Capita spesso di sentirsi chiedere se la validazione W3C è veramente importante per la SEO: un sito che passerà il test W3C senza errori sarà avvantaggiato nel posizionamento rispetto ad uno con qualche errore? Joost de Valk di Yoast ha pubblicato un interessante articolo che ripropongo, in versione tradotta, in queste pagine.

Validazione W3C & WebDesign

W3C Web Design
Photo: zopeuse

Prima di passare alla SEO correlata alla validazione W3C, bisogna vedere come questa affianchi il Web Design. Secondo me ci sono due tipi di errore di validazione: ci sono errori che ostacolano il rendering della pagina, che sono errori molto più gravi, ed errori che non causano problemi con il rendering, che sono molto meno importanti.

Un esempio di errore grave: un tag <a> non chiuso. Questo può causare seri problemi. Se un link non viene chiuso questo comprenderà tutti gli elementi seguenti nella pagina, fino al successivo link: una cosa spiacevole. Sono però errori abbastanza facili da trovare ed altrettanto facili da risolvere.

Avere centinaia di errori di validazione spessono non è un segno di scarsa qualità del codice, comunque cercare di tenere abbastanza basso il numero di errori, sia gravi che non, è sempre una buona idea. Se invece volete portarlo a zero è un altro discorso, su alcune cose a volte può essere anche abbastanza difficile intervenire. E’ davvero necessario mettersi a validare una pagina che porta errori per un iframe(che di solito però chiama un errore non grave) quando si deve usare lo Strict DTD? Alcuni clienti potrebbero essere disposti a pagare per questo, ma la maggior parte non si preoccupano più di tanto.

Ho visto gente fare cose veramente strane per vedere il loro sito passare il test di validazione: aggiungere una libreria Javascript con il solo scopo di validare il sito ad esempio. E’ veramente un servizio per i visitatori? Appesantire la pagina con 50, ulteriori, kilobyte ha un senso? Non credo proprio.

Validazione W3C & SEO

Arriviamo quindi alla domanda fatidica: cercando su Google ci sono i pareri di molte persone, quindi diciamo che quello che scriverò qui sotto sarà solo un altro parere, dato dall’esperienza.

La mia opinione sulla Validazione e la SEO

Lo scorso anno, mentre facevo SEO per un grosso sito tedesco, ho scoperto che questo sito veniva mostrato completamente vuoto nella cache di Google. La ragione stava nel fatto che veniva usato un tag HTML non chiuso, e piuttosto oscuro: il tag XMP. Il tag XMP è praticamente lo stesso del tag PRE. Questo tag XMP non era stato chiuso nel modo giusto, e quindi, lo spider di Google bloccato da questo, non aveva fatto indicizzare le pagine nel modo giusto. Quindi questo errore ha causato un errore di rendering per Googlebot. Questo è un esempio di errore di validazione che credo vada corretto. Per altri errori di validazione, ad esempio l’uso del target=”_blank” in un documento di tipo Strict, io non mi preoccuperei, e non vorrei che i miei clienti spendano tempo utile allo sviluppo per andare a correggerlo.

So che il numero di errori è un segno della qualità del codice quando si vanno scan veloci, e che il codice di poca qualità potrebbe essere una ragione per un cattivo ranking. Bisogna però ricordarsi che la validazione di un sito lato W3C non è uguale alla validazione semantica dell’HTML.

Ma se dico: questa è la mia opinione, ecco alcune opinioni dei miei amici:

Opinioni di SEO Famosi sulla Validazione W3C

Pareri SEO
Photo: werty

Prima di tutto ho chiesto ad Aron Wall, di SEOBook, e la sua opinione è stata molto diretta:

Se vuoi ottenere links dai web designer che desiderano vedere buoni risultati di validazione, allora la validazione W3C è importante per la SEO, altrimenti ha una piccola importanza diretta al di la di garantire un buon rendering agli utenti. Quando qualcuno visita Amazon.com o Google o Yahoo! (o comunque una qualsiasi pagina da più di un miliardo di dollari su internet), questo troverà un sito che non è stato validato. Perchè è così?

Aron suggerisce quindi che la Validazione W3C diventa utile per la SEO nel settore del webdesign.

Un altro SEO è Greg Boser, la sua risposta è stata la seguente:

Magari passiamo il tempo a cercare di validare il codice, ma poi non spendiamo un secondo del nostro tempo a riscrivere un plugin o un widget che causare errori minori che non sono operazioni critiche per il sito.

Poi c’è Brent Payne, direttore SEO di Tribune:

Mi piace tenere gli errori otto i 24, anche se Tribune ha più di 100 errori. Codice perfetto, non penso che sia necessario ma non credo che qualcuno voglia un codice HTML non ben composto. Qualcuno dice che è un fattore di posizinamento, io dico solo che l’unica cosa che non bisogna fare è dare in pasto ai bots qualcosa di inaspettato.

Dennis Goedegebuure, Senior Manager & Head of SEO a eBay Inc., dice:

Dipende dal tipo di errori e da quanti ce ne sono, tutto dipende dal fatto che il crawler riesca o no a leggere il contenuto reale della pagina.

Infine, ho chiesto a Jaimie Sirovich, l’autore di due libri tecnici sulla SEO:

Finché google.com non sarà validato, io dico no.

Jamie dice anche:

L’importante è annidare bene i tag. Sii sicuro di tenere bene la struttura ad albero.

In altre parole: correggi tag chiusi o annidati male, ma non preoccupari del resto.

Il verdetto sulla Validazione W3C e la SEO

La maggior parte dei SEO aderisce al fatto che avere un codice che non è propriamente annidato o ha grossi errori è male per la SEO. Tutti pensano che non ci sono problemi ad avere un buon ranking se si ha un HTML veramente valido.

La mia conclusione è: sia per ragione di web design che SEO, bisogna correggere gli errori che causano errori di rendering. Non bisogna invece preoccuparsi per errori dovuti agli attributi deprecati: non sprecare tempo per correggere un plugin che usa il tag <b> invece che <strong>.

Non la pensi come me? Ecco quello che dice Matt Cutts:

About The Author

Ideatore e Web Master di SeoPoint.org, si occupa di SEO dal 2007. E’ stato relatore a diversi eventi organizzati da GT Idea Srl. E’ moderatore nel Forum GT, la community di riferimento per i SEO in Italia. Studia Ingegneria Industriale presso l'Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. Sognatore, appassionato di corsa e outdoor e scout da sempre.

3 Responses

  1. Gilmour67

    Io ritengo che in futuro potra essere rilevante avere un codice pulito ma non so quanto questo influenzi ora sul posizionamento di un sito nei motori di ricerca. Sono tantissimi i siti anche di un certo livello che presentano tali errori e non credo che Google prenda provvedimenti a loro scapito.. forse lo farà con i siti più giovani.. WordPress ad esempio genera un codice non impeccabile tutti sappiamo quanto è usata questa piattaforma dai Blogger..

    Rispondi

Leave a Reply

Your email address will not be published.