yoast ha pubblicato un <a
href="http://yoast.com/w3c-validation-seo/" target="_blank">interessante articolo</a> che ripropongo, in versione tradotta, in queste pagine.</p><h2>Validazione W3C &amp; WebDesign</h2><p><img
class="alignnone size-full wp-image-1312" title="W3C Web Design" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/w3c-webdesign.jpg" alt="W3C Web Design" width="515" height="150" /><br
/> <em>Photo: <a
href="http://www.flickr.com/photos/zopeuse/">zopeuse</a></em></p><p>Prima di passare alla <strong>SEO correlata alla validazione W3C, bisogna vedere come questa affianchi il Web Design</strong>. Secondo me ci sono due tipi di errore di validazione: ci sono errori che ostacolano il <strong>rendering della pagina</strong>, che sono errori molto più gravi, ed errori che non causano problemi con il rendering, che sono molto meno importanti.</p><p>Un esempio di errore grave: un tag &lt;a&gt; non chiuso. Questo può causare seri problemi. Se un link non viene chiuso questo comprenderà tutti gli elementi seguenti nella pagina, fino al successivo link: una cosa spiacevole. Sono però errori abbastanza facili da trovare ed altrettanto facili da risolvere.</p><p>Avere centinaia di errori di validazione spessono non è un segno di scarsa qualità del codice, comunque cercare di tenere abbastanza basso il numero di errori, sia gravi che non, è sempre una buona idea. Se invece volete portarlo a zero è un altro discorso, su alcune cose a volte può essere anche abbastanza difficile intervenire. E&#8217; davvero necessario mettersi a validare una pagina che porta errori per un iframe(che di solito però chiama un errore non grave) quando si deve usare lo Strict DTD? Alcuni clienti potrebbero essere disposti a pagare per questo, ma la maggior parte non si preoccupano più di tanto.</p><p>Ho visto gente fare cose veramente strane per vedere il loro sito passare il test di validazione: aggiungere una libreria Javascript con il solo scopo di validare il sito ad esempio. E&#8217; veramente un servizio per i visitatori? Appesantire la pagina con 50, ulteriori, kilobyte ha un senso? Non credo proprio.</p><h2>Validazione W3C &amp; SEO</h2><p>Arriviamo quindi alla domanda fatidica: cercando su Google ci sono i pareri di molte persone, quindi diciamo che quello che scriverò qui sotto sarà solo un altro parere, dato dall&#8217;esperienza.</p><h3>La mia opinione sulla Validazione e la SEO</h3><p>Lo scorso anno, mentre facevo SEO per un grosso sito tedesco, ho scoperto che questo sito veniva mostrato completamente vuoto nella cache di Google. La ragione stava nel fatto che veniva usato un tag HTML non chiuso, e piuttosto oscuro: il tag XMP. Il tag XMP è praticamente lo stesso del tag PRE. Questo tag XMP non era stato chiuso nel modo giusto, e quindi, lo spider di Google bloccato da questo, non aveva fatto indicizzare le pagine nel modo giusto. Quindi questo errore ha causato un errore di rendering per Googlebot. Questo è un esempio di errore di validazione che credo vada corretto. Per altri errori di validazione, ad esempio l&#8217;uso del target=&#8221;_blank&#8221; in un documento di tipo Strict, io non mi preoccuperei, e non vorrei che i miei clienti spendano tempo utile allo sviluppo per andare a correggerlo.</p><p>So che il numero di errori è un segno della qualità del codice quando si vanno scan veloci, e che il codice di poca qualità potrebbe essere una ragione per un cattivo ranking. Bisogna però ricordarsi che la validazione di un sito lato W3C non è uguale alla <strong>validazione semantica</strong> dell&#8217;HTML.</p><p>Ma se dico: questa è la mia opinione, ecco alcune opinioni dei miei amici:</p><h2>Opinioni di SEO Famosi sulla Validazione W3C</h2><p><img
class="alignnone size-full wp-image-1313" title="Pareri SEO" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/pareri-seo.jpg" alt="Pareri SEO" width="515" height="150" /><br
/> <em>Photo: <a
href="http://www.flickr.com/photos/werty/">werty</a></em></p><p>Prima di tutto ho chiesto ad Aron Wall, di <a
href="http://www.seobook.com/" target="_blank">SEOBook</a>, e la sua opinione è stata molto diretta:</p><blockquote><p>Se vuoi ottenere links dai web designer che desiderano vedere buoni risultati di validazione, allora la validazione W3C è importante per la SEO, altrimenti ha una piccola importanza diretta al di la di garantire un buon rendering agli utenti. Quando qualcuno visita Amazon.com o Google o Yahoo! (o comunque una qualsiasi pagina da più di un miliardo di dollari su internet), questo troverà un sito che non è stato validato. Perchè è così?</p></blockquote><p>Aron suggerisce quindi che la Validazione W3C diventa utile per la SEO nel settore del webdesign.</p><p>Un altro SEO è <a
href="http://www.gregboser.com/" target="_blank">Greg Boser</a>, la sua risposta è stata la seguente:</p><blockquote><p>Magari passiamo il tempo a cercare di validare il codice, ma poi non spendiamo un secondo del nostro tempo a riscrivere un plugin o un widget che causare errori minori che non sono operazioni critiche per il sito.</p></blockquote><p>Poi c&#8217;è <a
href="http://www.facebook.com/BrentDPayne" target="_blank">Brent Payne</a>, direttore SEO di Tribune:</p><blockquote><p>Mi piace tenere gli errori otto i 24, anche se Tribune ha più di 100 errori. Codice perfetto, non penso che sia necessario ma non credo che qualcuno voglia un codice HTML non ben composto. Qualcuno dice che è un fattore di posizinamento, io dico solo che l&#8217;unica cosa che non bisogna fare è dare in pasto ai bots qualcosa di inaspettato.</p></blockquote><p><a
href="http://thenextcorner.net/">Dennis Goedegebuure</a>, Senior Manager &amp; Head of SEO a eBay Inc., dice:</p><blockquote><p>Dipende dal tipo di errori e da quanti ce ne sono, tutto dipende dal fatto che il crawler riesca o no a leggere il contenuto reale della pagina.</p></blockquote><p>Infine, ho chiesto a <a
href="http://www.seoegghead.com/" target="_blank">Jaimie Sirovich</a>, l&#8217;autore di <a
href="http://www.seoegghead.com/our-seo-book/" target="_blank">due libri tecnici sulla SEO</a>:</p><blockquote><p>Finché google.com non sarà validato, io dico no.</p></blockquote><p>Jamie dice anche:</p><blockquote><p>L&#8217;importante è annidare bene i tag. Sii sicuro di tenere bene la struttura ad albero.</p></blockquote><p>In altre parole: <strong>correggi tag chiusi o annidati male</strong>, ma non preoccupari del resto.</p><h2>Il verdetto sulla Validazione W3C e la SEO</h2><p>La maggior parte dei SEO aderisce al fatto che avere un codice che non è propriamente annidato o ha grossi errori è male per la SEO. Tutti pensano che non ci sono problemi ad avere un buon ranking se si ha un HTML veramente valido.</p><p>La mia conclusione è: sia per ragione di web design che SEO, bisogna <strong>correggere gli errori che causano errori di rendering</strong>. Non bisogna invece preoccuparsi per errori dovuti agli attributi deprecati: non sprecare tempo per correggere un plugin che usa il tag &lt;b&gt; invece che &lt;strong&gt;.</p><p>Non la pensi come me? Ecco quello che dice Matt Cutts:</p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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isPermaLink="false">http://www.seopoint.org/?p=1306</guid> <description><![CDATA[Di solito quando vado a scrivere un articolo lo programmo, ci studio sopra, oppure riporto qualcosa preso oltreoceano, tradotto e rielaborato: questa volta no. Questo &#8220;articolo&#8221;, se così vogliamo chiamarlo, è più un post da blog, una protesta scritta di getto, contro tante di quelle cose che mi danno fastidio dell&#8217;ambiente SEO: non quello vero, [...]]]></description> <content:encoded><![CDATA[<p><img
class="alignnone size-full wp-image-1307" title="Spam, spam, spam" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/spam-spam-spam.jpg" alt="Spam, spam, spam" width="515" height="150" /></p><p>Di solito quando vado a scrivere un articolo lo programmo, ci studio sopra, oppure riporto qualcosa preso oltreoceano, tradotto e rielaborato: questa volta no. Questo &#8220;articolo&#8221;, se così vogliamo chiamarlo, è più un post da blog, una protesta scritta di getto, contro tante di quelle cose che mi danno <strong>fastidio dell&#8217;ambiente SEO</strong>: non quello vero, composto da professionisti e gente che sa fare il suo lavoro, ma quello più &#8220;allargato&#8221;, che viene sempre più spesso scambiato con il suo alter-ego.</p><p>Mi ritrovo più volte a parlare con altri SEO(veri) di argomenti di questo tipo e ancora più spesso resto allibito quando scopro che aziende, anche abbastanza conosciute, offrono servizi che in realtà hanno un <strong>valore prossimo allo zero</strong> o, ancora peggio, impartiscono lezioni spiegando cose semplicemente lette su qualche guida trovata nel web: capisco che la SEO è una &#8220;materia&#8221; che non richiede lauree né specializzazioni particolari ma si parla pure sempre di un lavoro che, a mio parere, resta molto importante nel web, probabilmente anche più dignitosa di alcuni impieghi fatti da pluri-titolati. Se voglio andare in giro vendendo servizi di un determinato tipo dovrò prima avere l&#8217;<strong>esperienza generale</strong> per farlo? O forse chiunque, visto che non c&#8217;è un pezzo di carta che lo attesta, può sbandierare le sue presunte competenze da SEO senza aver fatto assolutamente null&#8217;altro che leggere una guida ed aver posizionato siti web per 2-3 chiavi che da altri siti vengono considerate &#8220;long-tail&#8221;(diciamocelo, non si può andare in giro a vantarsi di aver portato su un sito per una chiave con 20.000 risultati, magari con un dominio exact-match).</p><h2>L&#8217;Estremizzazione</h2><p><img
class="alignnone size-full wp-image-1308" title="Spam Estremo" src="http://www.seopoint.org/wp-content/uploads/spam-estremo.jpg" alt="Spam Estremo" width="515" height="150" /></p><p>Generalmente comunque ci si passa sopra: se il cliente è felice.. beh.. nessun problema. Poi quando vedi che questa gente inizia a dare fastidio, a <strong>fare spam nei tuoi forum preferiti</strong>, insultando magari l&#8217;admin e qualche persona che sa veramente fare il suo lavoro(in questo caso Daniele Pelleri, così per fare un esempio).. beh.. le cose cambiano. E così ci si va a scrivere un articolo sopra, per vedere se parte una discussione costruttiva e capire se si hanno idee condivise o completamente folli.</p><p>Il thread è stato aperto circa tre giorni fa in una sezione totalmente sbagliata di <a
href="http://www.webmarketingforum.it" target="_blank">WebMarketing Forum</a>, per promuovere uno dei tanti servizi di inserimento nelle directory e nei motori(tra l&#8217;altro un servizio un po&#8217; approssimativo, chi ha detto che è il &#8220;solo portale che porta un sito da PR0 a PR4 in 5 mesi?&#8221;). Tra l&#8217;altro lo spam era stato fatto anche su altri forum di spicco(GiorgioTave.it ad esempio, solo che lì lo spam si perde fra milioni di post di qualità; WMF è un po&#8217; meno frequentato..) e via mail(me ne è arrivata una tramite il Contact Form). Anche fino qui.. tutto ok.. cose che succedono e a cui si è abituati.</p><p>Lo si è un po&#8217; di meno ad uscite come quella che è stata fatta dall&#8217;utente dopo che Alessandro(admin di WMF) gli ha fatto notare che l&#8217;<strong>autopromozione è vietata</strong>. Sono partiti insulti all&#8217;interno di una risposta scritta male(peggio di questo articolo) e di fretta; l&#8217;utente ha <strong>paragonato lo spam fatto da lui alla mailing list di WMF</strong>(a cui, per essere chiari, ci si iscrive in modo consapevole), secondo lui &#8220;inutile, per non essere volgari&#8221;.</p><p>Chi ha acquistato il servizio da questa persona a chi si è rivolto? A qualcuno che si presenta come professionista con un&#8217;esperienza di molti anni e poi:</p><ul><li>Fa <strong>spam</strong></li><li>Si autopromuove in modo <strong>sbagliato</strong>(avrebbe potuto benissimo perderci poco poco più tempo e fare quello che ha fatto in modo più sottile e meno fastidioso no?)</li><li>Non sa usare nulla di grafica(un sito con uno dei template più comuni per Joomla e delle immagini per la promozione che sembrano fatte con Paint)</li><li>Che crede che preso un certo tipo di traffico(sempre con la stessa utenza) e reindirizzandolo su diversi siti, con tematiche diverse, questo resti traffico <span
style="text-decoration: line-through;">targhettizzato</span> targettizzato</li></ul><p>Io non credo sia l&#8217;unico caso di questo tipo: però da abbastanza fastidio lo stesso, no? C&#8217;è un modo per evitare che questo succeda? Forse sarebbe ora di mettersi d&#8217;accordo per creare un bel test, una specie di esame, o ancora meglio un congresso, tramite il quale certificare chi sa fare questo lavoro, tagliando fuori un bel po&#8217; di gente ed evitando che poi escano articoli in cui si dice che i <strong>SEO non sono altro che spammers</strong>. Se non avessi visto anche altro forse potrebbe venirmi il dubbio.</p><p>Per fortuna che ci sono anche <strong>professionisti veri</strong>.. <a
href="http://www.giorgiotaverniti.it/">Giorgio Taverniti</a>, <a
href="http://www.francescotinti.com/">Francesco Tinti</a>, <a
href="http://www.fortunecat.it/">Michele Caivano</a>, <a
href="http://www.alessandrosportelli.it/">Alessandro Sportelli</a> e tanti, tanti altri che ora non sto a citare: sono veramente molti e soprattutto sono abbastanza per cercare di evitare cose come queste..</p><p>Ah il titolo sta a marcare la caratteristica di questo tipo di spam: <strong>ripetitivo.</strong></p><p
style="text-align: right;">Photo Credits: <a
href="http://www.flickr.com/photos/enfad/">enfad</a> e <a
href="http://www.flickr.com/photos/giando/">Giandomenico Ricci</a></p><h2  class="related_post_title">Potresti Trovare Interessanti Anche:</h2><ul
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